Il villaggio Leumann, a Collegno, rappresenta una delle espressioni più riuscite del capitalismo sociale italiano.
Quando Torino perse il titolo di capitale d’Italia, un bando del 20 ottobre 1865 incentivò gli imprenditori italiani e stranieri a dirigersi verso il capoluogo sabaudo. La città cedette infatti vasti appezzamenti di terreno a prezzi convenienti, con l’aggiunta di importanti agevolazioni fiscali. A seguito del bando Napoleone Leumann, ormai a capo dell’azienda tessile di famiglia, acquistò alcuni terreni nel territorio di Collegno e già nel 1875 dette il via alla nuova fabbrica specializzata nella filatura e tessitura del cotone grezzo.
Napoleone Leumann nacque nel 1841 a Zurigo, in una famiglia protestante; il padre Jean-Gottlieb si trasferì, nel corso del secolo XIX, nei pressi di Biella attratto dalle opportunità offerte dal settore tessile.
Napoleone ereditò dal padre non solo l’impresa, ma anche una solida formazione culturale influenzata dal protestantesimo etico, riformato, basato sull’impegno individuale e sulla giustizia: dunque un imprenditore con un approccio umanistico all’industria. In un periodo in cui la questione sociale infiammava la politica e le condizioni operaie erano spesso disumane. Leumann adottò una politica fondata sul paternalismo illuminato, in linea con le correnti del cattolicesimo sociale, secondo il quale il benessere dei lavoratori era visto non solo come un dovere morale, ma anche come una condizione essenziale per la prosperità dell’azienda stessa.
Il progetto del Villaggio Leumann nacque per volere di Napoleone tra il 1896 e il 1911 e affidato a Pietro Fenoglio, realizzato con criteri di razionalità e bellezza, secondo una struttura modulare. Il modello di riferimento fu quello dei villaggi operai europei ispirati all’utopia sociale, come Saltaire in Inghilterra, oppure Mulhouse in Francia o ancora a un villaggio nei pressi di Parigi per la fabbrica di cioccolato Menier, risalente al 1874.
Ciò che lo distingueva dai complessi simili era la cura estetica, l’attenzione per i bisogni concreti delle famiglie e l’uniformità delle abitazioni: non vi era infatti alcuna differenza tra le abitazioni dedicate a lavoratori di categorie diverse. La sua idea filantropica si concretizzò quindi con la realizzazione di piccole villette posizionate ai lati dell’opificio, dotate ognuna di un orto e di un giardino privato, distribuite lungo vie alberate e circondate da altri edifici ad uso comune per alleggerire la vita degli operai al termine del loro orario di lavoro. Il linguaggio architettonico scelto fu quello di un Liberty semplice, coerente con il contesto in cui si trovava. Due costruzioni simili tra loro, datate 1880 ,segnavano l’ingresso allo stabilimento: erano in laterocemento, decorate con elementi in legno (logge e balconi) e torrette angolari, con un forte richiamo agli chalet montani tipici dell’architettura vernacolare svizzera, terra d’origine dell’imprenditore.
Oltre all’aspetto estetico Napoleone si preoccupò che le norme igieniche venissero osservate, garantendo ad ogni famiglia alcune utenze fondamentali come una latrina, aerazione e illuminazione adeguate con una finestra per stanza; vi erano di pozzi neri per la raccolta di rifiuti organici. Vennero anche realizzati dei bagni pubblici. Non mancava l’assistenza medica, in una struttura dedicata con la presenza costante di un’infermiera. Già dal 1899 il Real Governo autorizzò l’apertura di un asilo all’interno del villaggio: l’istruzione era considerata un pilastro del progresso sociale e Leumann fece anche costruire una scuola elementare, una biblioteca e un teatro. Al fondo del viale centrale della parte più antica del villaggio si affaccia la Chiesa dedicata a Santa Elisabetta (in onore della madre dell’imprenditore). Edificio di gusto Liberty (non molto comune poiché il Liberty è considerato un lessico non adeguato alle chiese), progettato tra il 1907 e il 1912 da Fenoglio e donata da Napoleone per tutti gli operai di fede cattolica.
L’opificio oggi è dismesso; il villaggio è tutelato come ben architettonico e culturale; è visitabile e ospita eventi culturali.
Case Leumann a Collegno: un villaggio a misura d’Europa
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