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Comune di Caselle Torinese
domenica, Febbraio 8, 2026

    Il sogno e l’opera di Carlo Chiabotto

    Agricoltura e allevamento 4.0

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    La nostra terra sarà pur sempre conosciuta come “quella dell’aeroporto”, però non ha mai perso la vocazione costruita nei secoli e legata ad allevamento e agricoltura.
    Per i nostri coltivatori e allevatori è dura lotta sopravvivere a cementificazione e marginalità economiche sempre più difficili da trovare, ma Caselle ha ancora grandi quantità di territorio da dedicare alle zolle e alle stalle e in tutto ciò si insedia, a buon diritto, nel solco di una tradizione innovata, ciò che Carlo Chiabotto sta producendo nella sua azienda agricola “ La Fagnola”, situata giusto al limitare del nostro confine con quello di Leini.
    Carlo, da poche settimane, ha festeggiato con amici e autorità l’ennesimo ampliamento de “ La Fagnola”, inaugurando una nuova stalla per il suo allevamento bovino interamente dedicato alla razza frisona. Stalla è persin riduttivo, perché i 1.100 capi complessivi che vivono a “La Fagnola” godono di un comfort che in Piemonte ha pochi eguali, per quantità e qualità. Quantità e qualità che fanno dell’azienda di Carlo Chiabotto una vera eccellenza nel campo dell’allevamento della nostra regione.
    Ad inaugurare il nuovo impianto, dotato di un nuovo sistema di raffrescamento, per contrastare le torride temperature proposte dal cambio climatico, di una “sala parto”, attigua alla nursery dove trovano ideali condizioni di crescita i numerosi vitelli ( nutriti mediante un sistema meccanico ed elettronico che da solo vale una visita…), un impianto fotovoltaico di ultimissima generazione, c’era il collega e sindaco di Caselle Torinese Giuseppe Marsaglia accompagnato dal comandante della stazione Carabinieri di Caselle Fabio Fornaiolo. dall’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, dal consigliere regionale Roberto Ravello, dall’onorevole Alessandro Benvenuto. Era presente anche l’associazione sindacale Coldiretti rappresentata dal segretario di zona Piermario Barbero, dal presidente Bruno Mecca Cici e dal direttore Carlo Loffreda.
    Dicevamo che Carlo Chiabotto si inserisce a buon diritto in quella lunga nostra teoria di allevatori che ha fatto grande Caselle e che fino a pochi decenni fa poteva contare ancora su numerose aziende. Ora non è più così e Carlo, con sua sorella Adriana, dopo aver raccolto il testimone da suo padre Luigi, morto prematuramente, ha preso a scalare le vette del suo settore da solo, provando, come ora si usa dire rubando al gergo sportivo, a “ giocare in un altro campionato”.

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    I numeri che oggi appartengono a Carlo sono impressionanti, rispetto a tante nostre comuni realtà: i 1.100 capi di cui abbiamo parlato si uniscono a più di un migliaio di “giornate” coltivate a grano, mais e foraggio. Pochi, davvero pochi, quelli che possono appaiarsi a cifre così.
    “ Ero molto giovane quando mio padre improvvisamente morì. Avevamo appena lasciato con l’allevamento, insieme a mia mamma Pierina e mia sorella Adriana, la cascina borgarese di Santa Cristina, dove eravamo “fitor”, fittavoli, e acquistato “ La Fagnola”. Mi ritrovai solo, con mia sorella Adriana, a dover far fronte a un carico di responsabilità pesantissimo. Tenacia e passione, unite a una grande disponibilità al lavoro, mi hanno condotto a non rimanere ancorato ai dettami agricoli di sempre e ho provato a interpretare la mia professione in modo più adatto ai nostri tempi”, confida oggi Carlo.
    Se negli Anni 50 fu la generazione di Giovanni Verderone e Luigi Chiabotto, grazie alla creazione di un locale Club 3P ( Provare, Produrre, Progredire), ammantando d’innovazione un mondo tendente al conservatorismo, oggi si può ben dire che Carlo appartenga, coadiuvato da sua sorella Adriana e dai suoi figli Loris, Denis e Jessica, a una Next Gen, capace di proiettare “ La Fagnola” in una dimensione “4.0”, proponendo un nuovo modello di produzione agricola e d’allevamento, caratterizzato dall’integrazione di tecnologie digitali avanzate nei processi produttivi, con l’obiettivo di creare una cascina “intelligente” e interconnessa.
    “ Ci vorrebbe, però, una forza contrattuale che in questo momento non abbiamo nel nostro settore. Le organizzazioni sindacali non si degnano di supportarci adeguatamente e quindi siamo succubi dei prezzi che altri applicano nei nostri confronti, con margini sempre minori. Per poter sopravvivere, sono stato costretto ad alzare l’asticella e propormi, nelle stagioni “morte” come terzista in alcuni ambiti e poi a candidarmi, dopo l’acquisto di macchinari assai costosi, per lo sgombero neve prima e la manutenzione di aree verdi e grandi aree poi. Da quest’anno siamo noi ad occuparci della manutenzione dei siti extra-pista del nostro aeroporto. Il nostro è un mondo molto, molto difficile che se non è corroborato quotidianamente da passione autentica ed enormi sacrifici rischia di inghiottirti. Perché alcuni colleghi ripiegano cedendo appezzamenti a distese di pannelli fotovoltaici? Ma davvero si crede che lo facciano a cuor leggero? È che per poter far fronte a incassi sempre più esigui e ai massicci investimenti richiesti per poter tenere il passo, si sceglie la strada che garantisce un immediato maggior introito.
    Io sono fortunato ad avere dei figli come i miei che hanno ereditato la mia stessa passione e che credono fermamente nel nostro lavoro. Sarà anche grazie a loro se il mio sogno de “ La Fagnola” potrà continuare.”

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    Elis Calegari
    Elis Calegari
    Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre del 1952. Ha contribuito a fondare " Cose Nostre", firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis e sport da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato collaboratore di prestigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis” e “ 0/15 Tennis Magazine”, seguendo per più di un ventennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. “ Nuovo Tennis” e la collaborazione con altra testate gli hanno offerto la possibilità di intervistare e conoscere in modo esclusivo molti dei più grandi tennisti della storia e parecchi campioni olimpionici azzurri. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”.

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