Hanno raggiunto un obiettivo prestigioso i Popforzombie, forse uno dei più ambiti per un gruppo di musicisti attivi nell’ambito della scena indipendente: arrivare insieme ad altri dieci artisti al traguardo conclusivo del premio De André.

Ma come è andata la finale della XXI edizione, che si è svolta il 12 gennaio scorso sul palco dell’Auditorium del Parco della Musica a Roma e che è stata vinta dall’artista messinese Fabry-T?

“Quando si partecipa a eventi così importanti si capisce poco di quel che succede veramente e di come sta andando la serata”, ci risponde Paolo Passera a nome di tutta la band. “Si resta dietro alle quinte, si chiacchiera con un sacco di gente e si conoscono artisti bravissimi e probabilmente per noi è questa la cosa più bella dei festival di questo tipo. Poi ad un certo punto si viene chiamati per suonare, sempre un po’ all’improvviso. Noi siamo riusciti ad accumulare, in soli 3 minuti di canzone, una discreta quantità di problemi tecnici di palco, ma sono cose che capitano spesso nel passaggio tra un set musicale e l’altro, per cui sappiamo bene che in genere tutto si risolve nel giro di qualche minuto di rodaggio dei tecnici, e dal secondo/terzo brano dell’esibizione ce la si gode parecchio… Peccato che in questo caso noi, come tutti, suonassimo solo un pezzo! Comunque, a conti fatti, ci siamo molto divertiti e, da quel che abbiamo potuto vedere in prova e poi nelle clip video, ci è parsa una gran bella serata; non solo per le esibizioni di Brunori Sas e del duo di Petra Magoni, ma proprio per la qualità altissima di tutte le proposte, musicali, poetiche o figurative che fossero. Questo forse anche grazie a una sorta di presenza costante del ricordo e della figura di Fabrizio De Andrè, che ci sembra essere stata percepita un po’ da tutti, in ogni istante.”

La canzone d’autore: ha ottenuto grande riscontro in Italia e qui in zona ha avuto altri esponenti significativi, come ad esempio la Banda Elastica Pellizza, ma sicuramente non è uno dei generi che al momento sono più ascoltati. Pensate che abbia ancora qualcosa da dire e che possa evolversi?

“Ci sono tanti bravi autori qui in zona. Nel nostro ultimo album Cose Piccole, ad esempio, abbiamo ospitato Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione, ma gli esempi sono numerosi. Per quanto riguarda i riscontri, non sono cose a cui pensiamo più di tanto. Ognuno canta la canzone che ha in testa, con i propri temi e i propri amori. Forse si cerca di scrivere il brano che si vorrebbe ascoltare, e anche se poi non si arriva mai esattamente dove ci si era immaginati di andare, in genere ne vale la pena, al di là degli indirizzi musicali più seguiti al momento. Sicuramente c’è nell’aria un tentativo di avvicinamento nei confronti delle tendenze musicali degli ultimi anni, che ci sembra di aver letto sia in questa edizione del De Andrè ma anche nelle ultime scelte del Tenco… staremo a vedere cosa succede!”

Ma qual è la situazione attuale della musica indipendente? Esistono spazi e opportunità al di fuori delle grandi etichette?

“Se si distoglie lo sguardo dalle major, si può trovare un mondo di piccole realtà spesso molto valide. Le etichette indipendenti, che 30 anni fa erano davvero solo un pugno, oggi sono tantissime. Oggi la musica è – dal punto di vista squisitamente tecnico della creazione musicale – più alla portata dei musicisti rispetto al passato: fare un disco non è più così impegnativo economicamente; volendo lo puoi registrare praticamente tutto da solo in casa. Le etichette possono quindi contare su un grandissimo numero di proposte musicali fornite quasi a costo zero e possono decidere, ascoltando direttamente il prodotto finito, quali promuovere. Questa sarebbe una cosa fantastica se non fosse che, come tutti sanno, il mercato discografico non se la passa gran che bene, men che meno quello indipendente; è una situazione che porta ad avere etichette serie ed altre meno e bisogna un po’ sapersi destreggiare: noi abbiamo sempre avuto la fortuna di trovare persone serie e soprattutto appassionate sulla nostra strada, per cui non ci possiamo lamentare.”

Progetti futuri…

“Stiamo pensando a un nuovo album, ma al momento riconosciamo in noi una certa irresolutezza… o forse siamo solo un po’ pigri. Ci vorrà del tempo insomma. Stiamo anche valutando  l’idea di un concerto in zona, visto nell’ultimo anno abbiamo suonato in giro per l’Italia ma qui non abbiamo fatto nulla. “

Chi desidera approfondire la conoscenza dei Popforzombie, può trovare l’ultimo album “Cose Piccole” su tutte le piattaforme digitali, da Spotify a Youtube passando per Apple ecc.. mentre il formato fisico (cd e vinile), oltre che in qualche negozio specializzato di Torino, si può comprare direttamente dal sito della casa discografica, la Vrec di Verona. Trovate anche l’album “Popforzombie” del 2017 e un EP di 4 pezzi del 2020.

Autore, giornalista e musicista. Ha pubblicato libri dedicati alla “cultura della bicicletta”, resoconti di viaggio, testi di argomento pedagogico, di narrativa per ragazzi e di storia locale. Ha scritto di musica per il settimanale Il Risveglio ed è autore per la rivista Canavèis.

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