I fratelli Andrea e Paolo Vigna

Doveva, nelle intenzioni del legislatore, essere un provvedimento che avrebbe rilanciato un settore vitale per l’economia, innescando un circolo virtuoso. Parliamo della ristrutturazione edilizia, accompagnata dalla riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente.

Le intenzioni erano quindi buone, ma come invece sta andando a finire, con una tempesta perfetta che rischia di far naufragare imprese anche molto serie, ce lo racconta Paolo Vigna, che con il fratello Andrea è socio dell’impresa ICEP di Caselle fondata dal padre nel 1973 , e che quindi si accinge a festeggiare il prossimo anno i 50 anni di attività.

Paolo Vigna: “La situazione è diventata veramente preoccupante. Facciamo l’esempio della nostra impresa, ma situazioni analoghe riguardano anche le altre imprese associate in ANCE, circa 300 per quanto riguarda Torino. Noi in questo momento abbiamo tre cantieri aperti, e un altro che ha ottenuto le autorizzazioni e quindi potrebbe partire. Quando nel 2020 è partito il Superbonus, l’abbiamo vista come una buona opportunità per far decollare il settore. L’intento della legge era buono: senza ulteriore consumo di suolo, consentire di far accedere agli incentivi anche chi non aveva possibilità o interesse alle detrazioni. Questo tramite la cessione del credito alle banche. Ma il fatto così propagandato che i condomini non dovessero tirar fuori nulla per accedere al Superbonus, ha innescato l’effetto “paga Pantalone”. Si è visto di tutto: preventivi gonfiati, reperibilità e costi d’acquisto dei materiali fuori controllo, aziende nate dal nulla, la “sicurezza dei cantieri” problematica da gestire. Poi, nei regolamenti di applicazione del Superbonus ci sono stati ripetuti cambi di regole, con la conseguenza che gli istituti di credito hanno, da novembre scorso, in pratica smesso di acquistare crediti. Questa ha innescato una micidiale crisi di liquidità, che sta attirando sul settore gli avvoltoi che il credito te lo acquisterebbero, ma con sconti improponibili. Una situazione veramente brutta, e purtroppo senza che si intravedano spiragli  nel breve termine”.

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