Nei Paesi aderenti all’Unione Europea è nata la terza generazione che non conosce direttamente la guerra. Quelli che hanno pressappoco la mia età l’hanno vissuta da poppanti e conservano soltanto il ricordo di tempi duri, in cui la miseria era presente e costante. La guerra è la decisione che uno Stato prende allo scopo di conquistare un territorio, piegare la volontà di un antagonista, imporre i suoi prodotti o trovare i migliori canali per approvvigionarsi in materie prime o per sfruttare mercati arretrati. Spesso non parte da un senso di opprimente inevitabilità, ma da una lucida decisione politica, non sempre completamente consapevole delle sue conseguenze. Qualunque sia indicato, di volta in volta, come “il nemico” nella predisposizione dei popoli ai conflitti armati, una cosa è certa: se la prima vittima della guerra è la verità, la seconda sono i giovani sacrificati sull’altare dei militarismi contrapposti. Stritolati dalla macchina bellica, annegati in un mare di sangue. Ogni guerra, contro qualsiasi nemico, è prima di tutto guerra alle giovani generazioni.È giusto che essi ne siano consapevoli e mentre governi, e vertici militari, pensano a come arruolarli si preparino a praticare la diserzione e l’obiezione di coscienza, come tanti coetanei dei Paesi in guerra. In questi 80 anni, dall’ultimo conflitto mondiale, come si sa, la guerra non è mai stata assente. Quella del Vietnam da sola bastò a far inorridire il mondo, salvo poi dimenticarla in fretta. Ma, forse è bene ricordare che oltre a milioni di vittime civili per le incursioni aeree e la violenza cieca della guerra, c’è stata un’altra categoria di vittime, dovute allo spargimento di varie sostanze chimiche. In Vietnam sono state rilasciate 96mila tonnellate di gas, tra cui il devastante Agente Arancio, che hanno ucciso o reso disabili 400mila persone, comportato la nascita di 500mila bambini con malformazioni varie. Malformazione dei feti, aborti, disturbi mentali, tumori; questa è la spaventosa eredità, lasciata alla popolazione locale, da un’azione che definire criminale è troppo poco. Forse non tutti sanno che, il figlio dell’ammiraglio statunitense Zumwalt, ideatore di quell’idea, arruolato anche lui, come il padre, in quell’impresa di guerra, come conseguenza del contatto con l’agente arancio, si ammalò di cancro. Non fu naturalmente l’unico; molti reduci del Vietnam, denunciarono malattie della pelle, disturbi mentali e addirittura il cancro. Alcuni, poi, aggiunsero che i loro figli dimostravano gravi difetti di crescita e di apprendimento. Ma, l’ammiraglio si difese dicendo che l’agente arancio doveva servire solo a distruggere il mondo vegetale, con l’evidente conseguenza di ridurre un popolo alla fame, ma questo era solo un dettaglio. Non si può negare che questo Paese, più di altri, abbia continuato ad alimentare le guerre, ovunque nel mondo. Non vi è luogo in cui ci sia stato o ci sia tuttora un conflitto armato che non registri il loro contributo, nell’averlo alimentato e finanziato, allo scopo di imporre la loro presenza in contrapposizione alle altre grandi potenze, e per sfruttarne le risorse naturali. L’Ucraina è l’esempio più lampante e attuale, anche se c’è chi ha ancora il coraggio di negarlo. È un pianeta in guerra quello che abbiamo salutato con la fine del 2024. Da un lato gli USA con i Paesi “satelliti”, come il nostro; dall’altro, guidati in qualche modo dalla Cina, gli “antagonisti”, in altri termini, coloro che intendono togliere agli Stati Uniti il monopolio del commercio e della finanza mondiali. Con la Cina, ci sono il Brasile, l’India, la Russia, il Sudafrica, l’Iran, l’Egitto, l’Etiopia, gli Emirati Arabi. Paesi non poveri e alcuni non sprovvisti di armi nucleari. Sembrerebbe inoltre che molti altri Paesi, tra cui il Messico, l’Indonesia e la Thailandia abbiano intenzione di aderire al Brics. È evidente come parte del pianeta voglia un’economia “de-dollarizzata”. Forse per questo si capiscono le bizzarrie di Trump e il suo applicare dazi a destra e a manca al mattino e ritirarli il pomeriggio. C’è un altro dato che non è abbastanza conosciuto: se il popolo di tutto il mondo consumasse aria, acqua, risorse naturali, terreni, come quello degli Stati Uniti, non basterebbero 5 pianeti. Al contrario, molti Paesi poveri, non sono mai in “debito” di risorse. In compenso, le peggiori catastrofi ambientali dovute al clima le debbono sopportare proprio loro. Anche queste profonde ingiustizie alimentano, ogni giorno, nuove cause per distruggersi reciprocamente con la guerra. Sarebbero molto utili ai vertici persone con la scatola cranica completa, ma purtroppo, non se ne vedono. L’ultimo è mancato recentemente, il giorno di Pasquetta.
Se la guerra diventa normalità
- Advertisment -
METEO
Comune di Caselle Torinese
cielo sereno
6
°
C
7.5
°
5.1
°
85 %
3.1kmh
0 %
Gio
12
°
Ven
12
°
Sab
9
°
Dom
11
°
Lun
5
°
ULTIMI ARTICOLI
Campioni: resilienza e oltre
Nello sport, la resilienza è la capacità di atleti come Serena Williams e Michael Phelps di rigenerare, come nella mitica Fenice, le loro forze...






