
Gli sport di gruppo, sono generalmente considerati per tutti efficaci per socializzare e per metterci in gioco. Il lockdown da Covid 19 infatti ci ha lasciato molte carenze sul piano psicologico, che ci trascineremo ancora per un po’ di tempo e che negli adolescenti sono ancora significativamente visibili. Basti pensare all’impulsiva frequenza con cui ci si collega ai social media, nei vari device che abbiamo a disposizione. Smartphone, tablet, tv, per citare gli oggetti più comuni, ci fanno vivere una esistenza parallela fatta di contatti digitali e di realtà virtuale che rendono faticosa e perfino maldestra, soprattutto nelle persone introverse, l’interazione con gli altri in carne e ossa. Quindi, l’attività fisica svolta in gruppo favorisce moltissimo il superamento del disagio psicologico su citato. Praticata con costanza modifica il nostro ritmo del sonno e della veglia e se la facciamo il mattino, aiuta il nostro organismo a farci sentire più sereni per tutto il giorno, contribuendo a gestire meglio l’inevitabile stress della vita quotidiana. Gli sport individuali, come il nuoto o il tennis, rafforzano l’ autonomia e nel contempo favoriscono la disciplina e la concentrazione, mentre gli sport di squadra, come il calcio o la pallavolo, sollecitano alla collaborazione e promuovono il senso di appartenenza e la comunicazione. Tuttavia la scelta tra uno sport individuale e quello di squadra dovrebbe dipendere dalle preferenze personali e dagli obiettivi di ciascuno. Se si tratta di minori, optare per uno sport individuale o per uno di gruppo è materia che esige l’opinione dei genitori per il loro indispensabile ruolo educativo. Per questo è importante stabilire un buon rapporto collaborativo con l’istruttore, evitando contrasti e reciproche svalutazioni. In queste occasioni particolari i genitori dovrebbero far prevalere, nei confronti dei figli, la spiegazione e il sostegno e non imporre le proprie convinzioni per quanto possano essere assennate. In caso di difficoltà o incertezza, potrebbe essere utile ricorrere ad uno psicologo dello sport allo scopo di riconoscere la predisposizione caratteriale del bambino e di individuarne le qualità da valorizzare nel corso degli esercizi, favorendo così una sua crescita sana ed equilibrata. Premesso che tutti gli sport fanno bene è comunque importantissimo, anche in questo tipo di contesto, trasmettere nei bambini il senso di responsabilità. I genitori d’altro canto devono assumersi l’ impegno primario di sostenerli con convinzione e senza isterismi per far loro sperimentare una corretta funzione genitoriale. Generalmente i figli hanno delle passioni ed è bene che le coltivino. Occorre però insegnare loro che oltre all’entusiasmo è importante il senso del limite. Gli sport sia individuali, sia di squadra o di gruppo più ristretto, sono in pratica delle importanti palestre di vita dove i figli imparano a essere adulti. È altrettanto basilare che i genitori, con la loro assidua presenza, imparino a riconoscere in tempo eventuali sintomi di malessere che insorgano nei loro giovani sportivi. Questa funzione protettiva aiuterà i loro figli a superare i momenti di incertezza riguardo alla adeguatezza della disciplina a suo tempo prescelta e ad accompagnarli verso alternative più appaganti, sicuramente presenti nella vasta gamma di opzioni che lo sport moderno oggi è in grado di offrire.
Vacanze: quale sport fare?
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