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Comune di Caselle Torinese
lunedì, Gennaio 19, 2026

    Chi ha paura dell’arcobaleno?


    Dal 2022 le Istituzioni e gli abitanti di Caselle si stanno impegnando a diventare una vera “comunità costruttrice di gentilezza”. Il progetto si chiama “Gentilezza …dalle parole ai fatti”: non è solo un auspicio, ma un tentativo di fare qualcosa di concreto con e per il territorio. L’obiettivo è quello di coinvolgere la cittadinanza nell’ideare a costo zero soluzioni per accrescere il benessere diffuso delle persone. Per fare in modo che la città diventi più bella e accogliente, abbiamo aderito al progetto nazionale “Costruiamo gentilezza”, avviato dall’associazione “Cor e amor” di Ivrea che da diversi anni si occupa di accrescere il benessere delle comunità. Il Comune ha istituito l’assessore alla gentilezza, le panchine della gentilezza e, ancora, i Consigli Comunali delle Ragazze e dei Ragazzi dove i giovani diffondono gentilezza. Tutto bene, allora: viviamo in un paese gentile! In realtà dobbiamo ancora percorrere molta strada affinché la cortesia e il rispetto per l’altro sia una pratica quotidiana e naturale. Camilleri sottolineò l’importanza del rispetto con una frase diventata celeberrima: “Non bisogna mai avere paura dell’altro, perché tu rispetto all’altro sei l’altro” Gentilezza, rispetto, sono solo parole e se non le manifestiamo nei nostri comportamenti restano tali. A maggio, al Prato Fiera è stata inaugurata “la panchina arcobaleno”, in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. I ragazzi dell’Informagiovani e del CCRR, l’hanno dipinta in un pomeriggio simbolo riconosciuto contro la violenza omo-transfobica. Le panchine sono un simbolo, ma è la sensibilizzazione delle persone tutte, delle famiglie, dei ragazzi che rende il progetto virtuoso. Dopo la posa della panchina arcobaleno, un signore ci ha detto:” W l’arcobaleno, dove ognuno trova il suo colore preferito senza separarsi dagli altri”. Una frase molto bella, che ci ha colpito perché esprime a fondo il valore della comunità: tutti diversi ma insieme. A qualcuno però non è piaciuta. Qualcuno che non ha nemmeno il coraggio delle proprie idee, al punto da entrare notte tempo al Prato Fiera, imbrattare la panchina, incidendola in profondità con delle svastiche. Un atto vile, che dimostra quanto ci sia bisogno nel nostro Paese di una norma contro l’odio. Comunque, gli educatori di Informagiovani e del CAG si sono rimboccati le maniche e hanno cercato di correre ai ripari al meglio delle loro possibilità. Auspichiamo che alla panchina siano restituiti i colori originari. Sarà un modo per ribadire i valori di inclusione alla base della decisione di posizionarla. Il cambiamento passa davvero da ciascuno di noi, nessuno escluso. Quando ognuno di noi non resterà più indifferente di fronte ai gesti vili nell’anonimato del vandalismo, gravissimo perché emblematico di un atteggiamento aggressivo e intollerante, avremo fatto grandi passi per considerarci davvero un paese “gentile”.

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