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martedì, Gennaio 20, 2026

    Flash mob per Gaza

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    Quale responsabile del gruppo di volontari Amnesty International di Ciriè e dintorni, ho deciso di organizzare un momento di riflessione per denunciare le stragi di civili innocenti, nelle guerre odierne, fra cui molti bambini. Naturalmente Gaza è al primo posto in questa drammatica statistica. Questa idea si è realizzata oggi, alle 10, tramite un flash mob, nella piazzetta San Giovanni in Ciriè. La locandina, che abbiamo prodotto, invitava tutti a portare un bambolotto avvolto in un lenzuolino bianco, ad immagine delle piccole vittime di Gaza. Con nostra sorpresa l’invito ha avuto un ottimo successo. Sono confluite molte persone forse 100/150 che hanno seguito commosse, col loro fardello in mano, prima la mia introduzione e poi una serie di frasi drammatiche recitate dalla nostra volontaria Enrica, null’altro che la cruda realtà degli eventi. Al termine di ogni frase i presenti hanno ribadito il loro: Basta. Perché basta? Perché non è assolutamente più possibile restare indifferenti mentre sta succedendo una strage di innocenti con decine di migliaia di vittime ed altrettanti feriti gravemente, nel fisico e nella mente. Anche quando non conosciamo i loro nomi, quando non vediamo i loro volti, le loro ferite, le loro mutilazioni e cicatrici, noi vediamo l’orrore e la disumanità. Le donne di Gaza non hanno più lacrime per piangere i fratelli e le sorelle, i genitori, i mariti, i figli. Non c’è famiglia che non abbia perso uno o più componenti. Parole come convivenza pacifica non hanno e non avranno più alcun senso. Tutto questo non può che provocare odio e vendetta. I bambini di Gaza hanno bisogno di protezione. Hanno bisogno di cibo, acqua e medicine. Hanno bisogno di un cessate il fuoco. Ma più di ogni altra cosa, hanno bisogno di un’azione immediata per fermare tutto questo, una volta per tutte. Sappiamo benissimo che questa nostra azione non sarà risolutiva, ma queste cose si debbono fare perché il rispetto della vita umana, soprattutto dei più deboli, non può essere considerata meno di un mozzicone di sigaretta.

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    Ernesto Scalco
    Ernesto Scalco
    Sono nato a Caselle Torinese, il 14/08/1945. Sposato con Ida Brachet, 2 figli, 2 nipoti. Titolo di studio: Perito industriale, conseguito pr. Ist. A. Avogadro di Torino Come attività lavorativa principale per 36 anni ho svolto Analisi del processo industriale, in diverse aziende elettro- meccaniche. Dal 1980, responsabile del suddetto servizio in aziende diverse. Dal '98 pensionato. Interessi: ambiente, pace e solidarietà, diritti umani Volontariato: Dal 1990, attivista in Amnesty International; dal 2017 responsabile del gruppo locale A.I. per Ciriè e Comuni To. nord. Dal 1993, propone a "Cose nostre" la pubblicazione di articoli su temi di carattere ambientale, sociale, culturale. Dal 1997 al 2013, organizzatore e gestore dell'accoglienza temporanea di altrettanti gruppi di bimbi di "Chernobyl". Dal 2001 attivista in Emergency, sezione di Torino, membro del gruppo che si reca, su richiesta, nelle scuole.

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