
Se vogliamo individuare una data precisa per la nascita del movimento pacifista italiano, è certamente quella del 24 settembre 1961. Era una domenica e si svolse una marcia da Perugia ad Assisi “per la pace e la fratellanza fra i popoli”. Una marcia così in Italia non c’era mai stata. Ci voleva un coraggioso visionario come Aldo Capitini, filosofo antifascista, pacifista, nonviolento, per lanciare la sfida, in un momento internazionale difficile, di forte contrapposizione Est-Ovest, segnato dalla costruzione in atto del muro di Berlino. In quel contesto Capitini volle convocare le masse popolari italiane, insieme, nel comune desiderio di pace per il mondo. Capitini era laico ma pensò di concludere la Marcia ad Assisi come omaggio a Francesco “Che è santo per tutti”, il santo della nonviolenza.
La Marcia fu un successo, e lì per la prima volta comparve la bandiera arcobaleno. Dal 1990 in poi, la marcia Perugia Assisi diventò un appuntamento a cadenza fissa. Anche quest’anno la marcia ha avuto luogo il 12 ottobre. Nello stesso giorno moltissimi comuni italiani hanno deciso di partecipare in prima persona ad una marcia “Per la Pace”, perché camminare per la pace non è solo un gesto, ma un atto di testimonianza. Anche la nostra Città, le associazioni del territorio, le forze dell’ordine, gli amministratori il 12 ottobre hanno dato vita ai “passi di pace”. Ogni passo, una parola, ogni respiro, un impegno. In un momento storico così pregno di bellicosità, la nostra Città ha scelto di marciare, che significa affermare che la pace non è un’idea astratta ma un cammino concreto che si costruisce insieme, con fatica, con coraggio, con la convinzione che anche il più piccolo gesto può cambiare il mondo. Durante la marcia si incontrano sguardi, storie, differenze ed è proprio in quell’istante che si comprende che siamo tutti uguali, passeggeri di questo mondo che va preservato. Non si corre per arrivare ma si procede per unirsi, per ascoltare, per riscoprire l’umanità che ci lega. Il ritmo dei passi diventa un battito del cuore collettivo. Quando la marcia si è conclusa, non è finito il cammino. Il cerchio in cui ci si è fermati presso la nuova installazione di Strada Aeroporto, rinnovata, con le sedie dipinte coi colori della bandiera per la pace dal nostro Gruppo Alpini, è stato un simbolo di continuità, di comunione, di vita che si rinnova. È il segno che nessuno è al centro, perché la pace appartiene a tutti. Quando il sindaco Giuseppe Marsaglia ha tolto il velo all’installazione, è apparso un mappamondo con sovrascritto “PACE”.
È stato un momento denso di emozione, un invito a non smettere di credere nella forza della nonviolenza. Così come ci ha insegnato Aldo Capitini, la pace non s’impone, si apre. In quel cerchio la marcia ha trovato il suo senso più profondo: non la fine, ma l’inizio di un nuovo passo verso l’altro, verso un’umanità più giusta. Anche le classi quinte dell’Istituto Comprensivo di Caselle, la Dirigente Dott.ssa Pina Muscato le insegnanti e i genitori hanno voluto partecipare al movimento “UNITI PER LA PACE” che si è svolto lunedì 13 ottobre alle 10,30, mentre alla stessa ora, altre scuole del nostro territorio davano vita alle loro manifestazioni. I bambini delle quinte sono arrivati a quello che è diventato il “Cerchio per la Pace” con vari disegni inneggianti la pace. Tra molti ne spiccava uno su cui era scritto “Give peace a chance” che le maestre hanno intonato insieme ai genitori. La Dirigente è intervenuta chiedendosi come si possa vincere il senso di impotenza che proviamo riguardo alle guerre in corso. Come sentire che, al di là delle macro-decisioni ai vertici, la vera chiave è la costruzione della pace attraverso i legami che si stringono nella comunità in cui si vive? Ribaltando il motto degli antichi romani “Se vuoi la pace prepara la guerra”, Noi sosteniamo il principio secondo cui è solo con azioni di pace che si prepara la pace. Occorre quindi, un cambiamento personale, dove c’è rispetto verso gli altri, tutti, c’è accoglienza e non ci sono più discriminazioni. Il cambiamento personale non avviene improvvisamente, è il coraggio di guardare dentro sé stessi, è riconoscere che la tempesta non è fuori, ma dentro e che la quiete non arriverà se non impariamo a crearla dentro di noi. Il vero cambiamento è questo: passare dal voler dominare la vita a volerla comprendere. Ed è in quella comprensione che, finalmente, la pace smette di essere un sogno lontano e diventa una presenza viva, la nostra. Dopo le toccanti parole della Dirigente si è osservato un minuto di silenzio, i bimbi, poi sono tornati nelle loro classi. La scuola che apre i cuori alla pace è un respiro di umanità. “Se c’è pace nel cuore, c’è pace nel mondo”, Lao Tzu.
Nadia Gaiottino
Se vogliamo un mondo nuovo, prepariamo la pace
Inaugurata con una marcia la nuova installazione in Strada Aeroporto
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