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Comune di Caselle Torinese
giovedì, Luglio 25, 2024

    Che belli i ragazzi e ragazze di Caselle!


    Anche quest’anno, come riportato in un articolo del numero di Maggio di Cose Nostre, abbiamo realizzato un programma storico culturale finalizzato a sensibilizzare gli alunni e studenti di Caselle circa l’importanza del patrimonio storico artistico della città.
    L’iniziativa è stata resa possibile dalla convinta approvazione della dirigente scolastica dottoressa Muscato, con la maestra  Bertolino a fare da coordinatrice e dagli insegnanti di 13 classi che hanno aderito con convinzione. Chi scrive, unito a Giancarlo Colombatto e Mauro Pregnolato, ha accompagnato le classi alla scoperta della città.
    Anche lo scorso anno realizzammo un progetto simile con ottimi risultati.
    In realtà anche precedentemente avevamo promosso simili iniziative  in collaborazione con singoli insegnanti. Stavolta è stata l’istituzione scolastica che ha aderito all’iniziativa. Questo è molto importante e significativo.
    Per motivi organizzativi le mete scelte sono concentrate nel centro storico: castello di piazza Boschiassi, Battuti, S. Giovanni e attiguo convento ( palazzo comunale), pala del Defendente, Caselle medievale. Per ora fuori dal centro storico c’è stata solo la visita al complesso di archeologia industriale di Bona.
    Noi vorremmo allargare ulteriormente i possibili siti da proporre ai ragazzi come: S. Anna, Madonnina. Anche altri siti collocati in comuni vicini conservano testimonianze importanti che potrebbero arricchire e completare ulteriormente la proposta culturale.
    Tuttavia riuscire a completare il programma con gli altri siti della città sarebbe importante. Speriamo di riuscire a superare gli ostacoli.
    In questi tour i ragazzi e le ragazze hanno mostrato molto interesse e hanno compreso chiaramente che, parlando di storia, parliamo di noi stessi e delle vicende che, per un processo di accumulo e sovrapposizioni, conducono all’attualità.
    Questa sensazione è chiaramente avvertibile quando si va a visitare il complesso di Bona, in fondo al relativo viale. Qui si toccano con mano le pesanti condizioni di lavoro di quelle maestranze. Prevalentemente donne. Le ragazze sbarravano gli occhi quando dicevamo loro che, nell’opificio, lavoravano ragazze della loro età:” Ma se a quell’età si deve andare a scuola, come è possibile che dovevano già lavorare?”
    Queste sono le parole che hanno detto i ragazzi e le ragazze. Quel luogo ha un fascino magnetico e particolare poiché, ancora attualmente, ci sono testimonianze che trasmettono le capacità industriali, innovative, le difficoltà e le dure condizioni di vita.
    Il sito di Bona è il luogo da cui, con maggior forza, emerge l’identità della città, unitamente alle altre vicende storiche che hanno caratterizzato la vita del passato di Caselle. I ragazzi e le ragazze hanno percepito chiaramente il messaggio. Ecco perché risulta particolarmente grave la recente perdita del convitto di strada Caldano. Un luogo che andava tutelato e che si aggiunge a un fin troppo lungo elenco di perdite irreversibili.
    Noi riteniamo che queste iniziative siano molto importanti e costruttive. Si sta seminando consapevolezza dell’importanza del patrimonio storico artistico: il vero tesoro di Caselle.
    Noi confidiamo di poter continuare a collaborare con le scuole casellesi e che, quando sarà, altri prenderanno il nostro posto.
    I ragazzi e le ragazze sono i veri protagonisti di queste iniziative.
    Non possiamo qui dar conto di tutto ciò di cui si parla in queste visite. Ci vorrebbe troppo spazio.
    Vorrei, inoltre, trasmettervi l’entusiasmo e le raffiche di domande che hanno investito l’organista Luigi Malandra quando spiegava l’organo Concone dei Battuti e la frenetica attesa dei ragazzi e ragazze di poter  azionare i tasti per suonare.
    C’è stata inoltre l’esperienza vissuta con i bimbi della materna “La Famiglia”. Abbiamo parlato con loro del castello e li abbiamo portati a suonare l’organo dei Battuti. Un’esperienza entusiasmante che bisogna vivere per comprendere la passione e l’entusiasmo di questi pargoli.
    Speriamo che le istituzioni si rendano conto sempre di più dell’importanza di tutelare il patrimonio storico artistico.
    Ce la possiamo fare.

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