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sabato, Marzo 14, 2026

    Uno sguardo alla prossima stagione

    I programmi di Teatro Regio, Lingotto Musica e OSN Rai

    Quando giunge l’estate, e i concerti in città si diradano, gli appassionati di musica possono percorrere due strade: o lasciare la città e mettersi in viaggio verso le località in cui si svolgono i festival estivi; oppure fare un po’ di dieta ‒ magari sostituendo gli spettacoli dal vivo con le registrazioni che nel resto dell’anno sia ha poco tempo di ascoltare ‒ e prepararsi per quando si potrà tornare a teatro e in auditorium, sfogliando i programmi delle prossime stagioni autunno-primavera. Naturalmente, anche nei mesi estivi l’attività musicale cittadina non cessa del tutto. Anzi, Torino (insieme a Milano) proprio sull’ultima coda dell’estate propone il festival MiTo-Settembre Musica, dal 3 al 18 settembre, che quest’anno ha come tema-guida “Rivoluzioni”, concetto declinato in una molteplicità di accezioni che consente di includere un’ampia varietà di programmi, con un occhio privilegiato per il Novecento. Nel mese di luglio è stato invece il Teatro Regio a proporre una piccola rassegna estiva intitolata “La meglio gioventù in concerto”, giocando con il titolo della stagione d’opera e la partecipazione di giovani artisti. I concerti, che si svolgono nel Cortile d’onore di Palazzo Reale, hanno preso il via il 2 luglio con “Sempre Verdi”, un’antologia di pagine sinfoniche e corali tratte dalle opere di Verdi, interpretate da Orchestra e Coro del Regio sotto la direzione di Matteo Dal Maso. L’ultimo appuntamento della serie, “Donne fatali”, si svolgerà il 23-24 luglio, e vedrà l’Orchestra del Teatro diretta da Liubov Nosova nelle Suite da «L’Arlésienne» e «Carmen» di Bizet. La stagione d’opera 2025/2026 ha invece come titolo “Rosso”, che è il colore più caratteristico del Regio, ma anche la tinta della passione e del sangue, temi che legano, in un modo o nell’altro, tutti i titoli del cartellone. L’inaugurazione, il 10 ottobre, spetterà a «Francesca da Rimini» di Riccardo Zandonai, simbolo del Decadentismo nel teatro musicale italiano, ultima opera tra quelle entrate in repertorio ad aver avuto la prima assoluta al Teatro Regio, nel 1914. Il centenario dell’opera fu ignorato undici anni fa, e adesso vi si pone rimedio con una produzione che promette molto bene, affidata alla direzione di Andrea Battistoni (direttore musicale del Regio), alla regia di Andrea Bernard e a un cast di voci importanti, anche per ciò che riguarda le seconde parti, che comprende il soprano Barno Ismatullaeva e il tenore Roberto Alagna. Negli stessi giorni il direttore musicale aprirà anche la stagione di concerti con un appuntamento che include la fantasia sinfonica «Francesca da Rimini» di Cajkovskij. Battistoni dirigerà altri due concerti e il titolo conclusivo della stagione d’opera, «Tosca» di Puccini, nel mese di giugno, con la regia di Stefano Poda. Spettacolo di punta del cartellone sarà «Macbeth» di Verdi, tra febbraio e marzo, diretto da Riccardo Muti, con la regia di sua figlia Chiara e protagonisti il baritono Luca Micheletti e il soprano Lidia Fridman. Gli altri titoli della stagione sono «Il ratto dal serraglio» di Mozart, «La Cenerentola» di Rossini, i «Dialogues des Carmélites» di Poulenc e «I puritani» di Bellini. In autunno ci sarà anche la parentesi dedicata alla danza, con lo spettacolo di Roberto Bolle dedicato a Caravaggio e due grandi classici, «Romeo e Giulietta» di Prokof’ev e «Il lago dei cigni» di Cajkovskij.
    Il 20 maggio scorso si è conclusa la stagione concertistica dell’Associazione Lingotto Musica, con una serata che ha visto le ultime tre Sinfonie di Mozart interpretate su strumenti d’epoca dall’orchestra Les Musiciens du Louvre, sotto la direzione di Marc Minkowski. L’esecuzione “storicamente informata” ha consentito di rivivere le atmosfere sonore proprie dell’epoca di Mozart, e la bacchetta ispirata del direttore, accentuando i contrasti dinamici e scolpendo i caratteri dei temi, ha ben messo in luce la vitalità dell’invenzione mozartiana. Pochi giorni prima era stata presentata la stagione 2025/2026, che, similmente a quella appena conclusa, si articolerà in due filoni di programmazione, i concerti sinfonici nell’auditorium “Giovanni Agnelli” e i recital pianistici nella Sala dei Cinquecento, con l’aggiunta di tre mini-rassegne “off”: una, già svolta nelle scorse settimane, presso il Museo Archivio Reale Mutua, una a fine settembre al Museo dell’Automobile e una negli ultimi giorni dell’anno solare alla Reggia di Venaria. Per “I Concerti del Lingotto” saranno ospiti grandi orchestre internazionali, a partire dalla Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, che aprirà la stagione il 2 ottobre con il direttore Riccardo Minasi che proporrà l’ouverture dal «Franco Cacciatore» di Weber, il Concerto n. 3 per pianoforte e orchestra di Beethoven (solista Beatrice Rana) e la Sinfonia n. 4 di Brahms. Tra gli altri appuntamenti, l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, la Camerata Salzburg (con la pianista Maria Joao Pires), la West-Eastern Divan Orchestra (direttore Zubin Metha), l’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone in un programma settecentesco e la Royal Philharmonic Orchestra, che chiuderà la stagione il 22 maggio diretta da Vasily Petrenko con la violinista Anne-Sophie Mutter nel Concerto per violino e orchestra di Cajkovskij. Per “I Pianisti del Lingotto” si esibiranno Nelson Goerner, Angela Hewitt, Igor Levit, Marie-Ange Nguci e Alexander Romanovsky, oltre a Grigory Sokolov il cui recital è inserito nella programmazione principale. Il repertorio proposto spazia tra i capisaldi della musica di epoca classica e romantica, con qualche escursione in pagine meno conosciute.
    L’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI, all’auditorium “Arturo Toscanini”, propone (dopo un aperitivo settembrino dedicato alla musica da film) la sua consueta stagione di ventidue appuntamenti, distribuiti tra ottobre e giugno, cui si aggiungono tre concerti straordinari per Natale, Carnevale e Pasqua e i quattro della rassegna “Rai Nuova Musica”. Al direttore principale Andrés Orozco-Estrada e al direttore emerito Fabio Luisi si alternano grandi bacchette e importanti solisti da tutto il mondo, per programmi che spaziano dal barocco alla musica di oggi, incluse alcune prime esecuzioni assolute. Insomma, le proposte non mancano per un anno di musica che si preannuncia quanto mai ricco e interessante.

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