“Chain smoking”, questo il nome dell’operazione congiunta fra Guardia di Finanza e Carabinieri di Torino che ha portato al sequestro di sette siti clandestini di produzione e stoccaggio di sigarette di contrabbando. Fra di essi uno era a Caselle T.se, nell’area industriale di via delle Cartiere. Gli altri sei erano dislocati tra Torino e hinterland, nei quartieri di Madonna di Campagna, Barca, Rebaudengo, e a Venaria Reale.
I laboratori clandestini, completi di linee produttive automatizzate con costosi moderni macchinari, e i depositi sequestrati, erano tutti mimetizzati in aree industriali. Negli ambienti più interni dei capannoni erano allestiti alloggiamenti per il personale, una decina di persone provenienti da Paesi dell’Est europeo e impiegate in condizioni di sfruttamento. Le persone rinchiuse nei capannoni lavoravano infatti con turni massacranti, in ambienti illuminati solo artificialmente.
Gli investigatori hanno sequestrato complessivamente oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato di provenienza extra-UE e circa 22 tonnellate di sigarette già confezionate, pronte per la vendita sul mercato illegale. Le sigarette confezionate riportavano il marchio contraffatto di noti produttori esteri.
Otto gli arrestati, di nazionalità ucraina, moldava e rumena. Diversi i reati contestati, dalla contraffazione e contrabbando di tabacchi, alla riduzione in schiavitù, sfruttamento del lavoro e somministrazione illecita di manodopera.







