24.9 C
Comune di Caselle Torinese
giovedì, Luglio 25, 2024

    L’incanto di Montecristo

    Il Parco nazionale dell’arcipelago toscano, il più grande parco marino d’Europa, è formato da sette isole maggiori, da nord a sud sono: Gorgona, Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Giglio, Giannutri e da isolotti minori per una lunghezza totale di 80 miglia, 150 km.

    Il parco è inserito nel santuario per la protezione dei mammiferi marini Pelagos e nel 1977 Montecristo è stata inclusa nella rete europea delle riserve biogenetiche e riconosciuta Riserva naturale.

    È tutelata per il 100% del suo territorio a terra, comprendendo anche il prospiciente scoglio d’Africa o Formica di Montecristo, e a mare fino ad 1 km dalla costa per ogni tipo di imbarcazione, salvo quelle provviste di autorizzazione richiesta al reparto carabinieri Biodiversità di Follonica.

    Ogni accesso è strettamente regolamentato e consentito solo fino ad un massimo di 2.000 visitatori l’anno,

    L’isola di Montecristo ha sempre popolato la mia fantasia sin da bambina, stimolata dalla lettura del libro omonimo di Alexandre Dumas padre, anche se l’isolotto dove venne incarcerato Edmond Dantes era il Castello d’If, una fortezza adibita a penitenziario su di un isolotto davanti alla costa marsigliese.

    L’aspetto dell’isola è imponente, con i 645 metri del Monte della Fortezza, un blocco di granito che deve il nome a un forte costruitovi dagli Appiani, signori di Piombino. Numerose le insenature rocciose, da Cala Maestra a Cala Corfù, Scirocco o del Diavolo, nomi che evocano paesaggi aspri. Grazie alla protezione di cui ha goduto in tutti questi anni, Montecristo è la più selvaggia dell’Arcipelago Toscano, abitata per lo più da capre, conigli selvatici e dall’endemica vipera di Montecristo.

    Un tempo chiamata Oglasa, la leggenda racconta che San Mamiliano, vissuto nel V secolo, patrono dei naviganti, sia stato fatto prigioniero e venduto come schiavo. Riuscito a fuggire sopra una nave di pirati, li convertì durante la navigazione e li portò con sé come ferventi cristiani. Per strane vicende finì a Oglasa, dove un drago terrorizzava gli abitanti: lui lo vinse e passò il resto dei suoi giorni in solitudine e penitenza, rinominando poi l’isola in Monte di Cristo. Ancora visibile la grotta dove si dice che il santo abbia soggiornato e i resti di un monastero.

    In passato avevo provato a prenotare una visita, senza successo, i pochi posti distribuiti nei fine settimana da marzo a giugno poi da settembre/ottobre venivano carpiti nel giro di poche ore dall’apertura della prenotazione. Stavolta ho avuto più fortuna (le visite sono calendarizzate solo il sabato e la domenica) la giornata è iniziata dal porto di Piombino sotto la tutela delle guide che ci accompagneranno sino al ritorno nello stesso luogo. Non è possibile muoversi sull’isola in autonomia, e dopo l’approdo a Cala Maestra è obbligatorio seguire le loro indicazioni. I trekking sono suddivisi in tre livelli di difficoltà e durata, e si deve essere muniti di adeguato equipaggiamento, in particolare scarpe con suola scolpita, caviglia alta e bastoncini. Da Cala Maestra al Belvedere il sentiero sale, fortunatamente in ombra, i panorami sono stupendi così come la giornata, molto calda; le piogge dei giorni precedenti hanno reso il sentiero fragile e le rocce scivolose, ma hanno amplificato i profumi della flora in piena fioritura.

    La flora e la vegetazione di Montecristo hanno subito gravi alterazioni nel corso dei secoli e attualmente la presenza di erbivori (capre e conigli selvatici) limita la sopravvivenza di talune specie. Alle oltre 300 specie botaniche tutt’oggi presenti nell’Isola, sono da aggiungere venti specie che sono state ritrovate: palme, agavi, oleandri, eucalipti, allori, magnolie, olivi, carrubi, viti, pini domestici, pini d’Aleppo e molte altre, fra cui l’ailanto (ailanthus altissima) che purtroppo è divenuto fortemente infestante. La vegetazione dell’Isola, che doveva essere originariamente costituita da una fitta macchia mediterranea, dominata, almeno nella fascia più elevata dal leccio, oggi è rappresentata da una copertura a chiazze, costituita da macchia più o meno degradata a prevalenza di eriche (erica arborea, erica scoparia) che in alcuni settori raggiungono dimensioni notevoli, a cui si accompagnano rosmarino, cisto, elicriso e specie più sporadiche. I lecci sono soltanto qualche decina, in gran parte decrepiti e cadenti, siti in prossimità del Colle dei lecci.
    Le specie introdotte si trovano quasi tutte nell’area circostante la ex villa reale, nell’unico piccolo nucleo di case abitato sino ad alcuni anni da due custodi, oggi si alternano per brevi periodi i forestali. A poca distanza dalla villa si trova un piccolo bosco di eucalipti e qualche gruppo di pini (pinus halepensis e pinus pinea).

    A parte la fatica, esperienza indimenticabile in una giornata in cui il colore del cielo e del mare erano un tutt’uno.

    Rispondi

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Giuliana Vormola
    Giuliana Vormola
    Nata a Ciriè il 20/11/1955 Giornalista pubblicista inizia a scrivere su Cose Nostre e altri giornali locali da inizio anni 90 su temi legati all'ambiente. L'interesse e la passione per la botanica sono il motivo conduttore principale dei suoi scritti e delle sue attività. Con l'Associazione Vivere il Verde inizia la manutenzione del giardino del vecchio Baulino a Caselle, durata 20 anni, coinvolgendo la scuola primaria locale. L'attività editoriale collegata ha permesso la partecipazione al circuito Gran Tour del comune di Torino e la collaborazione con Gardenia. "Emozioni saperi sapori..... " è un progetto che sta prendendo forma sul web e sui social: partendo dalle "verdi" emozioni si arriva in cucina con i saperi della tradizione per esprimere i sapori che ne derivano.

    - Advertisment -

    Iscriviti alla Newsletter

    Ricevi ogni giorno, sulla tua casella di posta, le ultime notizie pubblicate

    METEO

    Comune di Caselle Torinese
    poche nuvole
    26.7 ° C
    28.4 °
    25.9 °
    63 %
    2.6kmh
    20 %
    Gio
    28 °
    Ven
    28 °
    Sab
    30 °
    Dom
    31 °
    Lun
    30 °

    ULTIMI ARTICOLI

    Bazar Boschiassi

    0
    I segnali c’erano tutti. Partivano dall’ultimo decennio targato Marsaglia, nei primi anni duemila. Erano segnali chiari: cubi di plastica marrone, enormi, con piante striminzite...

    Sulla strada 2024