Il tennis è prima di tutto una fonte di conflitto mentale. È considerato uno degli sport più impegnativi dal punto di vista psicologico, in cui i giocatori devono sviluppare al massimo alcune abilità mentali per riuscire a guadagnarsi, colpo dopo colpo, il premio della vittoria. I presupposti ai quali aderire per superare una serie di problemi psicologici legati a questo sport, ma anche a una vasta gamma di altre discipline, sono fondamentali affinché gli atleti acquistino la consapevolezza di ciò che accade. Per esempio è decisivo imparare a gestire lo stress per conservare equilibrio e freddezza nelle situazioni critiche. Tecniche come la visualizzazione positiva, il controllo consapevole del respiro e la capacità di percepire le emozioni di cui si è in quel momento pervasi, sono indispensabili per reagire e adattarsi in modo appropriato alle diverse situazioni critiche. Spesso il giocatore di tennis prova la spiacevole esperienza del cosiddetto “gomito del tennista”, ossia l’infiammazione dei muscoli estensori dell’avambraccio, con conseguente doloroso indolenzimento delle parti anatomiche circostanti, dovuta alla ossessiva ripetizione del gesto tipica di questo esercizio atletico. Si è appurato che un rimedio per attenuare questo disagio è concentrarsi su un pensiero stabilizzante ed estraneo a ciò che accade sul campo. Campioni come Sinner, l’attuale leader mondiale, per prevenire lo stress e far fronte ai cambiamenti inaspettati che si presentano durante le partite, adottano dei rituali particolari, che sebbene possano sembrare incomprensibili agli altri, rappresentano un modo efficace di mantenere il controllo emotivo durante il gioco. Studi recenti hanno dimostrato che il potere dei rituali sta nella loro ripetizione meccanica, con la quale l’atleta riesce a concentrarsi meglio sulle azioni da svolgere. Da questo speciale condizionamento egli trae la benefica sensazione di poter controllare l’eccesso emotivo e di impiegare al meglio le sue risorse nella prestazione. È comprensibile che per affrontare le inevitabili e paralizzanti emozioni che affiorano nelle competizioni, diventa indispensabile poterle gestire, affinché non abbiano il sopravvento e non offuschino la fiducia nelle proprie capacità che è la condizione indispensabile per affrontare con determinazione qualsiasi impegno sportivo. In particolare nel caso del tennis.
Il tennis, un pendolo infinito di emozioni
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