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Comune di Caselle Torinese
martedì, Dicembre 9, 2025

    Intrecci di stili alla 183° Promotrice

     

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    Marisa Manis
    “Melodia”
    Acrilico su faesite
    cm 80×80

    Il presidente della Promotrice delle Belle Arti di Torino Giovanni Prelle Forneris e il vicepresidente Angelo Mistrangelo hanno inaugurato la 183ª Esposizione di Arti Figurative, presso la storica sede al Parco del Valentino. L’evento, come il relativo catalogo, è stato curato con maestria da Orietta Lorenzini.
    In dialogo con le sculture di Piero Ducato, Gaetano Usciatta, Claudia Sacerdote e Marcello Giovannone, i bronzi di Sergio Unia raccontano d’intimi sentimenti espressi attraverso meditate torsioni delle figure.
    Osvaldo Moi denuncia l’alienazione causata dall’eccessivo utilizzo della tecnologia, Santo Caglioti tesse volumi con la leggerezza del cotone e Lorella Massarotto allestisce scenografie in miniatura che invitano a un’attenta osservazione. Sono esposte altresì opere di Attilio Lauricella e materici dipinti di Claudio Giacone (“Solco n.2”).
    Se Aleksandra Selivanova si rifugia nel realismo fantastico, Paolo Pirrone crea un interno permeato di malinconia, mentre Gianna Dalla Pia Casa “cuce” accostamenti cromatici con fili metallici.
    Un’atmosfera soffusa circonda sia la figura femminile (“Nello studio”) che Lia Laterza avvolge in un eburneo panneggio sia la natura morta di Giancarlo Aleardo Gasparin.
    L’immaginazione viene quindi accesa da suggestivi paesaggi ed elementi naturali raffigurati da Ottavio di Nola,  Marisa Manis, Maria Rosa Giovenale e Maria Grazia Raffaelli; la tela di Rita Scotellaro (“Oltre il blu”) dischiude invece l’immagine di una libertà che si libra, sospesa fra cielo e mare.
    Gabriella Malfatti svela l’apparizione di un etereo ”Angelo Walkiria” tra il galoppare di cavalli.
    Mostrano un acuto sguardo tanto la ragazza disegnata a sanguigna da Emma Viora Zavattaro Ardizzi come la piccola “Emma”, che Laura Verzè ritrae seduta; occhi di ammaliante serenità adornano i volti delle giovani che Gianluca Cunich veste con stoffe d’Oriente.
    Se nelle opere incisorie di Dora Paiano la flora si manifesta in un’essenza selvaggia e spontanea, Magda Tardon delinea con l’acquerello foglie di piante mediterranee definite da un netto chiarore; Lidia Delloste descrive inoltre i riflessi di arboree fronde su lucide superfici di auto d’epoca.
    Sergio Devecchi dispone figure, strumenti a fiato e dettagli anatomici in una fluttuante composizione geometrica mentre Elio Pastore immagina di attendere l”Alba” in una “Notte artica” cromaticamente intensa; Delio Meinardi dipinge malinconiche marine e imbarcazioni in secca, ma vividi e rasserenanti toni accendono i paesaggi di Gian Pietro Farina.
    Ernesto Cosenza cattura negli scatti fotografici forme che suggeriscono antropomorfiche fantasie ed Ezio Sarà si avventura in una ricerca fra gli alberi, lungo sentieri che si perdono nella foschia. Soffici luci accarezzano i soggetti nelle fotografie “still life” di Annamaria Zappatore; con differente linguaggio, Dario Battaglio dà vita al patrio tricolore attraverso gesti pittorici sicuri e dinamici.
    Mirco Andreis dà forma al simbolo della Pace con l’unione d’innumerevoli soldatini e Francesca Zeta armonizza, in un estremo realismo, creature ittiche e delizie gastronomiche; Lisena Aresu dipinge, con pennellata materica e profondità emotiva, una vibrante “Maternità”.
    Alessandro Fioraso adotta uno stile simbolista e meditativo nel dissolvere un profilo femminile contro un cielo tormentato; Giorgio Viotto rievoca un mulino, romanticamente fiabesco, immerso in un nordico ambiente montano.
    Andrea Tulliach ritrae con precisione geometrica un “Autobus in sosta” e uno “Scorcio di Beinasco”, vivaci soggetti urbani; pure le opere di Loredana Zucca (“La pozione”, “Teatrante innamorato”) vivono di esplosioni cromatiche e trasmettono gioiosa vitalità grazie a fantasiosi personaggi.
    Filippo Pezzoli infine cattura emozioni notturne in una città californiana e coglie altresì con acuta percezione la diurna vita parigina.
    La mostra celebra dunque un multiforme dialogo fra poliedrici stili, in cui ogni artista offre una personale e intensa chiave di lettura del reale e dell’interiorità umana.

    Alessandro Fioraso
    “Sipari evanescenti”
    Olio su tela
    cm 50×70

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