Pubblico delle grandi occasioni, martedì 18 novembre a Caselle nel salone della Casa delle Associazioni di via Madre Teresa di Calcutta, per la presentazione del libro Poteri Occulti, edito da Fazi. A colloquiare con l’autore Luigi de Magistris, ex magistrato e già sindaco di Napoli ed europarlamentare, il direttore di Cose Nostre Elis Calegari. Al tavolo dell’incontro, promosso dalle associazioni Su La Testa, La Tazzina della Legalità e il Movimento delle Agende Rosse, erano anche presenti Davide Mattiello, già componente della Commissione Bilaterale Antimafia, e l’imprenditore e testimone di giustizia Mauro Esposito. Ha dovuto all’ultimo momento dare forfait per motivi di salute Salvatore Borsellino, fratello del magistrato vittima della strage di via D’Amelio.Come ha osservato nella sua introduzione Elis Calegari, il libro di De Magistris sembra costruito come un’inchiesta a puntate. Un racconto che, partendo da piazza Fontana, attraversa trent’anni di vita pubblica italiana e mette in fila episodi, tensioni istituzionali e meccanismi che, secondo l’ex magistrato, continuano a condizionare la democrazia del Paese. Il volume ripercorre l’esperienza dell’autore tra procure, aule di giustizia e palazzi politici, concentrandosi su ciò che De Magistris definisce “i poteri che non si vedono ma decidono”. L’asse centrale del libro è la denuncia di una rete informale — fatta di relazioni trasversali tra politica, magistratura, apparati dello Stato e grandi interessi economici — che riescono a influenzare pesantemente le decisioni pubbliche. Un vero e proprio “colpo di stato” ? La risposta è sì, secondo De Magistris, che racconta con precisione gli snodi più delicati della sua carriera: le indagini che hanno provocato attriti istituzionali, le pressioni ricevute, i retroscena di cui è stato testimone diretto. Sono passaggi che danno al testo il tono del reportage d’inchiesta, pur restando fortemente legati al vissuto personale dell’autore. Le élite cambiano volto, ma restano simili nel modo di operare. Come quella di creare emergenze fasulle, per giustificare normative speciali per avere le mani libere. De Magistris critica il ruolo di buona parte dei media nel selezionare cosa raccontare e cosa oscurare; sembra ora che il loro scopo sia quello di abbassare il livello di attenzione dell’opinione pubblica. Con riferimento alla stretta attualità di questi giorni, sembra che ci vogliano preparare all’idea dell’inevitabilità della guerra.
Di strettissima attualità il contributo che dà l’intervento di Davide Mattiello, quando cita l’audizione avvenuta poche ore prima presso la Commissione Bilaterale Antimafia dell’ex magistrato Giancarlo Caselli. Il fatto che non è il dossier su mafia/appalti la causa che ha motivato la strage di via D’Amelio ma il bisogno dei poteri occulti di recuperare l’agenda rossa del magistrato, sembra ormai acclarato.
L’intervento di De Magistris, pur nella consapevolezza che lo Stato non si fa processare, si conclude tuttavia con una dichiarazione di speranza: “Anche se ci hanno colpito e ucciso professionalmente, non ci hanno domato, non ci hanno comprato, non hanno ucciso il nostro entusiasmo. Io questo paese lo giro e vedo che ci sono tante persone perbene; prima o poi un colpo a questo sistema lo riusciamo a dare”.
“Denunciare, in questo Paese, ti rende solo” è l’amara constatazione che fa, nell’intervento che segue, Mauro Esposito, riferendosi alla sua vicenda giudiziaria che sembrerebbe non essere ancora finita. 









