Ma quanto può essere grande, struggente un gesto piccolo.
Un biglietto, poche parole. Un mazzolino di fiori. Per dire un semplice ma immenso grazie.
L’altra mattina, a poche ore dalle esequie riservate a quei poveri corpi straziati dall’assurda esplosione avvenuta nella cascina di Castel d’ Azzano, vicino a Verona, sul cancello della nostra Stazione dei Carabinieri è comparso un messaggio che diceva: “ Per Marco, Valerio e Davide. Con sincero affetto. Che la terra vi sia lieve.
Celestina”
Difficile trattenere le lacrime e la commozione.
Dietro a quelle parole semplici, vergate dal cuore, si cela il mondo che vorremmo. Quello che riconosce lo Stato e i suoi valori. Quello che riconosce il valore di chi serve lo Stato.
Troppo spesso disconosciamo il grande servizio di chi opera per il bene comune, di chi mette a repentaglio la propria vita, arriva a immolarla sublimando lo spirito di servizio.
Purtroppo necessitano tragedie perché si rifletta su ciò che quotidianamente dà chi decide d’indossare una divisa. Quale che sia: quella delle Forze dell’Ordine, quella dei Vigili del Fuoco, dei volontari che corrono in nostro soccorso.
La tragedia di Castel d’Azzano ha colpito nel profondo, ci ha ricordato quale sia il contributo che l’Arma dei Carabinieri versa ogni giorno per garantirci protezione e sicurezza.
Il luogotenente Marco Piffari, il brigadiere Valerio Daprà, il carabiniere scelto Davide Bernardello e i loro tredici compagni feriti sono gli ultimi ma purtroppo non certo gli ultimi: chi ha scelto di donarsi “ uso obbedir tacendo e tacendo morir” sa bene che cosa può chiedere in cambio la difesa delle legge.
Ricordarli, ricordarsene sempre è un dovere, per noi che godiamo di diritti.
Il semplice gesto di Celestina ci accomuni in un mesto ma immenso Grazie.
A volte basta un biglietto, un fiore per dire che questo mondaccio ha ancora un cuore, una speranza.







