Protagonista del concerto del 3 settembre al Palatenda di Prato della Fiera, insieme all’Assoluto Naturale di Lino Pastore, è stata il CLG Ensemble. Parliamo di un’eccellenza piemontese, una delle tante. Ma questa volta non si tratta di tartufi e di nocciole, ma di un’esperienza che affonda le sue radici nel delicato e spesso misconosciuto terreno dell’integrazione.
La cooperativa sociale CLGEnsemble. diretta dal batterista e musicoterapeuta di origini ciriacesi Dario Bruna, è un centro diurno per disabili psicofisici, che ha realizzato esperienze uniche in Italia, dimostrando come integrazione e produzione artistica di alto livello possano andare a braccetto. Nasce negli anni Ottanta da una “costola” della cooperativa In/Contro fondata dal politico ciriacese Pasquale Cavaliere e da un gruppo di giovani che allora nutrivano ancora forti ideali sociali e politici. Dario Bruna ne entra a far parte nel 1996 e da quel momento inizia un percorso quasi trentennale di musica e ricerca sonora condotto all’interno di un servizio per la disabilità. Un progetto al quale partecipano ospiti con deficit intellettivo medio-grave, e che si articola attraverso una variegata proposta di laboratori che vanno dall’improvvisazione musicale, alla costruzione di macchine sonore, ad attività finalizzate a trasformare il prodotto dell’orto in alimento da cucina, alla realizzazione di Giardini Sonori, come quello creato in via delle Querce alla Falchera. Nei loro spettacoli, gli ospiti del centro interagiscono spesso con musicisti professionisti di fama, dando vita a eventi unici e coinvolgenti. Si sono esibiti con artisti come Paolo Spaccamonti, Fabrizio Modonese Palumbo, Paolo Rigotto, Giorgio Li Calzi, Paolo Della Piana, Federico Marchesano, la romana Lili Refrain. Di grande rilievo l’esperienza del gruppo nell’ambito del Torino Jazz Festival 2019, quando ha collaborato con il trio olandese estrapolato dalla prestigiosa ICP Orchestra (Instant Composers Pool) con Han Bennink, Wolter Wierbos e Ernst Glerum, ovvero la scena più innovativa a livello internazionale nel campo dell’improvvisazione jazz. Bennink, mostro sacro dell’ecletticità e dell’energia dell’arte percussiva, insieme a Wierbos al trombone e Glerum al contrabbasso, ha interagito con la spontaneità del CLGEnsemble in un evento che è stato documentato da Roberto Masotti, fotografo storico della scena jazz internazionale.
Ma quali sono le difficoltà che si incontrano oggi a tenere in piedi un progetto come il CLG? “Difficoltà enormi”, risponde Dario Bruna, “soprattutto per gli incredibili ritardi nel pagamento da parte degli enti pubblici. Noi riusciamo a sopravvivere solo perché siamo una piccola realtà e ci barcameniamo come possiamo, tagliandoci gli stipendi. Attualmente possiamo ritenerci fortunati per essere ancora sostenuti dagli ospiti, dai familiari e da coloro che negli enti pubblici ancora credono in una modalità di lavoro sociale come la nostra. Dopo l’estenuante lockdown di questi ultimi due anni, i cui effetti sono stati ancora più disastrosi nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, siamo riusciti a ripartire con le attività diurne nelle nuove sedi di corso Vercelli e Falchera, e anche con i laboratori musicali e di integrazione sociale che avevamo dovuto bruscamente interrompere. Pur con le consuete problematiche economiche e di gestione dei pagamenti da parte del settore pubblico, la cooperativa insiste e resiste a portare avanti il suo ormai storico progetto educativo e di integrazione sociale tra disabilità e arti performative.”
In questa collaborazione con l’Assoluto Naturale, il CLG Ensemble partecipa al racconto della cupa fiaba ecologista dal titolo “L’Uomo di Zero”, ideata da Lino Pastore ben 50 anni fa e presentata per la prima volta proprio a Caselle al raduno pop del 1973: la storia di un alieno fuggito dal suo pianeta prossimo alla fine, che raggiunge la Terra nel vano tentativo di convincere gli uomini ad abbandonare la via di autodistruzione su cui si sono incamminati. Una storia che forse all’inizio degli anni Settanta poteva apparire catastrofica e pessimista, ma che oggi, alla luce dei profondi e inquietanti mutamenti climatici, della pandemia e degli scenari di una guerra che minaccia di diventare nucleare e mondiale, appare quanto meno profetica.

Autore, giornalista e musicista. Ha pubblicato libri dedicati alla “cultura della bicicletta”, resoconti di viaggio, testi di argomento pedagogico, di narrativa per ragazzi e di storia locale. Ha scritto di musica per il settimanale Il Risveglio ed è autore per la rivista Canavèis.

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