L’arte tessile ha radici profonde nella storia e nelle culture di ogni popolo e dopo un periodo di abbandono, finalmente oggi sta conquistando sempre più spazio nelle principali mostre internazionali e nei musei. Si sono intrecciate nuove sensibilità ed esigenze di consumo responsabile delle risorse con l’indagine artistica sui materiali. I tessuti non sono più visti solo come oggetti funzionali, ma come opere d’arte capaci di raccontare storie, suscitare emozioni e possono essere utilizzati per affrontare temi importanti come la sostenibilità, l’inclusione sociale e la lotta contro le discriminazioni. Il nostro gruppo di “Taglio cucito & cioccolata” inizialmente era un gruppo di amiche che insieme all’insegnante Mara Scalon, oggi titolare di una delle migliori scuole di Moda in Torino, dal 1989 al 2016 ha lavorato a capi di abbigliamento di uso personale. La storia parte da lontano. Mia mamma sapeva cucire benissimo, io invece piombata dalla realtà di insegnante a quella di casalinga, riuscivo a usare la macchina da cucire per qualche minuto, poi l’ingorgo infernale di fili e spolette mi faceva perdere tempo e pazienza, così avevo deciso di frequentare un corso di taglio e cucito per imparare. Lì, ho conosciuto le prime amiche di cucito e ho deciso che le avrei ospitate tutti i giovedì a casa mia per continuare l’esperienza iniziata nei saloni della parrocchia. Al taglio e cucito ho aggiunto la cioccolata, ingrediente indispensabile per cementare le amicizie!
Ecco cosa ci racconta l’artista Giada Gaiotto che dopo essere stata la causa prima del mio desiderio di cucire (era nata nel 1987 e volevo cucire vestitini per lei…) è diventata animatrice del gruppo nel periodo che va dal 2016 a oggi: “Da quando sono nata, in casa mia tutti i giovedì si taglia, si cuce, si chiacchiera e si beve cioccolata. Mamma e le amiche del giovedì. Una bella abitudine alla creatività condivisa.” Proprio così. E nel nostro gruppo sono passate tantissime donne: Olga, Anna, Annina, Mariangela, Franca, Vally, Mariuccia, Marion, Semra, Elda, Laura, Pia… Era per tutte un momento giusto per rilassarsi, condividere problemi, scambiare opinioni e consigli. Otto anni con l’insegnante e poi in autonomia, perché ormai era diventato per tutte un momento prezioso! Dopo anni erano rimaste scatole enormi di avanzi, campionari, di tutto un po’. Durante le manifestazioni di Artissima e Paratissima, Giada si è resa conto che molte delle opere esposte erano in tessuto, d’altra parte Pistoletto da 1968 giocava con “Venere tra mucchi di stracci” e avvertiva: “… è necessario riprendere in mano gli stracci e farli diventare mezzo artistico, variopinto e affascinante”. Forti anche di questo invito, abbiamo deciso allora di utilizzare tutti i ritagli per opere di arte tessile. Giada ce lo racconta così: “Ho lasciato per un momento pennelli e strumenti di restauro anche perché sentivo il richiamo di questo filo che veniva a stuzzicarmi da lontano, dalla fabbrica di Bona in cui, al telaio, lavoravano la nonna e le zie, dalle lenzuola di canapa a tre teli cuciti a mano, ancora custoditi nel vecchio armadio di casa! Poi c’erano quelle sete splendide utilizzate dai nostri migliori stilisti che riempivano con piccoli campionari gli scatoloni. Lo zio Gianni, rappresentante di stoffe in un periodo in cui i campionari erano “reali” e non virtuali, ci aveva regalato scatole di preziosi tessuti di Krizia, Armani, Versace, Cavalli, che ogni volta ci riempivano di meraviglia! Le amiche con mamma mi hanno insegnato come cucire e insieme abbiamo dato vita a dei quilt moderni, partecipando con successo ai concorsi di arte tessile di tutta Europa.”
Così dopo anni di saggio e tradizionale cucito, ci siamo dedicate all’arte tessile…Ormai eravamo stanche di orli su e giù, di cinturini e cerniere, di bottoni perfettamente intonati e il ritrovo stava trasformandosi più semplicemente in “chiacchiere e cioccolata”. Il cambio di obiettivo è stato come una ventata di giovinezza un po’ folle e soprattutto sopravviveva e veniva finalizzato il terapeutico piacere di ritrovarsi, unito a quello di riciclare tessuti inutilizzabili e dare loro nuova vita.
Siamo entrate con slancio nell’onda ecologica del riutilizzo, del riciclo, mettendo in azione quei neuroni che con l’abitudine tendono ad assopirsi.
Di solito i concorsi di arte tessile, diffusi in tutto il mondo, propongono un tema e danno direttive rigide sulle misure e sulla composizione classica di un quilt: tre strati, uno superiore realizzato con tecniche a piacere in stoffa, uno strato di ovatta e un tessuto di base. I tre strati vengono assemblati con cuciture a macchina e trapuntati a mano.
Noi abbiamo sempre rifiutato l’idea del quilt tradizionale americano con incastri perfetti di tipo geometrico. L’unica produzione che poteva ispirarci a livello emotivo era quello dei quilt realizzati dalle mogli dei primi coloni, che utilizzavano pezzi di abiti ormai logori pr raccontare nel quilt un diario di famiglia. I temi che abbiamo affrontato sono stati davvero una spinta alla riflessione e alla creatività: le donne artiste, un animale immaginario, le radici, il futuro e AI, la pace, il viaggio, l’oceano… Ogni volta si tratta di discutere insieme il progetto, creare un bozzetto, cercare pazientemente i tessuti, distribuirsi dove possibile i compiti e poi realizzare lentamente lo strato superiore del quilt, per finire poi con libere impunture tra chiacchiere, risate e l’immancabile tazza di cioccolata!

A Giada Gaiotto sono state demandate tutte le parti da inserire dipinte, le abbiamo addirittura rubato lupi, conigli e gattini dipinti ad olio su tela per il quilt dedicato a San Francesco e una “Ragazza con i guanti” di Tamara de LempicKa che poi abbiamo rivestito di sete e taffetas dai toni verdi per imitare l’opera.
C’è stato un momento, ovviamente durante il covid, in cui sia per la perdita di alcune delle più care amiche, sia per la pausa forzata, qualcuno pensava che non si potesse ripartire, invece il gruppo si è rinforzato con l’inserimento di Silvia, Elisabetta, Anna, Franca e Oriana, continuando la bella tradizione. Abbiamo allargato gli orizzonti provando a realizzare libri d’arte in stoffa, che tra l’altro hanno vinto un primo premio! L’ultimo lavoro è forse il più significativo: Futurabil-IA proposto dall’associazione Ad Maiora di Verona: come vediamo il futuro con AI? Né più né meno che come un gioco dell’oca; passi in avanti per le cose positive e passi indietro per quelle negative, ma proprio in quest’opera abbiamo sottolineato l’importanza dell’Amicizia creativa e al centro abbiamo inserito la stampa di un Qrcode che contiene la canzone musicata da AI su un testo scritto da noi, che parla di come vediamo il futuro. Ora finalmente metteremo in mostra i lavori.
La mostra intitolata le QuiltAmiche si terrà nelle ex scuderie della Tesoriera l’8 e 9 novembre, in C.Francia 192, a Torino, con inaugurazione sabato 8 novembre alle ore 15. Vorremmo incontrare tante donne per suscitare il desiderio di creare altri gruppi come il nostro che ormai conosce l’importanza dell’amicizia e del lavoro che unisce, in un momento in cui rischiamo l”a solitudine da social”. E poi chissà…critici e galleristi potrebbero amabilmente scoprire che rientriamo davvero nel Terzo Paradiso di Pistoletto!
Naz







