Il 13 agosto Piero Angela ci ha lasciato.

Il Comune di San Maurizio Canavese, sulla sua pagina Facebook, così lo ricorda: “Era venuto numerose volte a San Maurizio Canavese, Piero Angela, scomparso oggi all’età di 93 anni. Un filo indissolubile lo legava alla nostra comunità, un filo forte e resistente, intessuto e annodato dal padre Carlo, il professor Carlo Angela, “Giusto tra le Nazioni” che tra il ’43 e il ’45, quando era direttore sanitario della Clinica Ville Turina di San Maurizio, sottrasse alla morte numerosi ebrei. Ma tra le mille immagini che abbiamo di Piero Angela, a noi piace ricordarlo con questa in particolare, quando l’8 maggio 2017 venne a visitare la nuova scuola elementare di Ceretta, che cinque giorni dopo sarebbe stata inaugurata ufficialmente e intitolata proprio al padre Carlo, e soprattutto a incontrare i piccoli alunni”.

Su Cose Nostre di giugno 2017 abbiamo recuperato, dall’articolo di cronaca scritto per l’occasione, le parole con cui Piero Angela concluse il suo incontro con i piccoli scolari, esortandoli all’onestà e all’impegno: “Voi dovete puntare all’eccellenza, essere sempre più bravi, quando uscirete di qua e affronterete il mondo del lavoro, troverete una società difficile e i vincenti, quelli che vinceranno le Olimpiadi del lavoro, della società, saranno quelli che qui avranno sviluppato di più questo muscolo dell’intelligenza”.

In un’altra precedente occasione, l’inaugurazione a Caselle il 27 gennaio 2006, in Sala Giunta di piazza Europa, della mostra “Carlo Angela, un uomo giusto”, ideata e curata da Franco Brunetta, il giornale Cose Nostre ebbe l’onore di un’intervista esclusiva con Piero Angela. L’intervistatore Elis Calegari nella sua ultima domanda chiese a Piero quale fosse stata l’eredità più grande ricevuta dal padre Carlo. Piero Angela così rispose: “Guardi, il figlio del fumatore fuma; il figlio d’un lettore finirà presto di innamorarsi dei libri. Io, figlio d’un padre come il mio, ho imparato dal suo esempio, dalle sue poche parole, a tenere la schiena sempre dritta. Questa è stata la sua lezione più utile e più alta. E non l’ho mai dimenticata”.

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