1.9 C
Comune di Caselle Torinese
venerdì, Gennaio 23, 2026

    Vicini, vicini, ma proprio troppo vicini!

    Good morning Cose Nostre!

    - Advertisement -

    Mentre sto scrivendo questo pezzo, c’è un delizioso temporale che sta distruggendo tutto. Odio l’estate, e quella che è appena passata, in un certo periodo, è stata maledettamente torrida.
    L’ho passata nascosto in cantina, ad aspettare qualche bella grandinata che rinfrescasse tutto: la colpa è del cambiamento climatico sempre più grave, ma sembra che la preoccupazione più grande della gente sia quella di farsi i selfie al mare o di viaggiare a tutti i costi, anche a cinquanta gradi all’ombra.
    Oggi vorrei parlarvi di una calamità naturale, di una dannazione onnipresente nelle nostre vite: i vicini di casa. D’accordo, abito in una casetta singola in campagna. Ma questo non significa che non sia circondato da rompi maroni. Credo che il modo migliore per stare bene sia quello di vivere in una casa circondata da almeno diecimila metri di terreno, rigorosamente recintato e con un solo accesso tramite ponte levatoio che passa sul fossato pieno di alligatori. Ci sarà sempre un maleducato ovunque.
    Eccovi quindi alcuni autentici esempi, dalla “tranquillità della campagna”.

    - Advertisement -

    I CANI. Non ho ancora sentito un proprietario di cani dire “Il mio cane abbaia”. Da quello che dicono, (niente di più falso) ognuno ha un cane bravissimo e tranquillo, allevato in un monastero in Tibet e probabilmente muto dalla nascita. Come quelle mammine che affermano “mio figlio appena nato non piange mai” per poi vederle sul TG perché, esasperate, lo hanno buttato dalla finestra.
    I nostri vicini (che sono come i colleghi, non te li puoi scegliere) hanno un cane che abbaia giorno e notte, a qualsiasi cosa che si muove: dalle persone che passano, alle auto, a qualche animale selvatico, a qualche microscopico insetto e persino ai microbi. Si dice che la nostra libertà inizi dove finisce quella degli altri, ma non è così: alla fine ognuno fa quello che vuole, e guai a farglielo notare.
    Provate voi ad avere questo abbaio sotto la finestra che in estate è aperta per il gran caldo: non possiamo dormire, leggere un libro o guardare la televisione. Che fare? Se chiamo i vigili con un fonometro per misurare i decibel che questo mostro emana, si inizierebbe una guerra infinita ed il cane finirebbe in canile, cosa che mi dispiacerebbe. Magari dovrebbero finirci i proprietari del quadrupede.
    Quindi niente, mi sono rassegnato a subire questa dannazione per tutte le estati.

    LA RACCOLTA RIFIUTI. A Benne di Corio, almeno nella nostra piccola via, passa sempre intorno alle 05:30. Ora, posso capire quest’orario nel caso di una metropoli, dove devono passare quando non c’è ancora traffico. Ma Benne non è Manhattan. Eppure, ogni mattina eccoli passare, con un camioncino che probabilmente partecipa alle corse clandestine perché sicuramente truccato, e fa un casino tale che sembra di sentire un truzzo stonato che canta con l’Auto Tune. Il clou dello spettacolo mattiniero riguarda la raccolta del vetro: una deliziosa cascata di bottiglie che ricorda una grossa rissa in un bar.
    Ah, dimenticavo: ovviamente il maledetto cane saluta subito gli addetti alla raccolta, attivando così tutti gli altri cani del vicinato, in un raggio di almeno dieci km. E addio relax e bella dormita.

    BAMBINI. Da qualche anno, dietro casa, è arrivata una tribù composta da genitori e tre bambini: voi sapete già quanto mi piacciano. Dalla primavera all’autunno, nonostante qui vicino ci siano un campo sportivo e un campetto da calcio all’oratorio, questi rompi maroni giocano a calcio nel cortile.
    Quindi urla, insulti e parolacce (i bambini moderni sono molto educati come i genitori: per farvi un’idea di che gente sto parlando, sappiate che per guardare la finale del Campionato di Calcio 2025 hanno messo il televisore nel cortile con tavolata annessa, e provate a immaginare cosa è poi successo quando ha vinto il Napoli…) si susseguono per tutto il pomeriggio, anche in pieno sole.
    Senza che nessuno dica niente. Sto pensando di fabbricare una mina antiuomo camuffata da pallone da calcio e lasciarla lì, nel cortile. Ma non saprei se funziona per tutti e tre, poi rimarrebbero i genitori che ne farebbero subito altri tre o quattro. Quindi anche qui nessuna soluzione, spero sempre nella pioggia, nei temporali o in qualche tsunami che se li porti via tutti, palloni e campionato compresi.

    LO STAGNO. Sempre dietro casa, una coppia di vicini ha pensato bene di costruire uno stagno. Non proprio uno stagno, anzi questa è una triste pozzanghera con qualche pianta. Che però ha attirato alcuni rospi che, forse dalla loro recente partecipazione a X FACTOR, cantano tutta la notte.
    Anche se mi sono sempre piaciuti gli animali ed i suoni della natura, in effetti questi sono un po’ eccessivi: cosa incredibile, smettono tutte le mattine alle 05:25. Prima dell’arrivo della raccolta rifiuti.
    In questi giorni, i TG parlano spesso di un nuovo contagio: la Febbre del Nilo. Per il momento non è pericolosa ma è comunque sotto controllo. Questa nuova malattia è portata dalle zanzare. Lo stagno dietro casa ne è un incubatore, a volte si vedono degli sciami sotto la luce: il capo pattuglia distribuisce a tutti le piantine degli insediamenti umani da attaccare. Siamo a posto. Almeno non è più il Covid.

    I TAGLIAERBA. Ogni vicino ha un praticello rinsecchito, spesso di mezzo metro quadrato. Che ovviamente deve tagliare almeno una volta alla settimana, di solito dalle 07:00 del sabato e domenica.
    E così ecco un altro tipo di sveglia, quella del maledetto tagliaerba a carbone che inquina come una Mustang del 1967. Alcuni maniaci riescono persino a tagliare i loro prati ricoperti di erba di plastica.

    I NONNI. Non ho mai capito per quale motivo i nonni siano obbligati a guardare i nipoti, invece di prendersi un camper e godersi la pensione girando l’Europa. Se per disgrazia avessi un figlio, e questo se ne arrivasse con il nipote, gli direi subito di prendersi una baby-sitter: avete voluto la bici? Pedalate.
    Comunque. Ne abbiamo anche noi. E cosa fa il nonno per divertire il nipotino? Costruzioni Lego? Lettura di favole? Libri da colorare? Passeggiata? NO. Clacson dell’auto. Tutti i giorni. Dopo pranzo.
    Il duetto tra nonno e bambino va avanti per mezz’oretta, per finire proprio quando esce la tribù dietro casa per i consueti schiamazzi.

    Quindi, concludendo, non voglio più sentire la tipica frase “Beato te che abiti in campagna, chissà come stai tranquillo!”.

    Bear

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento!
    Per favore inserisci il tuo nome qui
    Captcha verification failed!
    Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    - Advertisment -

    Iscriviti alla Newsletter

    Ricevi ogni giorno, sulla tua casella di posta, le ultime notizie pubblicate

    METEO

    Comune di Caselle Torinese
    nubi sparse
    1.4 ° C
    3 °
    -0.2 °
    86 %
    1kmh
    55 %
    Ven
    4 °
    Sab
    3 °
    Dom
    3 °
    Lun
    5 °
    Mar
    3 °

    ULTIMI ARTICOLI

    L’energia condivisa passa anche dai campanili

    0
    Dall’ispirazione dell’enciclica Laudato Si di Papa Francesco a un progetto concreto capace di incidere sul territorio: la Diocesi di Torino ha dato vita a...