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Comune di Caselle Torinese
giovedì, Luglio 25, 2024

    La Via degli Dei

    Nell'Appennino Tosco – Emiliano

    Capacità di giudizio e buon senso sono i principali criteri con i quali
    si organizza e si partecipa in gruppo a un viaggio a piedi di più
    giorni (trekking); la consapevolezza della personale preparazione
    fisica, del proprio tempo a disposizione e, nonostante la programmazione,
    saper accettare l’incerto, le bizze del meteo e le incognite
    dell’ambiente, e ancora… avere spirito di adattamento e affiatamento con
    i compagni di cammino. Consapevoli di quanto sopra, la decisione presa fu
    di percorrere in sette tappe i centotrenta chilometri del percorso
    storico che collega le città di Bologna e Firenze attraverso l’Appennino
    Tosco – Emiliano. Le tappe lontane dalla folla, caratterizzate da pendii
    sia dolci che alquanto ripidi nonostante non raggiungano quote elevate,
    l ( per dire, la più alta di tutto il percorso si trova in località Banditacce 1204 m.
    s.l.m. ), ci hanno fatto scoprire suggestivi angoli di natura
    incontaminata attraversando rigogliosi boschi di carpini e faggi, prati
    in fiore e pittoreschi borghi. Un viaggio tra bellezze naturalistiche,
    paesaggistiche, archeologiche. La via è l’antico percorso che nel
    passato percorrevano gli Etruschi per il loro commercio
    transappenninico. Nel 187 a.C. per volere del console Caio Flaminio dopo
    aver sconfitto i Liguri stazionari sull’Appennino, fece costruire
    sull’antica traccia una strada di collegamento tra l’Emilia e la
    Toscana, la “Flaminia Militare”. In seguito fu dimenticata ed il tempo
    ne nascose ogni traccia. Due abitanti di Castel
    dell’Alpi, lo scalpellino Franco Santi e l’avvocato Cesare Agostini – a
    seguito del ritrovamento  del Santi di una moneta romana in zona Monte
    Bastione nei pressi di una cava dalla quale i romani prelevarono la
    pietra arenaria per la costruzione -, si persuasero che
    nei paraggi si potesse trovare l’antica via. Iniziarono la ricerca e gli
    scavi, e nel 1979, a dispetto degli increduli e degli opponenti, portarono
    alla luce i primi metri di basolato. Il percorso escursionistico nato
    negli ultimi anni ’80 prende il nome di Via degli Dei per il suo
    procedere su monti e attraversare località dal nome di antiche divinità
    pagane come Monte Adone, località Monzuno (da Monte di Giove), Monte
    Venere, Monte Luario (da Lua, dea romana dell’espiazione). Iniziamo il
    nostro viaggio da Bologna ( chiamata la “Dotta” per la sua antica
    università, la “Grassa” per la sua gastronomia e la “Rossa” per il
    colore dei suoi tetti. Nota per il suo centro storico medievale tra i
    più estesi e meglio conservati d’Europa ) proprio dalla stazione
    centrale (54m s.l.m.) raggiungendo Piazza Maggiore poi, percorrendo una
    piccola parte dei trentotto chilometri dei  portici esistenti nel solo
    centro storico bolognese, si raggiunge in Via Saragozza l’Arco del
    Meloncello da dove inizia il porticato di due chilometri che ripido
    sale  al Colle della Guardia, uno sperone in parte boschivo dove a quota
    280m sorge il Santuario della Madonna  di San Luca. È un primo assaggio
    dei ripidi pendii che si affronteranno nei giorni a venire. Seguendo i
    numerosi segnavia si conclude, a venticinque chilometri dalla partenza,
    la prima tappa in località Badolo (425m s.l.m.), piccola frazione del
    comune di Sasso Marconi (BO). La successiva tappa ci ha portato a Monzuno (BO)
    posta a 621m s.l.m. sulla modesta dorsale collinare, solcata da
    formazioni calanchive, che separa le valli dei torrenti Setta e Savena.
    La terza tappa si è poi conclusa in località Madonna dei Fornelli (BO)
    frazione di San Benedetto di Sambro situata a quota 798m. Località
    turistica famosa per la sua storia e per il suo magnifico paesaggio. Con
    la quarta tappa siamo giunti al Passo della Futa (903m s.l.m.) nel comune
    di Firenzuola (FI) centro della Romagna Toscana situato sul versante
    Adriatico dell’Appennino. Durante la seconda guerra mondiale sul Passo
    fu edificata dall’esercito tedesco la cosìddetta Linea Gotica costituita
    da numerose fortificazioni. Abbandonate al finire della guerra, in loco
    rimane il cimitero militare germanico che riunisce la salme di oltre
    trentamila soldati tedeschi caduti nel territorio tosco – emiliano.
    Decisamente in Toscana la nostra quinta tappa raggiunge, nella valle del
    Mugello a nord di Firenze, il comune di Scarperia e San Piero a Sieve
    (FI) istituito nel 2014 dalla fusione dei due comuni. Ad accoglierci al
    termine della sesta tappa ecco la località di Olmo (500m s.l.m.) situata
    lungo la Via Faentina nel comune di Fiesole. Via suggestiva per
    assaporare le bellezze archeologiche dell’antico comune. La settima
    tappa è coincisa col cammino conclusivo del viaggio: dalla città di  Bologna alla
    città di Firenze, soprannominata da Dante “la Città Nobile”, una delle città più belle del mondo.

    Cartografia: Via degli Dei 1:25.000 carta escursionistica e guida
    turistica
    Francesco Reymond

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