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venerdì, Gennaio 23, 2026

    Ma quanto può essere grande un gesto piccolo

    Un fiore, un biglietto sul cancello della nostra Stazione dei Carabinieri

    Ma quanto può essere grande, struggente un gesto piccolo.
    Un biglietto, poche parole. Un mazzolino di fiori. Per dire un semplice ma immenso grazie.
    L’altra mattina, a poche ore dalle esequie riservate a quei poveri corpi straziati dall’assurda esplosione avvenuta nella cascina di Castel d’ Azzano, vicino a Verona, sul cancello della nostra Stazione dei Carabinieri è comparso un messaggio che diceva: “ Per Marco, Valerio e Davide. Con sincero affetto. Che la terra vi sia lieve.
    Celestina”

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    Difficile trattenere le lacrime e la commozione.
    Dietro a quelle parole semplici, vergate dal cuore, si cela il mondo che vorremmo. Quello che riconosce lo Stato e i suoi valori. Quello che riconosce il valore di chi serve lo Stato.
    Troppo spesso disconosciamo il grande servizio di chi opera per il bene comune, di chi mette a repentaglio la propria vita, arriva a immolarla sublimando lo spirito di servizio.
    Purtroppo necessitano tragedie perché si rifletta su ciò che quotidianamente dà chi decide d’indossare una divisa. Quale che sia: quella delle Forze dell’Ordine, quella dei Vigili del Fuoco, dei volontari che corrono in nostro soccorso.
    La tragedia di Castel d’Azzano ha colpito nel profondo, ci ha ricordato quale sia il contributo che l’Arma dei Carabinieri versa ogni giorno per garantirci protezione e sicurezza.
    Il luogotenente Marco Piffari, il brigadiere Valerio Daprà, il carabiniere scelto Davide Bernardello e i loro tredici compagni feriti sono gli ultimi ma purtroppo non certo gli ultimi: chi ha scelto di donarsi “ uso obbedir tacendo e tacendo morir” sa bene che cosa può chiedere in cambio la difesa delle legge.
    Ricordarli, ricordarsene sempre è un dovere, per noi che godiamo di diritti.
    Il semplice gesto di Celestina ci accomuni in un mesto ma immenso Grazie.
    A volte basta un biglietto, un fiore per dire che questo mondaccio ha ancora un cuore, una speranza.

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    Elis Calegari
    Elis Calegari
    Elis Calegari è nato a Caselle Torinese il 24 dicembre del 1952. Ha contribuito a fondare " Cose Nostre", firmandolo sin dal suo primo numero, nel marzo del '72, e, coronando un sogno, diventandone direttore responsabile nel novembre del 2004. Iscritto all' Ordine dei Giornalisti dal 1989, scrive di tennis e sport da sempre. Nel corso della sua carriera giornalistica, dopo essere stato collaboratore di prestigiose testate quali “Match Ball” e “Il Tennis Italiano”, ha creato e diretto “Nuovo Tennis” e “ 0/15 Tennis Magazine”, seguendo per più di un ventennio i più importanti appuntamenti del massimo circuito tennistico mondiale: Wimbledon, Roland Garros, il torneo di Montecarlo, le ATP Finals a Francoforte, svariati match di Coppa Davis, e gli Internazionali d'Italia per molte edizioni. “ Nuovo Tennis” e la collaborazione con altra testate gli hanno offerto la possibilità di intervistare e conoscere in modo esclusivo molti dei più grandi tennisti della storia e parecchi campioni olimpionici azzurri. È tra gli autori di due fortunati libri: “ Un marciapiede per Torino” e “Il Tennis”.

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