
4“Il viaggio comincia dove il cuore s’espone al vento della paura”, Fabrizio Resca scrittore
La città di Anversa in Belgio, alla foce del fiume Schelda, è considerata uno dei porti fluviali più grandi d’Europa. Un primato che le ha consentito di diventare nel XVI secolo un importante centro commerciale, culturale ed artistico. Visitare Anversa significa immergersi nella cultura fiamminga, conoscere la grande produzione pittorica del Seicento di Rubens, Bruegel e Van Dyck, ammirare i palazzi nobiliari in stile Art Nouveau, Art Deco, neobarocco e neorinascimentale.
Diamanti di Anversa
Una tradizione storica ha reso Anversa il centro mondiale dei diamanti sin dal Cinquecento, quando vi si cominciò ad insediare la prima comunità ebraica per la lavorazione di diamanti e pietre preziose. Interessante è il Museo dei Diamanti, dove si può conoscere la storia della produzione e del commercio dei diamanti, ed assistere alle fasi di lavorazione, alle operazioni di taglio e di incastonatura.
Stazione Centrale di Anversa
La “Cattedrale delle Ferrovie”, così come viene chiamata dagli abitanti di Anversa, fu costruita dal 1895 al 1905, sul progetto dall’architetto belga Louis de la Censerie. L’edificio monumentale in pietra e marmo è articolato su tre livelli sovrastati da un’elaborata volta in vetro e ferro che illumina l’ambiente interno, realizzata dall’ingegnere Clement Van Bogaert. L’atrio principale è dominato da un’imponente scalinata in stile neobarocco ed è ricco di decorazioni ricercate e raffinate, che vale la pena ammirare anche se non si ha la necessità di prendere un treno.
La Cattedrale di Anversa
La chiesa, che ha ben sette navate, fu costruita a partire dal 1352 secondo gli schemi del gotico Brabantino, e fu completata nel 1521. Alla sua realizzazione vi lavorarono sia architetti francesi che fiamminghi. L’elemento architettonico più affascinante della Cattedrale di Anversa, tanto da diventarne il simbolo della città, è la torre in stile gotico-fiorito: i suoi 123 metri di altezza la rendono la più alta di tutto il Belgio. La torre, costruita tra il 1434 ed il 1530 da Peter Appelmans e dai fratelli De Waghemakere, contiene un carillon di 47 campane ed è inserita nel patrimonio UNESCO come bene universale. All’interno si possono ammirare alcune opere di Rubens tra le quali il Trittico della Deposizione dalla croce, l’Assunzione della Vergine Maria e la tela della Resurrezione di Cristo.
Grote Markt e Stadhuis di Anversa
Il Grote Markt è la piazza principale, di forma triangolare. Rappresenta il cuore pulsante del centro storico ed è circondata, come in ogni “Gran Place” fiamminga, dai caratteristici palazzi delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, edifici decoratissimi eretti tra il XVI e XVII secolo, tutti sormontati da statue dorate. Al centro della piazza si trova la Fontana di Silvius Brabo, costruita nel 1887 dall’architetto Jef Lambeaux e dedicata ad un leggendario personaggio la cui storia è legata alle origini della città. Lo Stadhuis, il Municipio, occupa interamente un lato della piazza: realizzato da Cornelis Floris de Vriendt tra il 1561 ed il 1566, rappresenta un magnifico esempio di architettura manierista nelle Fiandre, caratterizzato da una facciata ricca di dettagli rinascimentali. Poco distante dal Grote Markt si trova la Groenplaats su cui si affaccia la splendida Cattedrale di Nostra Signora; è luogo d’incontro di giovani artisti, animata da ristoranti e caffè letterari.
La Chiesa di San Paolo
Caratterizzata da uno stile fiammingo e da un campanile barocco, la chiesa è conosciuta anche come Chiesa del Calvario, per la presenza di un complesso scultoreo esterno che evoca la salita al monte sul quale Gesù fu crocifisso, quasi come se fosse un “teatro dal vivo”. Il suggestivo “Santo Sepolcro” trasmette tutto il fascino e la suggestione dello storico episodio della passione e della resurrezione di Cristo. All’interno della chiesa si può ammirare un meraviglioso altare barocco e capolavori fiamminghi di Rubens, Jordaens e Van Dyck.
Museo Plantin-Moretus
Il primo museo d’Europa ad essere inserito nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO è dedicato all’arte tipografica e della stampa su carta. È situato nel luogo dove si trovava l’antica stamperia di Anversa. La casa-museo è dedicata al tipografo Christoffel Plantijn, che nel 1550 fondò l’azienda, ed al suo genero Jan Moretus, che proseguì la dinastia lavorando e vivendo in questo splendido edificio in stile rinascimentale fiammingo. La tipografia diventò presto un centro di diffusione di cultura umanista, tanto da rendere Anversa, nel Cinquecento, la capitale europea della meravigliosa arte di produrre libri e capolavori stampati
di ogni tipo.
“I sei di Anversa”
Consci di come il Belgio fosse distante dai centri della moda, negli Anni Ottanta, sei designer appena usciti dalla Antwerp Royal Academy decisero di unire le forze e sfilare insieme a Londra. Iniziò così la storia dei “sei di Anversa”, un gruppo di stilisti che ancora oggi, singolarmente, dominano la scena con la loro visione unica e rivoluzionaria.
Partirono infatti dal Belgio con un furgone noleggiato e spesero la restante parte del budget in una campagna promozionale che spinse numerosi giornalisti ad assistere alla loro sfilata.
Le linee proposte furono così rivoluzionarie da suscitare critiche entusiastiche e da inserire anche il nome di un altro stilista arrivato da Anversa oltre ai sei designer originari. Martin Margiela, al tempo impegnato per Jean Paul Gaultier a Parigi, venne considerato come parte del movimento e ne divenne sostenitore.
Dopo un inizio fatto di intenti condivisi, i “sei di Anversa” presero strade separate diventando protagonisti della moda mondiale. Dries van Noten ha continuato a sperimentare nuovi materiali, colori e motivi, per abiti indossati nella vita reale. Ann Demeulemeester, ha riservato meno importanza alla fantasia, prediligendo linee più formali . Dirk van Saene non ha mai realizzato una collezione continuando a esercitare la sua attività ad Anversa, realizzando vestiti venduti nella sua piccola boutique. Dirk Bikkembergs, invece, ha fatto delle doppie cuciture la sua caratteristica, abbinandole a un taglio severo, inoltre ha preferito Milano a Parigi, dove ha fatto esperienze nello sportswear. Marina Yee, di origini cinesi, si è schierata contro la velocità del fast fashion, preferendo il riciclo dei tessuti portati a nuova vita. Walter Van Beirendonck, infine, ha lavorato per diversi anni in Italia seguendo Gianfranco Ferré, prima di aprire una propria maison ispirata ai colori accesi e alle influenze etniche.







