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giovedì, Luglio 25, 2024

    Le cascate del Niagara

    “Ci vuole coraggio per sostenere una verità inaccettabile per i contemporanei”, John Steinbeck

    Dopo giorni a New York con grattacieli, musei e lunghissime avenue, Anja Wenger e io decidiamo di prenderci una boccata d’aria buona e di visitare quindi quelle che sono conosciute come le cascate più famose al mondo.
    Da bambino pensavo che Niagara fosse un luogo in Africa, ma poi ci hanno pensato Marilyn Monroe e Joseph Cotten, con il film che raccontava della loro “luna di miele” in questo magnifico posto, a dirmi che si trovava in America.
    Le Niagara Falls si trovano sul corso dell’omonimo fiume che scorre dal lago Erie verso il lago Ontario, due immensi laghi “in comproprietà” tra Stati Uniti e Canada; del resto anche le cascate sono condivise da entrambi gli stati.
    Si trovano a circa 30 chilometri da Buffalo, Stati Uniti, e 120 chilometri da Toronto, Canada, fra le città gemelle di Niagara Falls (Ontario) e Niagara Falls (New York).
    Le cascate sono mediamente alte circa 50 metri, ma quello che stupisce di questo spettacolo della natura non è l’altezza, seppur ragguardevole, ma l’impressionante portata d’acqua del fiume, che è di circa 160 mila metri cubi al minuto, circa 2000 litri di acqua al secondo. L’enorme potenza delle cascate è stata sfruttata fin dal 1879 per la produzione di energia elettrica, sia dal Canada che dagli USA.
    Come si sono formate le Cascate.
    Secondo gli storici, a dare forma alle Cascate del Niagara fu la confluenza di due fenomeni: il ritirarsi dei ghiacciai al termine dell’ultima era glaciale, circa 20.000 anni fa, e l’afflusso d’acqua dalla neonata regione dei Grandi Laghi, che scolpì un lungo percorso attraverso la scarpata del Niagara in direzione dell’Oceano Atlantico. In sostanza ciò che ne risultò sono delle cascate stupefacenti dal punto di vista dell’ampiezza e vastità, tale da registrare il più alto flusso d’acqua nel mondo.
    Se oggi le cascate si trovano più a sud, all’altezza delle due cittadine gemelle di Niagara Falls, è perché il processo di erosione della roccia sottostante le ha spostate di quasi 11 chilometri verso il Lago Erie. La stima degli esperti è che tra 50.000 anni il processo di erosione faccia sì che le Cascate del Niagara scompaiano dalla faccia della terra, “inglobate” dal lago.
    Origine del nome.
    Questo appellativo deriva dal termine “Onguiaahra” che in lingua irochese, la lingua dei pellerossa d’America, significa “acque del Dio Tuono”.
    “La leggenda narra di Lelawala, una bella ragazza obbligata dal padre a fidanzarsi con un ragazzo che lei non amava. Piuttosto che sposarsi, Lelawala scelse di sacrificare sé stessa al suo vero amore He-No, il Dio Tuono che viveva in una caverna dietro la cascata. Ella pagaiò sulla sua canoa nelle veloci correnti del fiume Niagara e precipitò dal bordo della cascata. He-No la raccolse mentre precipitava ed i loro spiriti vivono uniti per l’eternità nel santuario del Dio Tuono sotto le cascate”.
    Scoperta delle cascate.
    I primi a conoscere e utilizzare la potenza delle cascate furono molto probabilmente i nativi americani che vivevano nella regione. Padre Louis Hennepin, un sacerdote francese, fu il primo europeo a documentare la zona durante una spedizione del 1678. Fu sopraffatto dall’importanza e dalle dimensioni delle cascate e al suo ritorno in Francia pubblicò un resoconto dei suoi viaggi in “A New Discovery”. Il libro le portò all’attenzione del mondo occidentale e ispirò ulteriori esplorazioni della regione del Niagara.
    Lo straordinario spettacolo fu descritto dal sacerdote come “una vasta e prodigiosa cadenza d’acqua”. Lo scrittore e giornalista Charles Dickens disse: “Mi sembrava di essere sollevato dalla terra e di guardare il cielo”.
    La regione divenne una meta privilegiata per i viaggiatori di tutto il mondo, tanto che nel 1804 Jerome Bonaparte, fratello minore di Napoleone, ci andò in luna di miele con la sua sposa americana. Secondo i racconti si attribuisce a lui il merito di aver dato inizio alla tradizione della “luna di miele” alle Cascate del Niagara. Lo sviluppo del sistema ferroviario nel XIX secolo ha aperto il luogo ai visitatori, oggi si contano oltre 8 milioni di turisti all’anno.
    Gli “eroi” o scapestrati dei “Tentativi di salto”.
    Fra le curiosità che riguardano il luogo vi sono i numerosi tentativi di sfidare “il salto”. Esiste tutta una serie di storie sull’argomento che sfiorano spesso il comico e l’assurdo. Ad iniziare fu il saltatore yankee, all’anagrafe Sam Patch, un fuori di testa che, nell’ottobre del 1829, costruì un trampolino sulla cascata e si lanciò restandoci secco. Seguirono diversi tentativi utilizzando mezzi curiosi, come il bidone di Annie Taylor Edson, che fu la prima donna a lanciarsi nel 1901 insieme al suo gatto rimanendo illesa. Questo evento la rese una eroina che fece un tour pubblicitario in compagnia del barile e del gatto. Ci ritentò nel 1911 anche l’inglese Bobby Leach, acrobata del Circo Barnum, che fu la seconda persona a lanciarsi dalle cascate in un barile. Non finì benissimo poiché passò sei mesi in ospedale per riprendersi dalle ferite riportate che includevano due rotule rotte e una mascella fratturata.
    Adesso veniamo alla nostra visita che ci porta al punto di osservazione più interessante, vale a dire Goat Island, ovvero isola delle capre, e isolotti collegati.
    Nonostante le piccole dimensioni riserva molte sorprese interessanti a coloro che decidono di visitarla.
    Innanzitutto, il Terrapin Point, uno dei punti panoramici più popolari del versante americano, praticamente al livello delle famose Horseshoe Falls, le più grandi e più famose.
    Collegata a Goat Island da un ponte pedonale troviamo Luna Island che si trova a cavallo fra le Bridal Veil Falls, cascata del velo nuziale, e le American Falls, ed è quindi un punto di vista privilegiato per osservare dall’alto questa parte delle Cascate del Niagara. Oppure le Three Sisters Island, piccole isolette collegate fra loro da un passaggio pedonale. La loro folta vegetazione le rende particolarmente gradevoli da percorrere. La fortunata posizione, collocata poco prima che il Niagara River vada a formare le Horseshoe Falls, le rende perfette per delle foto originali e per avere una chiara idea della potenza che l’acqua riesce a raggiungere prima di fare il “grande salto”.

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    Giovanni Cravero
    Giovanni Cravero
    Giovanni Cravero meglio conosciuto come Vanni, nato nel 1952 a Caselle di professione Agente di Commercio da sempre e da sempre con la grande passione di andare in giro ovunque sia possibile. Ho cominciato a muovermi all’età di 17 anni e senza soste questo mi ha portato a vedere ad oggi oltre 80 Paesi in tutti i 5 continenti, oltre 800 località e oltre 200 Siti Unesco, che come mi dice Trip Advisor rappresentano oltre il 60% della Terra.

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