Carmagnola. Inizio giugno. Due giorni dedicati al cavallo arabo: Parco Vigna Arabian Horse Show, il concorso nazionale di morfologia dedicato ai cavalli arabi purosangue. L’evento è stato organizzato dal Comune di Carmagnola in collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori del Piemonte (ARAP) e sotto la regia del comitato guidato da un bravissimo Daniele Giaccone.
A parte il caldo improvvisamente torrido, due giorni spettacolari di gare per il mondo equino e di esposizione per le opere di Giada Gaiotto dedicate al cavallo arabo. E poi un incontro con un giovanissimo Filippo Tormena che mi ha fatto pensare a tutta quella parte di giovani che non fa notizia, non arriva a riempire di ansia e sgomento le nostre giornate perché cresce nel modo giusto, non insegue il tutto subito, ma sa appassionarsi, avere degli interessi, scegliere di discostarsi dai tracciati banalizzanti. Ho pensato che trasmettere il suo messaggio dal mio piccolo angolo di Cose Nostre poteva essere importante, così nel secondo giorno di show gli ho consegnato un piccolo questionario prima che sparisse nella folla degli addetti ai lavori e lui mi ha risposto.
Raccontami di te, cosa studi, cosa fai…
Mi chiamo Filippo Tormena, ho 19 anni, vivo ad Aosta e sono uno studente universitario in biotecnologie e preparatore di cavalli arabi da show. Mi spiego meglio: sono “groom”, mi occupo di addestrare e tosare cavalli e puledri arabi per metterli in condizione di essere presentati ai proprietari dei cavalli o a possibili acquirenti, o in show come questo. Amo che siano ben curati nei minimi dettagli: il pelo corto e lucido, la criniera pettinata, occhi e muso nero ben tosato e truccato, in modo da evidenziarne al meglio l’espressività.
Quali sono le tue grandi passioni?
Le mie passioni sono tante, in comune hanno il fatto di avere a che fare con gli animali, dal più piccolo al più grande. Sin dalla più tenera età ho dimostrato un grande interesse per i cavalli e da quel giorno nulla è cambiato. Molto spesso si collega il mondo del cavallo alla sella e all’agonismo, ma amo evidenziare il fatto che io personalmente mi reputi un “amante del cavallo” e non
dell’equitazione: non mi serve vedere un cavallo saltare in un gran premio per emozionarmi. Con il tempo ho iniziato a conoscere varie razze di cavalli fino al giorno in cui ho incontrato lui: il cavallo arabo, un animale selezionato per staccarsi completamente dalle caratteristiche estetiche dei cavalli europei, mantenendo integra la sua genealogia.
Ciò si collega a un’altra mia grande passione che è l’allevamento e la genetica, sono affascinato dal fatto che da un singolo embrione giorno dopo giorno si possa creare un essere vivente del tutto senziente, completo di organi e di pensiero proprio. Al momento non avendo la possibilità di riprodurre i cavalli… a casa, amo osservarlo nei pesci, praticando una specifica fecondazione
artificiale che mi permette di osservarne lo sviluppo embrionale dal giorno uno fino alla schiusa e successivamente alimentarli fino a fargli raggiungere la maturazione sessuale e ricominciare il ciclo. Dopotutto si inizia dalle piccole cose, sicuramente non ha nulla a che fare con lo sviluppo di un puledro, molte volte sogno di assistere a una nascita di persona; al momento non ci sono ancora riuscito, ma sono molto speranzoso. Per approfondire tutto ciò l’anno scorso ho deciso di iscrivermi in un’università di biotecnologie, in modo da conoscere anche la teoria del processo di sviluppo e non solo osservarne la pratica. Alla base di tutto questo c’è la genetica, una materia essenziale per l’allevamento di qualsiasi animale, specialmente nei cavalli di alto livello.
Parlami dei momenti più entusiasmanti che hai vissuto.
Chi mi conosce sa che ho sempre tanto, se non troppo, da raccontare, sono un chiacchierone e ho sempre da condividere momenti con i miei amici e conoscenti. L’esperienza più emozionante che abbia mai vissuto è stata quando quest’anno ho realizzato il sogno di poter osservare con i miei occhi la cultura del cavallo negli Stati Uniti. Ho sempre amato la cultura country e americana, e grazie all’allevamento per cui collaboro ( Stigler Stud ) ho avuto l’occasione di andarci di persona a supportare una puledra che competeva in una importante gara di bellezza internazionale a Scottsdale ( Arizona ). Immaginate come è stato emozionante visitare le migliori farm e training center che fino a poco prima avevo visto nelle riviste dedicate al cavallo arabo. Ho conosciuto molti presentatori di cavalli ( detti handler ) che ammiro molto e mi ispirano ogni giorno a proseguire nel mio percorso: loro per me sono come i calciatori di serie A, i miei Messi e Ronaldo, si chiamano Giacomo Capacci e Paolo Capecci – ahahah!- ( presentatori di cavalli di interesse mondiale). Altri momenti emozionanti sono state le prime volte in cui ho partecipato come groom agli show di classe A, in Italia, Germania e Francia per le varie tappe del Global Championship Arabians Tour, considerata come la Champions league dei cavalli arabi, dove vince il più bello. Altro momento che ricorderò per sempre è quando sono stato negli Emirati arabi ( Dubai ) dove tramite una scuderia del luogo ho potuto galoppare con un cavallo arabo sportivo in mezzo al deserto. Lì ho provato cosa significhi galoppare ad alta velocità e sentirsi liberi come il vento.
Pensi che appassionarsi a crescere o curare animali possa essere un valido antidoto alla noia per un giovane?
Senz’altro il prendersi cura degli animali sin da piccoli stimola lo sviluppo del rispetto altrui e dell’empatia, ti mette a contatto con la natura e di conseguenza con ambienti sani. Non si smette mai di imparare e ogni giorno è una sorpresa, da giovane sognatore posso assicurare che qualsiasi passione è la salvezza per tutti i ragazzi e le ragazze al giorno d’oggi, dove la noia e l’insicurezza sul futuro sono all’ordine del giorno. Come nello sport, il prendersi cura degli animali (non importa se un pesce rosso, un cane o un nobile stallone ) porta involontariamente a fissarsi degli obiettivi; nel mio caso per esempio, migliorare la qualità dei miei pesci rossi, poi mi piacerebbe insegnare al mio cavallo a essere montato senza alcuna costrizione, oppure andare in varie scuderie a osservare più cavalli da show possibile per poter sviluppare un senso critico in materia ecc… Consiglio a tutti i giovani come me di coltivare la propria passione, in modo realista senza sognare in poco tempo di raggiungere il top.
Ci vuole pazienza e soprattutto supporto, perché bisogna imparare che le cose grandi non si fanno da soli, ma con le persone giuste. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno sempre sostenuto nel limite del possibile a coltivare le mie passioni, chi invece non ha questa mia fortuna non dovrebbe abbattersi ma trovare qualcuno al di fuori della famiglia che abbia voglia di investire sulle sue capacità e farlo crescere.
So che ti piace anche il disegno. Mi racconti?
Sì, mi piace disegnare. Infatti sono stato subito attratto dai dipinti di Giada Gaiotto. Ho frequentato il Liceo Artistico ad Aosta in un indirizzo grafico, ho sempre amato le cose belle come un esteta, osservare un bel disegno fatto con passione mi fa sempre piacere. Disegno a matita i cavalli che amo e cerco di rappresentare al meglio le espressioni tipiche della razza, non a caso chi non ne conosce le fattezze caratteristiche rimane un po’ spiazzato nel vedere i miei disegni, questo perché ho uno stile tutto mio e i soggetti che scelgo di rappresentare hanno forme inusuali e diverse dall’ideale europeo di cavallo. Amo rappresentare la tridimensionalità specialmente negli occhi che sono alla base dell’espressione elegante del cavallo arabo, molto grandi e con forma sferica ben definita, le criniere sono sempre lunghe e in movimento simbolo di leggerezza e finezza. Mi piace pubblicarli sui social per ricevere diverse opinioni, in modo da migliorare disegno dopo disegno e aumentare la qualità dei soggetti.
Hai avuto in casa o a scuola adulti che abbiano incoraggiato o indicato la bellezza di questi percorsi?
No, i miei genitori non avevano mai avuto a che fare con gli animali, men che meno con i cavalli. Hanno però avuto la capacità di riconoscere sin da quando ero in un passeggino cosa mi rendesse felice. Ho iniziato ad avvicinarmi ai cavalli con i corsi pony che venivano proposti dal comune ai bambini delle elementari; prima di montare in sella amavo pulire, strigliare e pettinare ben bene il pony e poi divertirmi insieme agli istruttori. I miei amici d’infanzia hanno sempre fatto tutt’altro, c’è chi amava il calcio, chi i supereroi, fumetti o videogames, il percorso che ho scelto è sempre stato diverso dagli altri, ma questo è proprio ciò che mi rende felice. Ora gli animali sono quotidianamente coinvolti nella nostra famiglia a partire dai laghetti con pesci rossi e carpe koi in giardino, al mio amatissimo cavallo, ai due coniglietti e al pony di mia mamma e non dimentichiamo il mio simpatico alpaca di nome Joy.
Come ti vedi nel futuro?
Nel futuro spero di essere felice e di vivere delle mie passioni, senz’altro vorrei continuare a “creare la vita” e allevare cavalli arabi belli e carismatici, lasciando sempre spazio durante le mie giornate per prendermi cura di altri animali. Non so dove e quando, ho varie idee che mi passano per la testa,vedrò cosa mi riserverà il destino cercando di cogliere le varie occasioni che potranno aiutarmi a crescere.
Il tuo habitat ideale?
Il mio habitat ideale è sicuramente in una bella struttura immersa nel verde, con
laghetti zen popolati da pesci colorati, attorniati da ampi prati recintati dove varie
cavalle insieme ai loro puledrini scalpitanti vivono in armonia.
Grazie Filippo per aver condiviso con noi le tue esperienze e i tuoi sogni!
Voglia di osservare, studiare, lavorare e sognare credo siano ingredienti giusti per una vita perfetta.
Naz







