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giovedì, Febbraio 12, 2026

    Vita da api

    L’alveare è un piccolo laboratorio chimico che fornisce all’uomo una vasta gamma di prodotti di alto valore curativo e nutrizionale come il miele , il solo dolcificante usato dall’uomo per millenni, un alimento ricco di vitamine e di altri composti biologici, o la cera, che ha rischiarato, in forma di candela, le notti per tanto tempo. Ma non è possibile dimenticare altri prodotti, quali il polline, una sostanza antistress, la propoli, una sorta di stucco che le api raccolgono sulle gemme degli alberi per chiudere i fori dell’arnia e igienizzarla, ottima come antisettico e cicatrizzante, o infine la pappa reale, fonte di benessere e utile, sembrerebbe, per combattere l’invecchiamento. Anche il veleno prodotto da questi insetti è da tempo impiegato nella cura dei reumatismi. Ma la funzione essenziale delle api è quella di rendere possibile, o di promuovere, la produzione agricola, mettendosi così non solo al servizio dell’apicoltore e della sua bottega, ma dell’agricoltore e dei suoi campi coltivati. Fin dall’alba del mondo si è consolidata tra le piante a fiore e gli insetti una grandiosa alleanza, che consiste in uno scambio di favori: il fiore, con i suoi colori e i suoi profumi, attira gli insetti, offrendo loro il nettare in forma di goccioline secrete in fondo alla corolla e il polline, che costituiscono l’uno un dessert, da cui deriva il miele, e l’altro…una bistecca vegetale. A loro volta, frequentando i fiori, le api si sporcano di polline i peli del corpo e, passando da un fiore all’altro della stessa specie, lo fanno circolare, dando così ali alle nozze delle piante, che non sono capaci di muoversi. Molti insetti funzionano come postini del polline per i fiori, ma l’ape è la più brava di tutti, perché, come aveva notato già il filosofo greco Aristotele circa ventitré secoli fa, se comincia con un fiore di melo resta fedele ai fiori di melo per tutto il giorno, non portando il polline su altri fiori a cui non servirebbe un bel niente. Le api operaie hanno compiti diversi a seconda dell’età. Le neonate si prendono cura della prole, mentre quelle con una settimana di età sono responsabili della costruzione di nuovi alveari e della distribuzione del cibo. A mano a mano che diventano un po’ più grandi, iniziano a difendere la loro casa. Escono a cercare polline quando hanno più di tre settimane. Le api operaie hanno ruoli diversi a seconda dell’età, a seconda delle dimensioni del loro cervello e della capacità di memoria. Ci vuole un certo periodo di tempo dopo la nascita affinché abbiano abbastanza capacità mnemoniche per ricordare come ritrovare la strada verso il proprio alveare. La durata della vita di un’ape operaia dipende dalla stagione della nascita. Le api operaie nate durante il periodo di abbondanza di nettare, vivono solo uno o due mesi. Questo perché spendono molta energia facendo lavori pesanti: costruire alveari, prendersi cura delle larve in crescita e raccogliere polline. D’altra parte, le api operaie nate alla fine dell’autunno, senza molto lavoro da fare, possono vivere fino a sei mesi. Nettare e polline sono il cibo principale delle api, e le piante di cui si nutrono sono chiamate piante da miele. . Le api mellifere raramente cercano cibo da altre fonti poiché possono ottenere abbastanza cibo e nutrienti da queste piante. La quantità di nettare raccolto da un’ape operaia per ogni viaggio di ricerca è di circa 30-50 mg. Con un peso corporeo di circa 0,1g, un’ape operaia può trasportare quasi la metà del suo peso corporeo in nettare. Un’ape operaia esce per raccogliere nettare 7-13 volte al giorno, talvolta anche fino a 24 volte al giorno, il che significa che 10.000 api operaie devono fare 4 viaggi per produrre 1kg di miele. Sia l’ape regina che le api operaie nascono dalla stessa larva. Poi alcune larve diventano api regine, e le altre diventano api operaie. Cosa fa la differenza? Le api regine crescono in una zona speciale chiamata cella reale, ma consumano anche pappa reale per un periodo molto più lungo rispetto alle api operaie. Mentre le larve operaie consumano pappa reale solo nei primi tre giorni;  le larve regine continuano a nutrirsi di pappa reale durante tutto il loro sviluppo.  Purtroppo la sopravvivenza delle api è gravemente minacciata. Questo viene attribuito a vari problemi ambientali, tra cui la crisi climatica, la perdita di biodiversità e pratiche agricole discutibili..

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    Giuliana Vormola
    Giuliana Vormola
    Nata a Ciriè il 20/11/1955 Giornalista pubblicista inizia a scrivere su Cose Nostre e altri giornali locali da inizio anni 90 su temi legati all'ambiente. L'interesse e la passione per la botanica sono il motivo conduttore principale dei suoi scritti e delle sue attività. Con l'Associazione Vivere il Verde inizia la manutenzione del giardino del vecchio Baulino a Caselle, durata 20 anni, coinvolgendo la scuola primaria locale. L'attività editoriale collegata ha permesso la partecipazione al circuito Gran Tour del comune di Torino e la collaborazione con Gardenia. "Emozioni saperi sapori..... " è un progetto che sta prendendo forma sul web e sui social: partendo dalle "verdi" emozioni si arriva in cucina con i saperi della tradizione per esprimere i sapori che ne derivano.

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