“Le associazioni sul territorio sono, oltre che un importante nucleo di aggregazione, anche un possibile punto d’incontro e di scambio tra generazioni diverse”. Era dicembre 2018 e Antonella Ruo Redda iniziava così il suo pezzo su Cose Nostre, parlando di Homo Ludens, bella realtà casellese.
Siamo ritornati a trovare la presidente del sodalizio, Roberta Fornaciari: smagliante sorriso che esce da una bella persona, che ci accoglie nell’ampio salone della sede dei nostri amici alpini.
Siamo nella Sala della “Farmacia Alpina”(il bar ndr) e la presidente accoglie i soci che a mano a mano arrivano alla spicciolata.
“La Homo Ludens, promuove il gioco degli scacchi e da poco tempo si è trasferita presso la Sede degli Alpini di Caselle -precisa Roberta Fornaciari – e i soci si ritrovano normalmente la sera e creano una suggestiva arena di gioco in un torneo sociale amatoriale”.
“Tempo di gioco 12 minuti + 3 secondi di incremento”. Una sfida quella dei soci e giocatori di Homo Ludens, che vanta ormai quasi un lustro di attività nel panorama casellese ed è la sperimentazione di un nuovo percorso per la promozione sportiva di alto valore sociale e relazionale, più che mai opportuno in questo periodo ancora delicato di passaggio dall’emergenza Covid alla normalità. Ci dice la presidente che “la ripartenza dell’attività scacchistica casellese è stata favorita anche dal boom del gioco degli scacchi on line, cresciuto in modo esponenziale durante la pandemia e grazie anche al successo della serie Netflix “The Queen’s Gambit” La Regina degli scacchi”.
“Roberta, lei è la presidente e il direttivo da chi è composto?”
“Il direttivo è composto dalla sottoscritta, da Guido Buri vicepresidente e da Claudio Battistella tesoriere e con il validissimo aiuto di Pasquale Larocca, segretario, che intende presentare dopo le vacanze estive una serie di progetti per avvicinare ulteriormente i giovani e più in generale i casellesi tutti, allo sport della mente, i cui molteplici benefici sono stati universalmente riconosciuti.”
“Gli scacchi – prosegue Roberta – sono una palestra cognitiva non solo contro l’invecchiamento del cervello e quindi uno sport utile a mantenere giovane la mente dei seniores, ma anche un’arte, una scienza e uno sport dedicato ai più giovani.”
È utile ricordare che il Parlamento europeo ha riconosciuto formalmente lo sport degli scacchi come parte della formazione e lo introduce come materia scolastica: contribuisce infatti alla coesione sociale, alla lotta contro le dipendenze, alla riduzione del tasso di criminalità, migliora la concentrazione, la pazienza, la creatività, le capacità analitiche e l’autonomia decisionale.

Dunque con tutti questi begli auspici, potevamo non essere presenti alla prima di un torneo “familiare”? Ma questa prima è solo un assaggio del torneo ufficiale che invece si aprirà l’11 settembre p.v., dopo la pausa forzata di due anni. “Tutto ciò grazie alla collaborazione col Libero Torneificio del Borgo di Torino – precisa Roberta – ed è stato calendarizzato all’interno degli appuntamenti nazionali, valido per la variazione del punteggio Elo Fide.” “Novità e punta di diamante è che si terrà nella nostra sede casellese in via Basilio Bona, 25, un evento questo che qualifica ulteriormente Homo Ludens dal punto di vista agonistico e mira a sviluppare esperienze e collaborazioni tra circoli scacchistici nazionali”.

Homo Ludens, un altro bellissimo pezzo di diamante incastonato nella nostra bella e troppo dimenticata città dalle ombre veloci.

Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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