
( Foto di Vittorio Mosca)
Una giornata di intensa spiritualità e memoria storica, sabato 30 agosto, ha animato la chiesa della borgata di Sant’Anna. Un gruppo di seminaristi salesiani, provenienti da diversi Paesi e guidati da don Michele Molinar, ha scelto questo luogo per un pellegrinaggio che non è solo religioso, ma anche profondamente legato alla storia del carisma di Don Bosco.
La borgata di Sant’Anna conserva intatto il suo fascino paesaggistico e culturale. Nel XIX secolo era proprietà della nobile famiglia Bianco di Barbania, il cui ultimo erede, il barone Carlo, fu grande amico sia di Don Bosco sia di Giulia di Barolo. Non a caso, proprio qui Don Bosco trovò spesso momenti di riposo, usufruendo perfino della carrozza del barone. Un legame che ha lasciato un segno indelebile: fu infatti in questa borgata che don Michele Rua, primo successore di Don Bosco, prese i voti religiosi.
Negli ultimi dieci anni Sant’Anna è diventata meta di pellegrinaggi salesiani provenienti da ogni parte del mondo. Delegazioni internazionali vi giungono per rendere omaggio a Don Bosco, la cui figura, capace di unire spiritualità ed educazione, continua a rappresentare un punto di riferimento universale. Non solo per la Chiesa, ma per chiunque riconosca il valore dell’impegno educativo a favore dei giovani.
La presenza dei seminaristi salesiani si inserisce dunque in una tradizione che conferma la rilevanza storica e spirituale di questo luogo. Un patrimonio che la comunità locale custodisce con dedizione. Un ringraziamento particolare ai volontari della borgata, coordinati dal presidente Autretto, che con il loro impegno mantengono viva e accogliente la chiesetta di Sant’Anna.
Un piccolo angolo di storia, fede e natura, che continua a parlare al mondo intero.






