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Comune di Caselle Torinese
giovedì, Luglio 25, 2024

    Un secolo di incidenti aerei

    La tragedia di metà settembre ha posto più di un interrogativo Giancarlo Colombatto e Luigi Perinetti, srotolando più d'un secolo di storia di aviazione a Caselle e dintorni, hanno condotto un'inchiesta assai approfondita sugli incidenti aerei più gravi accaduti sul nostro territorio. Tema quanto mai d'attualità dopo la tragica morte di Laura Origliasso, rimasta uccisa sull'auto dei genitori, il 16 di Settembre u.s., colpita dai resti della carcassa d'un Aermacchi delle Frecce Tricolori schiantatosi subito dopo il decollo. La tragedia ha riproposto anche e così l'annoso dilemma legato alla nostra sicurezza, vista la quantità di velivoli che transita sulle nostre case. Giovi ricordare che, statistiche alla mano, viaggiare in aereo è il modo più sicuro, molto meno pericoloso di auto, barche/navi e treni. Quando però un aereo cade...

    Giancarlo Colombatto e Luigi Perinetti, srotolando più d’un secolo di storia di aviazione a Caselle e dintorni, hanno condotto un’inchiesta assai approfondita sugli incidenti aerei più gravi accaduti sul nostro territorio. Tema quanto mai d’attualità dopo la tragica morte di Laura Origliasso, rimasta uccisa sull’auto dei genitori, il 16 di Settembre u.s., colpita dai resti della carcassa d’un Aermacchi delle Frecce Tricolori schiantatosi subito dopo il decollo.
    La tragedia ha riproposto anche e così l’annoso dilemma legato alla nostra sicurezza, vista la quantità di velivoli che transita sulle nostre case.
    Giovi ricordare che, statistiche alla mano, viaggiare in aereo è il modo più sicuro, molto meno pericoloso di auto, barche/navi e treni.
    Quando però un aereo cade…

    Il tragico incidente avvenuto il 16 ottobre scorso a un velivolo delle “Frecce Tricolori” non è il solo avvenuto sul nostro scalo, bisogna risalire di oltre cento anni quando, agli albori dell’aviazione, nelle vicinanze di Caselle si riscontrarono i primi incidenti causati dai traballanti e insicuri aerei in legno e tela. Nel lontano primo decennio del Novecento nacque il campo di aviazione di San Carlo Canavese, sul pianoro delle Vaude, citato anche come campo di San Maurizio o addirittura campo di Cirié, e con esso si installarono i primi reparti della nascente aviazione militare per lo più composte da aerei come i Farman, i Voisin, i Bleriot o gli Aviatik, che giornalmente effettuavano le manovre di addestramento al volo.
    Durante le esercitazioni, il più delle volte, capitavano degli incidenti, non sempre mortali, e ogni volo era una esperienza nuova e non passava giorno che accanto agli incidenti si battevano dei record rendendo famosi i piloti che li effettuavano. A quei tempi, quando non esistevano ancora i sistemi GPS che controllano se la rotta è giusta, il volo era a vista con sistemi empirici per conoscere l’esatta posizione.
    Alla fine degli Anni Trenta, venne costruito l’aeroporto militare di Caselle, dove si posizionarono i diversi reparti della Regia Aeronautica, e tra questi uno tra i più famosi, il 53° Stormo caccia, che dal 20 giugno 1937 iniziò immediatamente, con i biplani Fiat CR.32 e poi CR.42, l’attività di addestramento riscontrando i primi incidenti e alcuni purtroppo fatali. Tutto ciò cessò di esistere con la distruzione dello scalo da parte tedesca nel ’44.
    Anche con il nuovo aeroporto civile, inaugurato nel 1953, gli incidenti non sono mancati. Fortunatamente pochi sono stati quelli con vittime, anche se hanno fatto scalpore come tutti gli incidenti aerei che avvengono in ogni parte del mondo. Alcuni di essi sono successi nel perimetro interno o nelle vicinanze, altri più lontano, ma per diversi fattori l’impianto casellese ne è stato protagonista avendo ospitato gli aerei che durante il volo sono stati coinvolti nelle sciagure.
    Comunque da questo elenco si nota chiaramente come, nonostante l’esponenziale incremento dei voli, gli incidenti sono diventati sempre più rari, grazie sia all’evoluzione della tecnica aeronautica, che permette di costruire aerei sempre più sicuri, sia alle sempre maggiori norme di sicurezza.

    Qui di seguito una cronologia sintetica dei principali incidenti accaduti a Caselle o nel circondario, dipendenti da aerei legati in qualche modo con il nostro aeroporto. Alcuni di essi sono dovuti ai test di prova dei velivoli costruiti da parte della Fiat e dalle successive aziende aeronautiche subentrate, come l’Aeritalia e l’Alenia.
    Ovviamente, al di là dei pochi incidenti molto gravi, la ricerca non è semplice e i dati sono sicuramente incompleti, soprattutto quelli riguardanti la II guerra mondiale, dove le notizie erano spesso censurate, e solo grazie a ricerche di archivio si è potuto ricostruire in parte le vicende, e comunque senza tener conto degli aerei caduti durante le azioni belliche.
    Anche per ragioni di spazio vengono riportati solo alcuni degli incidenti minori, quelli più eclatanti, anche se in alcuni casi è puro caso che non si siano tramutati in tragedia.
    Per i tre incidenti più gravi e conosciuti, e su cui si è già scritto molto, quelli del Fokker, dell’AMX e dell’Antonov, viene solo richiamato brevemente l’evento.

     

    1911 circa
    Già agli albori dell’aeronautica, quando l’aeroporto era ancora ben lontano dall’essere costruito, Caselle ha avuto il suo primo incidente, come testimoniato da una foto pubblicata sul libro “Album per un paese”, edito dall’associazione la Forgia. Un aeroplano tipo Bleriot XI, probabilmente in volo tra il campo di Venaria a quello di San Maurizio, cadde in un prato del territorio casellese, per fortuna senza conseguenze per il pilota, come ben si vede dalla foto che lo ritrae in piedi davanti al velivolo. La didascalia del libro riporta la data del 22 aprile 1907, ma sicuramente la foto deve essere posteriore al 1911, anno in cui sono stati impiegati i primi Bleriot in Italia che hanno continuato la loro operatività fino agli Anni ‘20.

    L’aeroporto militare
    Dal 17 luglio 1937, quando è avvenuto il primo alzabandiera nel nuovissimo aeroporto casellese, il territorio ha visto numerosi incidenti aerei, soprattutto nel periodo della guerra. L’aeroporto di Caselle, a parte il breve periodo della guerra con la Francia, sia per la lontananza dal fronte, sia per la vicinanza con la fabbrica dell’Aeritalia, venne impiegato soprattutto per allenamento dei reparti prima di essere trasferiti al fronte, con la conseguenza che avvenivano intensi allenamenti aerei.

    19 dicembre 1938
    Un apparecchio dell’aeroporto di Caselle, pilotato dal sergente Italo Zampieri, durante la manovra di atterraggio urtava contro un albero, precipitando. Il pilota è deceduto.
    7 gennaio 1939
    Un velivolo dell’aeroporto di Caselle, pilotato dal sottotenente Mario Mazzoni, è precipitato per cause imprecisate nei pressi di S. Francesco al Campo. Il pilota, che non ha potuto far uso del paracadute, è deceduto.
    24 marzo 1939
    Un apparecchio dell’aeroporto di Caselle, pilotato dal sergente Romano Picotti, è precipitato per cause non precisate in prossimità del campo. Il pilota, che non ha potuto far uso del paracadute, è deceduto.
    26 maggio 1939
    Un aereo dell’aeroporto di Caselle, pilotato dal sottotenente Vasco Malacoli, per cause imprecisate, precipitava dalla quota di settecento metri. Il pilota, che non ha potuto fare uso del paracadute, è deceduto.
    23 aprile 1940
    Due apparecchi da caccia, pilotati rispettivamente dal sergente maggiore Guglielmo Birello e dal sergente maggiore Bruno Celotto, durante una normale esercitazione venivano a collisione nei pressi di Caselle, precipitando al suolo. Nell’incidente il sergente maggiore Celotto, affidandosi al paracadute, toccava terra riportando lievi ferite, mentre Birello, non avendo fatto uso del paracadute, decedeva.

    25 novembre 1940
    Ore 11.30, durante un normale volo di allenamento individuale, un CR 42 del 53° Stormo, pilotato dal maggiore pilota di complemento Gaspare Bona, entrava in avvitamento da circa 200 mt. di quota precipitando al suolo causando la morte del pilota.
    Gaspare era nato a Carignano il 18-12-1895 ed era figlio di Valerio Massimo Bona che a fine Ottocento contribuì all’espansione del lanificio casellese, prima di fondare un nuovo stabilimento a Carignano (per maggiori informazioni si vedano gli articoli sul lanificio apparsi sul giornale nei mesi scorsi).
    24 maggio 1941
    Ore 16.20, il Serg. Nadio Monti in esercitazione cade in vite piatta, ma riesce a lanciarsi con il paracadute.
    29 maggio 1941
    Ore 09.30 il S.Ten. Luigi Uguccioni entra in autorotazione e successivamente in vite cadendo e incendiandosi; pilota deceduto.
    21 settembre 1941
    Alle 21.30 incidente mortale durante un volo notturno del Ten. Rovere.
    23 giugno 1942
    Alle ore 9,30 nel cielo del campo di Caselle, due apparecchi G.50 appartenenti alla 366^ squadriglia, pilotati dal sottotenente Gino Saglio e sergente Achille Dezzari, venivano in collisione a quota 1300 metri e cadevano; il primo in prossimità del campo e l’altro in località S.Anna di San Francesco al Campo. Saglio riportava lievi escoriazioni e ferite multiple, mentre il sergente decedeva.
    27 giugno 1942
    Ore 15,15 circa, un aereo G.50 Bis pilotato dal sergente maggiore Vittorio Lazzari, appartenente alla 357^ squadriglia di Caselle, durante una esercitazione acrobatica a quota 1000 metri, per improvviso guasto ai comandi, precipitava al suolo causando la morte del pilota.
    9 luglio 1942
    Ore 9,30 velivolo Macchi MC 200, appartenente alla 372^ squadriglia di Caselle, pilotato dal sottotenente Martino Bernardi urtava in decollo un albero nella zona circostante l’aeroporto e precipitava. Il pilota a seguito delle gravi ferite decedeva nell’ospedale militare di Torino.
    19 agosto 1942
    Ore 10,40, un apparecchio MC 202 pilotato dal sergente Guido Margutti, durante un volo di allenamento, veniva in collisione con un aereo G.50 pilotato dal maresciallo Davide Colanesi, precipitando; il primo nel campo di Caselle e il secondo in un prato fuori campo. Piloti deceduti entrambi.
    19 febbraio 1943
    Incidente al D.520 mm 353 pilotato dal sotto tenente Petrosellini della 92^ Squadriglia, in volo di trasferimento, rientrato per avaria, atterrava ai limiti del campo con il carrello rientrato.

    L’aeroporto civile
    19 maggio 1957
    Momenti di angoscia hanno vissuto gli spettatori, durante una manifestazione aerea, quando si sono levati in volo 12 aviogetti F.86E della 2° Aerobrigata. Uno degli apparecchi, pilotato dal tenente Mascagni, a causa di un guasto meccanico non è riuscito a sollevarsi. Scivolando sulla pancia il caccia si è arrestato in breve spazio, dopo aver sfondato la rete di protezione. L’incidente si è risolto senza alcun danno al pilota.
    21 giugno 1957
    Alle 11,30 un aviogetto militare americano F.86D è precipitato ai margini dell’aeroporto di Caselle. L’aereo, che effettuava un volo di collaudo, era pilotato dal capitano Forrest Brumbelow, di 35 anni, dell’USAF.. L’F.86 D si era levato dal campo un quarto d’ora prima e stava effettuando normali e consuete manovre di controllo. Durante un passaggio a bassa quota in direzione nord della pista, per cause tuttora imprecisate, l’apparecchio non ha risposto ai comandi del pilota e non è riuscito a portarsi ad un’altitudine maggiore. Il pilota ha così tentato un atterraggio forzato in un prato delimitato da filari di pioppi. Data la natura del terreno, però, la manovra non è riuscita, e dopo aver strisciato sul campo per oltre 300 metri, l’aviogetto è andato ad urtare contro alcuni alberi riportando gravissimi danni e causando la morte dell’ufficiale.
    15 maggio 1959
    Un drammatico incidente è accaduto alle 17,30 all’aeroporto di Caselle: un apparecchio a reazione dell’USAF che stava prendendo velocità per decollare, si è incendiato ed è esploso, pochi istanti dopo che il pilota era riuscito a salvarsi gettandosi a terra. L’apparecchio era giunto nella mattinata dalla base di Hahn, in Germania, per portare un ufficiale americano a Torino. Sembra che l’incendio sia stato causato da un guasto ai freni che, bloccandosi, avrebbero fatto attrito, provocando l’incendio della ruota.

    21 luglio 1963
    Attimi di sgomento per i 50.000 spettatori che gremivano il campo di Caselle per assistere alla manifestazione aerea. La sciagura è avvenuta durante l’esibizione di alta acrobazia di un caccia a elica biposto G. 59, decollato poco prima delle 17,30 ai comandi del pilota maresciallo di II classe Edoardo Pisano della base aerea di Orio al Serio. Passa alcune volte a volo radente sul margine dei prati dove si addensa il pubblico, si arrampica veloce in cielo e compie alcuni eleganti loopings. Dopo, durante un passaggio sul campo in volo rovesciato, il G. 59 perde quota e punta sulla larga macchia rossa di un ombrellone di un chiosco di bibite.
    Uno degli inservienti lancia un urlo atterrito: «Giù, giù tutti. Ci viene addosso». Un attimo dopo, l’ala dell’apparecchio abbatte l’ombrellone, e poi cade contro un gruppo di automobili.
    Una ragazza di 17 anni, appoggiata al cofano di una “Anglia”, a poca distanza dal pubblico che si addensava contro le transenne, viene falciata dall’aereo. Altre quattro persone sono rimaste ferite, ma non in modo grave, mentre il pilota è uscito incolume dall’apparecchio che si è incendiato contro un pullman. La vittima si chiamava Mariangela Prato di San Gillio, ed era venuta alla manifestazione accompagnata dalla madre e dal fidanzato, anch’essi feriti.
    25 giugno 1965
    Un aviogetto F.104, decollato questa mattina da Caselle per un normale volo di collaudo, verso le 11,40, mentre sorvolava il cielo di Carignano, ha accusato improvvisamente problemi al motore. Il pilota, comandante Vittorio Sanseverino, dopo aver diretto l’aereo verso una zona disabitata, ha azionato il seggiolino eiettabile, atterrando poi con il paracadute nella vicina frazione Valinotto.
    L’aereo, toccando terra in aperta campagna, esplose disintegrandosi e scavando una buca profonda circa tre metri.
    8 giugno 1968
    Nella programmata manifestazione aerea di domani la pattuglia acrobatica belga non potrà prendervi parte con i suoi sei aviogetti Fouga « Super Magister » perché danneggiati da un «Caravelle». I reattori della pattuglia, comandata dal capitano Van Essche, erano allineati lungo il raccordo che porta dalla pista principale dell’aeroporto.
    Verso le 11,00 un Caravelle dell’Alitalia, con 70 passeggeri venuti a Torino per visitare il Salone, rullando lungo il raccordo, ha urtato con l’ala sinistra i periscopi che sporgevano dalla copertura in plexiglas della carlinga, danneggiandoli tutti. Cinque aviogetti sono rimasti gravemente danneggiati, mentre l’aereo investitore è rimasto lievemente sinistrato. Non vi sono feriti e i passeggeri non si sono accorti di nulla.

    30 dicembre 1970
    Sciagura stamane alle 7,13 sulla pista dell’aeroporto di Caselle. Il Caravelle dell’Alitalia diretto a Roma ha investito uno spazzaneve che era finito in mezzo alla pista per un’errata manovra. Il velivolo ha urtato il veicolo con l’ala destra che si è spezzata rovesciando sulla pista quattro tonnellate e mezzo di cherosene che si è incendiato. L’aereo, sullo slancio, ha proseguito per quasi un chilometro e non è stato raggiunto dalle fiamme; lo spazzaneve, scaraventato per aria, è stato ridotto in mille pezzi e il guidatore, Romeo D’Ambroso, 54 anni, di Caselle, è morto carbonizzato.
    1 ottobre 1971
    Dramma a mezzogiorno nel cielo di San Maurizio Canavese un caccia F104, in normale volo di collaudo, precipita il pilota Sanseverino che riesce a evitare le case e si lancia in tempo salvandosi.
    Il pilota ricorda che: “Tra Borgaro e Caselle mi sono accorto dell’avaria: il motore si era spento. Ho cercato di riaccenderlo due volte, ma niente da fare. L’aereo precipitava e sotto c’erano le case. Ho trovato un terreno “pulito” quando ormai ero all’altezza degli alberi. Mi sono catapultato fuori dell’abitacolo col seggiolino, e sono sceso in un prato sfiorando i cavi dell’alta tensione”. Intanto l’apparecchio si disintegrava in un prato fra San Maurizio Canavese e San Francesco al Campo a un centinaio di metri dalla pista.

    15 aprile 1972
    Una gravissima sciagura è avvenuta all’aeroporto stamane verso le 9,30, cinque persone sono morte nel rogo di un aereo da turismo che si rovescia e scoppia.
    Si tratta di un bimotore privato Beechcraft 55, pilotato dal proprietario, l’impresario torinese Mario Brandaglia; con lui c’erano la moglie, il figlio di 18 anni e due coniugi amici.
    Era decollato alla volta di Nizza per trascorrere il weekend in Francia, ma appena staccatosi dalla pista comunica per radio: «Emergenza: debbo rientrare, ho uno sportello aperto…». Fatta una virata, ha tentato l’atterraggio, ma ha toccato terra prima del nastro di cemento; l’aereo ha perso un’ala e un motore, poi si è capovolto e in un attimo ha preso fuoco che non ha dato scampo agli occupanti.

    1 gennaio 1974
    Un Fokker 28 dell’Itavia della linea Cagliari-Bologna-Torino-Ginevra precipita a Caselle durante l’avvicinamento finale all’aeroporto, poco dopo le 13.30, il velivolo stava volando nella nebbia e in condizioni meteo sfavorevoli. Le vittime furono 36 e sei i feriti di cui due morirono successivamente all’ospedale. Questa è la più grave sciagura avvenuta all’aeroporto.
    23 gennaio 1976
    Alle 18.15 il prototipo da combattimento MRCA P.05 (X-586) in fase di atterraggio, pilotato da Pietro Trevisan, tocca violentemente la pista causando la rottura del carrello, spanciando sulla pista e incrinando un’ala. Dopo essere scivolato per una decina di metri, l’aereo si è fermato fuori pista, illeso il pilota. Si trattava del primo prototipo italiano del velivolo che aveva effettuato il primo volo il 5 dicembre 1975.
    14 giugno 1979
    Brucia un motore del Boeing B.727 della Air France in decollo per Parigi: panico per 95 passeggeri. Gli occupanti dell’aereo sono usciti dalle porte di sicurezza. Nessun ferito.

    15 febbraio 1981
    Scontro tra pullman e un aereo che perde la punta di un’ala.
    Questa domenica, sul piazzale dell’aeroporto di Caselle, un Bac 111 della Dan Air London che effettuava un volo charter di sciatori inglesi, prima del decollo e in fase di rullaggio ha urtato un mezzo dell’aeroporto. Nonostante lo spaventoso urto non si sono riscontrati feriti.

    29 giugno 1982
    Il Tornado mm 7008 durante un normale volo di collaudo è atterrato sulla pancia senza carrello.
    L’allarme è scattato verso le 11.30 quando l’MRCA, partito un’ora prima da Caselle e prossimo all’atterraggio, ha comunicato alla torre di controllo che il carrello era bloccato e che l’atterraggio doveva essere fatta in condizioni di emergenza. A bordo c’erano Manlio Quarantelli (pilota) ed Egidio Nappi (copilota e operatore di sistemi) entrambi collaudatori di provata esperienza. Tutto si è risolto per il meglio: i piloti sono rimasti illesi, il velivolo non ha subito gravi danni e la pista dell’aerostazione è rimasta pressoché intatta.
    27 settembre 1982
    Ancora un’emergenza alle 8.10 e attimi di apprensione a Caselle per uno stormo di gabbiani che hanno costretto un Boeing B.737 della British Airways a rientrare subito dal volo per Londra.
    L’aereo si era appena alzato in volo quando s’è incendiato un motore che aveva risucchiato i volatili, il comandante non perde la calma e torna in pista. Gli 86 passeggeri non si sono neppure accorti di quel che era accaduto e che stavano riatterrando con un solo motore in funzione.
    1 giugno 1984
    Precipita nei prati del Mappano il 1° prototipo del cacciabombardiere italo-brasiliano AMX durante il suo quinto volo di collaudo, a causa di un’avaria al motore. Il pilota, Manlio Quarantelli molto grave, muore il 19 agosto a seguito delle ferite riportate.

    15 dicembre 1984
    Un piccolo aereo da turismo, un Cessna 177 Cardinal con quattro persone a bordo (un industriale di Moncalieri, un commercialista torinese e due donne loro conoscenti), è stato costretto a un atterraggio di emergenza pochi istanti dopo essere decollato dall’aeroporto di Caselle, mentre sulla zona gravava una fittissima nebbia. L’aereo ha spanciato in un prato di San Maurizio Canavese a poche centinaia di metri dal limite Nord della pista, arrestandosi sull’orlo di una cava di ghiaia colma d’acqua. Solo feriti i quattro passeggeri.
    10 settembre 1988
    Si è schiantato alle 11.38 contro la cima di una montagna sopra Corio un bimotore Cessna 210 (G-BNNW) sei minuti dopo il decollo da Caselle. L’aereo inglese proveniva da Bari e aveva fatto scalo tecnico a Caselle per poi dirigersi a Londra. Morti tutti e tre gli inglesi a bordo.
    18 ottobre 1989
    Alle 19,45, in fase di decollo, uno dei motori del 747 dell’Alitalia Cargo in volo per New York, sarebbe scoppiato, provocando un boato, udito distintamente dagli abitanti di Caselle. Il capitano Robone, alla guida dell’aereo, ha preso subito la decisione di non ridiscendere su Caselle, ma di proseguire per Roma, dove è atterrato alle 21,45.

    8 ottobre 1996
    Un gigantesco cargo Antonov An-124 Ruslan (RA-82O69) della compagnia russa Aeroflot in fase di atterraggio, dopo aver fallito una riattaccata d’emergenza, alle 10.30 si è schiantato su una cascina di San Francesco. Delle 23 persone a bordo, otto sono rimaste illesi e sono fuggite dal velivolo in fiamme attraverso gli scivoli d’emergenza, tredici invece sono state ritrovate ferite tra i rottami e portate all’ospedale mentre i due piloti sono morti insieme a due persone decedute all’interno della cascina.
    21 settembre 2000
    Durante un normale volo di collaudo, alle 13,20, un C-27J (mm4043) con marca civile I-CERX finisce fuori pista durante l’atterraggio per cause in via di accertamento senza conseguenze per l’equipaggio e altre persone. Il velivolo ha divelto la recinzione dell’aeroporto e si è fermato vicino a una pianta in mezzo ad un campo di granoturco nei pressi della frazione Malanghero.

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