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mercoledì, Marzo 11, 2026

    Una spremuta di… Pensiero libero e di Libero pensiero

    Forse è perché nacqui a soli tredici anni dalla fine di un regime che tolse ogni forma di libertà agli Italiani, forse perché la mia adolescenza si nutrì di partecipazione, confronto e libera espressione, o forse semplicemente perché amo la democrazia, ma oggi, ogni giorno che passa, mi sorge l’atroce dubbio di aver imboccato una strada brutta e pericolosa… ma soprattutto a ritroso nel tempo.

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    Per spiegare meglio il mio sentire vi propongo quattro notizie di questi ultimi mesi:
    1. Cristina Guarda, eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra, è stata identificata dai Carabinieri perché ha esposto la bandiera della Palestina subito dopo il passaggio del Giro d’Italia, trovandosi a bordo strada sul terreno di proprietà.
    2) l’apicoltore Marco Borella è stato sanzionato dai Carabinieri con una multa da 430 euro per essersi rifiutato di togliere lo striscione con scritto “Stop bombing Gaza – stop genocide” dal banchetto di miele al mercato di Desio, in provincia di Monza e Brianza.

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    3)  Lorenza Roiati, titolare del panificio «L’assalto ai forni» di Ascoli Piceno ha deciso di celebrare la Festa della Liberazione, affiggendo uno striscione fuori al suo negozio con su scritto: «25 aprile, buono come il pane, bello come l’antifascismo». Per questo motivo è stata avvicinata e identificata da una volante della Polizia e nel pomeriggio da agenti in borghese .

    4) il questore di Bolzano, Paolo Sartori, ha comminato sanzioni da 167 euro a una ventina di tifosi del Cosenza, colpevoli di aver commesso alcune violazioni compresa quella di sventolare allo stadio una bandiera palestinese. Il Questore ha spiegato che sono stati multati perché stavano a cavalcioni della balaustra, ma anche per la bandiera “in quanto lancia un messaggio politico divisivo che nulla ha a che fare con la partita.”

    Ora, se state leggendo questo mio articolo, è evidente che è stato avallato dal Direttore di Cose Nostre, ma io ovviamente, firmandolo, me ne assumo la totale responsabilità, nel caso qualche Questore o rappresentante dell’ordine volesse contattarmi.

    Precisato ciò, vediamo di entrare nel merito dell’argomento.

    Il tema centrale di queste poche righe non è la questione Palestinese o l’antifascismo, ma
    semplicemente la libertà di espressione, la libertà di comunicare il proprio pensiero.

    Sì, perché tra le pagine sacre di un libricino che spesso dimentichiamo o sminuiamo, la nostra Carta Costituzionale, alla Sezione Diritti e Doveri dei cittadini, al numero 21 sancisce:

    “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
    […]
    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”

    Avete letto bene?

    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione!

    Proprio così, noi Italiani, donne e uomini, piccini o anziani, ricchi o poveri, occupati o disoccupati, sani o malati, juventini o torinisti, abbiamo il sacro diritto di poter esternare liberamente le nostre idee, parlando, cantando, scrivendo o semplicemente sventolando una bandiera. Sempre! Nel rispetto della libertà e del diritto altrui.

    È altresì vero che le forze dell’ordine hanno altrettanto diritto di poter verificare l’identità di ogni persona che si trovi in territorio nazionale, esplicitandone sempre, però, il motivo.

    Per quanto se ne sappia, ad oggi, sia nel caso dell’eurodeputata che della panettiera, Polizia e Carabinieri non sono stati in grado di motivare razionalmente il perché abbiano dovuto identificare le due donne nell’atto di esprimere tranquillamente le loro idee.

    Immagino soprattutto la signora Roiati che, sostenendo l’antifascismo, ha dovuto “sostenere” una doppia identificazione quasi fosse stata abolita la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione che “vieta espressamente la riorganizzazione del Partito Nazionale Fascista, sancendo la sua definitiva scomparsa.”

    Strano Paese il nostro.

    A onor del vero, ma questo non edulcora l’evento in sé, l’apicoltore di Desio non ha dovuto pagare la sanzione perché «si è rilevato che lo striscione esposto fosse rivolto al pubblico del mercato, dando le spalle alla pubblica via aperta al traffico veicolare». La violazione contestata riguardava infatti l’articolo 23 comma 1 del codice della strada, che vieta l’affissione di manifesti che possano causare distrazione per gli automobilisti. (Sic!)

    In ultimo mi permetto sommessamente di informare il Questore Sartori che ogni giorno, sui nostrani campi di calcio, si sventolano bandiere di mezzo mondo, dal Turkmenistan alle isole Pago Pago, per inneggiare ai propri beniamini stranieri che calcano i prati erbosi nazionali. Non ricordo di sanzioni comminate a tifosi del Nepal o del Burundi. Tanto Le dovevo.

    Viva l’Italia, viva la Costituzione italiana!

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