Dal 28 luglio al 3 agosto 2025 Roma è stata il cuore pulsante del Giubileo dei Giovani, uno degli appuntamenti centrali del Giubileo straordinario. Migliaia di ragazzi provenienti da ogni continente hanno invaso le piazze e le basiliche romane per vivere giornate di preghiera, fraternità e servizio, culminate nella grande veglia e nella Messa presiedute da Papa Leone XIV a Tor Vergata.
Tra i pellegrini presenti c’era anche un gruppo di tredici giovani di Borgaro e Caselle, accompagnati da don Guglielmo e suor Agatha, Figlia della Carità di Sant’Antida. Un’esperienza intensa, vissuta con entusiasmo e profondità spirituale.
«I ragazzi hanno custodito e vissuto pienamente le esperienze spirituali – racconta don Guglielmo –. In particolare il passaggio alla Porta Santa di San Pietro, le confessioni e la veglia con il Papa sono stati momenti che hanno lasciato un segno profondo nei loro cuori».
Durante i giorni a Roma il gruppo ha visitato le quattro basiliche maggiori – San Pietro, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore – riscoprendo anche nell’arte e nella bellezza architettonica un cammino di fede. Non sono mancati i momenti diocesani, tra cui il confronto con il vescovo e la Messa di benvenuto, durante la quale il Papa ha fatto la sorpresa di salutare i giovani riuniti in piazza San Pietro.
L’entusiasmo è stato alimentato dalla possibilità di incontrare giovani provenienti da tutto il mondo. «È stata un’esperienza forte – dichiara Francesco Bertuol di Borgaro –. Il senso di unione tra i popoli e le culture era molto presente, lasciandoci la certezza che tutti siamo legati da una sola persona: Gesù Cristo».
Dello stesso avviso Susanna Zanirato di Caselle, che ricorda con emozione la veglia di Tor Vergata: «Abbiamo aspettato tutta la giornata, e quando il sole tramontava e ci siamo trovati in un milione di persone, la fede si è fatta sentire da parte di tutti. Vedere il Papa da vicino è stato per me un dono indimenticabile».
Il gruppo ha sottolineato anche l’ottima organizzazione dell’evento, grazie all’impegno di migliaia di volontari che hanno accompagnato i pellegrini durante le celebrazioni. «La diocesi di Torino ci ha accolti all’istituto Sant’Anna nella zona dell’EUR – spiega don Guglielmo – permettendoci di vivere pienamente l’esperienza. Ciò che rimane da questi giorni sono i semi di speranza seminati nei cuori dei giovani, perché possano approfondire la relazione personale con il Signore e condividere nella gioia la bellezza del Vangelo».
Il Giubileo dei Giovani si è confermato non solo come un grande raduno internazionale, ma come un’opportunità di crescita personale e spirituale per un’intera generazione. Roma ha accolto i pellegrini con calore, offrendo loro giorni di festa e fede indimenticabili.
Un gruppo di ragazzi di Borgaro e Caselle al Giubileo dei Giovani a Roma
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