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martedì, Dicembre 9, 2025

    Discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro

    Nell’approssimarsi del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il gruppo locale di Amnesty International non rimane indifferente. Come ormai consuetudine, da diversi anni si organizzano iniziative per sensibilizzare e denunciare un fenomeno che, purtroppo, non tende a diminuire. Questa volta vogliamo concentrare l’attenzione nell’ambito lavorativo, dove sono innumerevoli le discriminazioni nei confronti del genere femminile. Discriminazioni che si traducono in varie forme di violenza: la violenza di genere sul lavoro si manifesta in molestie verbali e psicologiche, ma anche in ricatti e molestie sessuali, che ledono la dignità delle lavoratrici e creano un ambiente intimidatorio. Possono includere contatti fisici indesiderati, commenti inappropriati, allusioni sessuali, o addirittura pressioni per ottenere rapporti sessuali in cambio di benefici economici o promozioni. Si tratta di comportamenti strutturalmente normalizzati, che trovano difficilmente riconoscimento giuridico o sanzione concreta, anche a causa della difficoltà delle vittime a denunciare, spesso per timore di ritorsioni o di non essere credute. La violenza nei confronti delle donne rimane quindi spesso invisibile, in quanto solo una donna su quattro denuncia i fatti alle autorità. In molti casi, l’ambiente organizzativo non riconosce tempestivamente il rischio persecutorio, specie se esercitato da colleghi, superiori o clienti e tende a derubricarlo a conflitto interpersonale. Nonostante la crescente attenzione istituzionale e scientifica sul tema della violenza e delle molestie di genere nei luoghi di lavoro, i dati disponibili restituiscono un quadro incompleto e spesso sottostimato della reale portata del fenomeno. A livello europeo, l’ultima indagine condotta dal 2020 al 2024 e promossa dall’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA), ha rivelato che una donna su tre è stata vittima di molestie sessuali sul luogo di lavoro. La violenza di genere nei luoghi di lavoro è da tempo riconosciuta come un fenomeno sociale complesso che si manifesta in un contesto in cui le relazioni di potere sono fortemente strutturate lungo linee di genere, classe, etnia e status lavorativo e riflette una combinazione di fattori culturali e organizzativi: la marginalizzazione delle donne nei ruoli di potere, la precarietà contrattuale, la scarsa formazione e il deficit di meccanismi di tutela. La violenza e le molestie nei luoghi di lavoro rappresentano un fenomeno strutturale e diffuso, che colpisce in maniera sproporzionata le donne e le persone in condizioni di vulnerabilità. Inoltre, i dati INAIL pubblicati nel febbraio 2025 confermano una crescita degli infortuni sul lavoro riconducibili ad aggressioni, soprattutto nei confronti delle donne. L’incremento si registra in particolare in settori ad alta esposizione al pubblico, come sanità, assistenza sociale, commercio e trasporti. L’analisi evidenzia inoltre che il rischio di subire molestie o aggressioni è significativamente più alto per le donne migranti e per le lavoratrici con contratti atipici. Una lettura settoriale dei dati evidenzia che il personale sanitario e assistenziale rappresenta la categoria più colpita, costituendo oltre il 44% delle vittime femminili. In conclusione, i dati INAIL 2025 non solo confermano l’esistenza di una tendenza in crescita delle aggressioni sul lavoro, ma sottolineano con evidenza che le lavoratrici sono statisticamente più esposte e gravemente colpite. Amnesty International si occupa di violenza di genere sul lavoro come parte del suo più ampio impegno per i diritti umani e la parità di genere. Nonostante si concentri spesso su contesti più ampi, le sue attività di ricerca, documentazione e pressione politica affrontano anche le problematiche di violenza e discriminazione che si manifestano negli ambienti professionali. A livello locale  proponiamo una conferenza su questi temi, che si terrà venerdì 21 novembre, dalle ore 17, presso il Salone consiliare del Palazzo D’Oria, in Ciriè, ingresso da via Dante 6. Ernesto Scalco introdurrà al tema, affiancato da un’esperta di storie delle donne e di genere. L’ingresso sarà libero, la cittadinanza è caldamente invitata a partecipare.

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    Ernesto Scalco
    Ernesto Scalco
    Sono nato a Caselle Torinese, il 14/08/1945. Sposato con Ida Brachet, 2 figli, 2 nipoti. Titolo di studio: Perito industriale, conseguito pr. Ist. A. Avogadro di Torino Come attività lavorativa principale per 36 anni ho svolto Analisi del processo industriale, in diverse aziende elettro- meccaniche. Dal 1980, responsabile del suddetto servizio in aziende diverse. Dal '98 pensionato. Interessi: ambiente, pace e solidarietà, diritti umani Volontariato: Dal 1990, attivista in Amnesty International; dal 2017 responsabile del gruppo locale A.I. per Ciriè e Comuni To. nord. Dal 1993, propone a "Cose nostre" la pubblicazione di articoli su temi di carattere ambientale, sociale, culturale. Dal 1997 al 2013, organizzatore e gestore dell'accoglienza temporanea di altrettanti gruppi di bimbi di "Chernobyl". Dal 2001 attivista in Emergency, sezione di Torino, membro del gruppo che si reca, su richiesta, nelle scuole.

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