Ventisette anni, nipote d’un altro Filiberto – Filiberto Martinetto, il fondatore del Martinetto Group, l’holding che ha recitato nel mondo della passamaneria italiana un ruolo di primissimo piano per più di sessant’anni -, Paganini ha fatto del volontariato la cifra della sua giovane vita, spendendo buona parte delle sue giornate nell’aiutare il prossimo in difficoltà.
Così si racconta.
“Sono nato nel 1998 e sono il primo dei due figli dei miei genitori. Ho frequentato le scuole elementari e le medie a Caselle, poi sono venuti i primi tre anni di liceo classico all’Istituto Sociale di Torino, quindi il quarto e il quinto anno li ho trascorsi allo Stonyhurst College di Londra. Ho poi proseguito con un percorso di studi in economia aziendale fino a quando nel 2022 sono entrato a far parte dell’azienda di famiglia.”
– Sei stato eletto “Casellese dell’Anno” soprattutto in virtù di quanto fai nell’ambito del volontariato sociale, volontariato che da sempre svolgi: come hai potuto coltivare e far crescere in te questa vocazione così forte?-
“Proprio gli studi a Londra e in particolare lo Stonyhurst College mi hanno avvicinato al mondo del volontariato. Già allora portavo la spesa ai meno abbienti e ho imparato il valore dei sorrisi gratuiti delle persone. Mi sono innamorato dei quel modo vero, di quel mondo fatto di reali sincerità. Sempre a Londra ho anche iniziato a essere un donatore di sangue, cosa che poi ho proseguito anche in Italia. Il dono del sangue è stato il secondo grande insegnamento ricevuto per farmi innamorare del volontariato: ero affascinato, come lo sono oggi, dai medici e infermieri dell’Avis che gratuitamente prestano la loro opera, per questo servizio indispensabile alla medicina.”
Prosegue Filiberto Paganini: “ In seguito, per quattro anni, ho anche praticato l’accompagnamento degli ammalati a Lourdes, assistendoli nei viaggi di fede e speranza”.
“Filibertino”, come in famiglia viene affettuosamente chiamato per distinguerlo dall’augusto nonno, sempre in tema di volontariato sociale è altresì impegnato nel “Rotaract Club”, costola giovane del Rotary. Anche su questo fronte Filibertino si distingue essendo stato nominato “Prefetto”, una sorta di cerimoniere negli eventi pubblici di questo prestigioso club.
“Sono anche socio dell’A.I.E.F. Associazione Infanzia e Famiglia che si occupa di bambini disabili, ma la cosa di cui vado immensamente fiero è essere milite, appartenere alla Croce Verde Torino, un ente caratterizzato da tantissima serietà, tanto impegno, tanto dono gratuito di solidarietà fra gli appartenenti all’associazione. Dai suoi vertici apicali, fino ai circa 1.500 militi, tutti volontari. In Croce Verde ho percorso tutti gli scalini previsti dal severo regolamento di servizio: sono autista di ambulanza, viceresponsabile della sezione di Borgaro-Caselle, istruttore nei corsi di qualificazione per il riconoscimento formale della Regione Piemonte, e sono anche milite soccorritore della prestigiosa “Squadra di montagna”.”
– E poi, professionalmente, cosa succede nella tua vita?
“Con la cessione del Gruppo di famiglia il mio impegno manageriale è venuto meno ed ecco che è ritornato forte in me il desiderio di occuparmi di medicina.”
– E quindi?-
“Così mi sono iscritto alla facoltà di medicina di Malta, alla European Medical School A.C.S., dove proprio il 24 novembre prossimo inizierò la frequenza obbligatoria in università, un’università in lingua inglese”.
– La riconoscenza più grande?-
“Indubbiamente verso la mia famiglia, tutta; quella che mi ha insegnato i valori più grandi: l’amore e il rispetto verso l’umanità.”
– Tornando al tuo impegno presso la Croce Verde, quel è stato il servizio che hai prestato che più ti ha toccato?-
Filiberto, commuovendosi, racconta di un servizio svolto una sera di Natale, verso una anziana signora, la quale sola in casa era caduta a terra e giaceva esanime.
“Dopo l’apertura della porta, con i Vigili del Fuoco, la portammo via in stato di incoscienza. Il calore dell’ambulanza la fece riprendere un pochino, tanto che mi chiese se noi la notte di Natale guadagnassimo di più. Alla mia risposta che non prendevamo denaro, che eravamo volontari, la signora con filo di voce replicò: “Voi siete la cosa terrena più vicina a Dio”.
Un mese dopo alla Croce Verde di Borgaro arrivò un pacco anonimo contenente una torta con un biglietto che diceva così: “A voi, che siete la cosa terrena più vicina a Dio”. Nessuno dei militi comprese il vero significato di quel biglietto, ma io sì.”
– Adesso che sei il nuovo “ Casellese dell’Anno”, cosa vorresti dire a tua mamma e tuo papà?-
“ Semplicemente grazie. Un grazie profondo, per avermi fatto amare il mondo del volontariato.”
– E ai giovani come te?-
“Mettetevi in gioco. Nella vita ci sono modi di essere che fanno battere il cuore ancora più forte di quanto già non avvenga. Non siate timidi nel volere e volersi bene.
Posso aggiungere una cosa? Questo premio non lo sento mio: lo voglio condividere con tutti i militi della Croce Verde Torino, ma anche con tutti coloro che indossano una divisa nel volontariato. Non me lo aspettavo assolutamente, ci sono molti casellesi, ben più meritevoli di me, e mi auguro che un giorno possano loro stessi essere eletti quali “Casellese dell’Anno”.
– Siccome suoni bene il pianoforte, se dovessi chiudere in musica questo momento magico, cosa vorresti ascoltare?-
“Viva la vida dei Coldplay. Anzi, ascoltiamolo insieme alla festa della mia cerimonia.”
Le azioni di Filiberto Paganini parlano più forte delle parole: sono un inno.
E allora che sia: viva la vida!
Filiberto Paganini è il venticinquesimo “ Casellese dell’Anno”!
La cerimonia di conferimento avverrà il 30 novembre, in Sala Cervi
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