
È possibile incontrare i libri prima di saper leggere? Non è mai troppo presto per avvicinare un bambino ai libri. Leggere ad alta voce ai bambini fin dalla primissima infanzia ha conseguenze positive sia dal punto dell’apprendimento e della conoscenza, sia da quello delle relazioni interpersonali. Se un bambino ha la fortuna di crescere in un ambiente ricco di stimoli, accompagnato da adulti che raccontano storie, parlano e leggono con lui, allora anche il bambino cercherà le parole adatte per descrivere quello che vede, sente, prova, sogna, immagina, ricorda. È’ importante che i genitori condividano la lettura con i bambini anche molto piccoli, non soltanto per trasmettere loro una storia, una filastrocca, ma per nutrire la loro mente di parole che li sorprendano, li stimolino emotivamente, li abituino ad immaginare mondi possibili e a sviluppare capacità reazionali e cognitive. Sabato 28 giugno, presso la biblioteca “J.Lepman” Cristina Costa ha letto ai bimbi piccolissimi presenti il libro “Pergal è arrabbiato”. Terminata la lettura i libri sono stati sparsi a terra e ogni bimbo ne ha scelto uno che gli è stato letto dal genitore che lo aveva accompagnato, in un’atmosfera magica perché le parole possono essere magiche. Raccontare storie ai bambini è una pratica antica. Oggi la ricerca ha dimostrato tutto il suo valore per la crescita del bambino, soprattutto se accompagnata dall’uso dei libri. Oltre ad essere un’esperienza piacevole sia per l’adulto che per il bambino e a rafforzare il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta, la lettura: crea abitudine all’ascolto, aumenta i tempi di attenzione, calma, rassicura, consola. La convinzione dei promotori di Nati per Leggere è che si può cominciare ad avvicinare i bambini alla lettura fin dalla prima età, perché ogni età ha il suo libro. A 6 mesi i bambini amano le ninne nanne, insieme al contatto fisico. A 9 mesi, a farla da padrone sono la brillantezza dei colori e la vividezza delle immagini. A 12 mesi, i bambini iniziano ad avere un contatto diretto con i libri, tenendoli in mano, sfogliandoli, soffermandosi sulle figure. A 2 anni, i bambini amano i libri che parlano di animali, di bambini, con frasi semplici e brevi, che possono imparare ad anticipare. A 30 mesi, quando il vocabolario è in pieno sviluppo, bambini amano le storie in cui possono identificarsi, la cui struttura sia semplice, così da permettere una lettura “autonoma”. Gli umani, appena nati, sembrano essere fragili, in bilico sul ciglio della vita. Forse lo sono davvero, o forse è la nostra ansia di genitori che li vede così. Fatto sta che, a quel punto noi cominciamo a chiamarli con voci e sorrisi. La voce umana ha un potere grande e segreto. Parliamo agli animali che non conoscono parole, parliamo a una lapide, a una pianta, a una persona in coma perché ricordi la vita umana, e vi ritorni. E a un neonato, perché si fidi ed entri nella vita. “Parla a tuo figlio. Hai un potere di umana magia nella gola, unico eppure comune: perché ne sei avaro? Parla con lui, con lei. Non negargli ciò che sai fare, che gli serve. E se non sai cosa dire, ci sono sorgenti di parole giuste, che son fatte per questo: leggi un libro”, Bruno Tognolini.
“Nati per leggere”, da 0 a 6 anni. Piccolissimi in biblioteca
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