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martedì, Dicembre 9, 2025

    Bo, Aluisetti e Santonè. quegli antichi architetti di San Maurizio

    San Maurizio Canavese, oltre ad aver ospitato le opere professionali e “partigiane” di Carlo Angela, oltre ad essere stata una realtà fiorente nella coltura della canapa e della seta, possiamo dire che è anche il “paese degli architetti”.
    Un borgo che, attualmente, conta circa 10 mila abitanti, in passato ha dato i natali a tre importanti progettisti. Parliamo di Giulio Aluisetti (1724-1851), Lodovico Bo (1721-1800) e Angelo Santonè (1852-1908).
    Procedendo in ordine cronologico, introduciamo la figura di Bo.

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    È stato interessante accertare che, secondo gli studi sugli architetti più famosi che hanno operato nel ‘700 in Piemonte, come Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri, Bernardo Vittone a Francesco Gallo, come il progettista canavesano abbia ricoperto un ruolo di prezioso collaboratore. Infatti, accanto a questi miti dell’architettura, vi erano eccellenti professionisti che hanno sviluppato una produzione autonoma. Per il cantiere della Palazzina di Caccia di Stupinigi una delle fonti più consultate per studiare il complesso post-juvarriano sono i volumi redatti dallo stesso Lodovico Bò, che operò a Stupinigi, a partire dal 1748, per circa cinquant’anni. Nella Palazzina, Bo fu uno degli artifici della realizzazione di lotti successivi al primo, terminato nel 1733. A partire dal 1748 progettò opere di “addizione” e fu il responsabile della ristrutturazione del Castelvecchio, ovvero l’edificio di fondazione basso medievale, posto a lato della stessa palazzina.
    Progettò inoltre la torre campanaria della chiesa di San Maurizio Martire nel paese natìo e quella di Valperga, località, quest’ultima, in cui nacque la sua seconda moglie, Caterina Vittoria Boggio, sposata nel 1768.
    Fu inoltre il progettista di diversi edifici tra Torino e Casale Monferrato.
    Giulio Aluisetti progettò invece opere di ampliamento e di modernizzazione dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, fondato da Carlo Borromeo nel 1588. Nel 1842 la struttura sanitaria venne ampliata e l’opera propedeutica a questa estensione fu realizzata proprio da Aluisetti, tra il 1836 e il 1840.
    Questo architetto sanmauriziese, proprio per aver avuto ghiotte opportunità professionali in Lombardia, si trasferì a vivere nel capoluogo meneghino, città che di fatto diventerà la sua seconda casa. Tra le sue opere, a Milano troviamo la Basilica di San Simpliciano, fondata dal Vescovo Sant’Ambrogio nel IV secolo. Fra il 1838 e il 1841, su iniziativa del parroco, per via di un generale deperimento dell’edificio, la chiesa fu sottoposta a pesanti interventi in stile neoclassico e neo-gotico e il lavoro di questo rifacimento fu assegnato all’architetto Giulio Aluisetti, che progettò anche l’altare maggiore.
    Un anno dopo fu uno dei professionisti che si adoperarono per il Nuovo Cimitero Monumentale del capoluogo lombardo. All’Ospedale Maggiore, sempre del centro meneghino, si trova un monumento in marmo bianco in memoria del chirurgo Gian Battista Paletta, scolpito dallo scultore neoclassico Abbondio Sangiorgio: il progetto architettonico dell’opera fu di Giulio Aluisetti. I progetti delle opere di questo nostro professionista, si possono ancora oggi visitare presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera: sono proposte, alcune realizzate, altre probabilmente solo di prova, per alberghi, altari per le chiese e perfino per la realizzazione di una struttura che doveva servire come bagno pubblico.
    Angelo Santonè invece ebbe come fulcro della propria carriera la città di Torino. Si specializzò nella costruzione di ville, fabbriche e palazzi in stile eclettico (ovvero quello che mescola i migliori stili dell’epoca facendo coesistere il classicismo greco, quello neorinascimentale, il barocco e quello esotico) e Liberty (con le sue linee ornamentali, dinamiche e la rievocazione della natura).
    Tra l’altro nel 1902, si tenne a Torino l’Esposizione Internazionale d’Arte decorativa moderna e le opere Liberty progettate da Santonè furono trattate come esempio del vigore artistico sabaudo.
    Molte villette dei quartieri di Crocetta e San Salvario vanno attribuite all’architetto di San Maurizio Canavese.
    Si possono ancora oggi ammirare palazzine in stile Liberty del Santonè, in diverse strade torinesi, come via Nizza, via Pastrengo, via Madama Cristina-angolo via Berhollet e in via Principi d’Acaja.

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