Good morning Cose Nostre! Qualcuno di voi si ricorda ancora del Covid 19 del 2020?
Tutte quelle persone scomparse, le mascherine ovunque, il disinfettante per le mani e il blocco. Quel mitico lock down che vedeva le strade meravigliosamente vuote, senza schiamazzi, cortei e deficienti che spaccano tutto. Ebbene vi sembrerĆ strano, ma mi manca proprio. Siamo troppi. Ovunque.
Oggi vorrei parlarvi di Overtourism, ovvero quel fenomeno che descrive il troppo turismo āmordi e fuggiā che porta solo danni e sporcizia. Grazie anche ai maledetti telefonini e alla tecnologia in generale.
Quando tutta questa porcheria non esisteva, intorno agli Anni Ottanta, la vacanza era bellissima: si partiva in moto senza prenotare da nessuna parte, si scattavano molte diapositive e si tornava a casa.
Non vedevamo lāora di svilupparle per ritrovarci tutti a casa di qualcuno, per vederle proiettate e per commentarle tra risate e scherzi. Ovviamente, dopo una lauta cena e qualche ettolitro di Dolcetto, si creava uno splendido momento di aggregazione con gli amici di sempre.
Oggi che siamo più… intelligenti, ĆØ scomparso tutto: la gente non va più in vacanza perchĆ© ha bisogno di staccare da tutto e di rilassarsi. Va in vacanza perchĆ© deve realizzare un reportage fin nei minimi dettagli: dal filmato del carico sulla moto, a quello della colazione; dal pranzo con il panino allāarrivo in camera eccetera. Il tutto da pubblicare subito su quel grosso bidone di immondizia chiamato web.
Non esiste più il momento nel quale ci si gusta un piatto particolare o un vino del posto: viene tutto rovinato dalla fretta di documentare quanto siamo ormai rovinati. A dei perfetti sconosciuti.
Pensate che ho diversi amici boomers come me che quando vanno in giro mi inviano le foto dei piatti al ristorante: se sapessero quanto me ne frega. In compenso, i topi dāappartamento sono avvisati.
Ogni motociclista ha la telecamera sul casco. Per non perdersi una curva. Se poi sommiamo questo disastro al fatto che moltissimi motociclisti fanno certe strade per correre, allora siamo alla fine.
La montagna richiede molto rispetto, calma e nessun rumore. Infatti, grazie al dio denaro, ormai tutti i ārifugiā raggiungibili da mezzi a motore sono diventati discoteche: dopo la cena parte il D.J. per ballare e ubriacarsi fino a notte fonda. Ma questo starebbe nellāintelligenza dei gestori. E ho detto tutto.
Eccovi un classico esempio che si trova proprio da noi: da quando hanno aperto una grande birreria a Balme, non è più un bel paesino di montagna, ma Rimini. Auto parcheggiate ovunque, e mandrie di ragazzini mezzi ubriachi che bivaccano fino a tardi fuori dal locale, seminando bicchieri di plastica.
Il Trentino-Alto Adige e il Tirolo hanno le strade più belle del Nord Italia con dei passi spettacolari come il Falzarego, il Sella, il Gardena, il Pordoi, lo Stelvio o il Resia. Il vero motociclista dovrebbe percorrerli a bassa velocitĆ per godere dei panorami, e fare molte soste per le foto (con le quali creare poi un bellāalbum da vedere) o per assaporare il silenzio. Almeno, io faccio sempre cosƬ.
Invece queste strade sono diventate piste per correre: è molto importante filmarsi mentre si percorrono più passi nel minor tempo possibile. Questi non sono motociclisti. Sono cretini.
Se andate a vedere su quello stupido sito noto come YouTube, troverete centinaia di filmati su ogni tipo di viaggio, da Capo Nord alla Corsica. Sono diventati tutti documentaristi. Della domenica.
Ma basta andare a fare un giro anche solo al Moncenisio di sabato: mentre imposto il tornante con la dovuta prudenza, ho subito un deficiente con moto corsaiola attaccato al posteriore che non vede lāora di sorpassarmi. Questo mi crea tensione e nervosismo, e addio al relax della bella gita in moto.
Leggevo su una autorevole rivista di moto che sulle strade delle Dolomiti nel 2023 ci sono stati 41 morti per sorpassi azzardati o curve tagliate troppo, con frontali con automobili. ChissĆ nel 2025.
Cosa si potrebbe fare per evitare tutto questo? Forse lāunica soluzione ĆØ toccare il portafoglio: mettere un pagamento per tutti i passi di montagna, come hanno giĆ fatto in Austria con il Grossglockner, che tra lāaltro ĆØ un orrendo parcheggio multipiano affacciato al ghiacciaio. Uno scempio ambientale.
Oppure, ancora meglio, chiudere tutti i passi di montagna lasciando lāaccesso libero solo ai residenti e ai fornitori. Gli altri dovrebbero usare le navette o andare su in bicicletta e a piedi, la cosa migliore.
Ora lasciamo le moto per unāaltra calamitĆ : il turismo nelle cittĆ dāarte. Ho visto e rivisto nei TG lunghe file di persone come a Venezia, che vagavano nel nulla per non vedere niente. Una transumanza infinita nel caldo torrido nel nome del selfie. Oppure un serpentone infinito di turisti con panino, in attesa di entrare in quellāecomostro noto come Torre Eiffel. No, questo non ĆØ più turismo, ĆØ caos.
Recentemente siamo stati sul Lago di Braies in Tirolo: il percorso lungo il lago era una orrenda e infinita processione di turisti incolonnati. Cāerano addirittura dei servizi fotografici per un matrimonio.
Se fosse per me, bloccherei tutte le cittĆ : solo un numero chiuso potrebbe accedere giornalmente; ma si sa che poi i poveri ristoratori si lamenterebbero di non poter più offrire una sogliola surgelata a cinquanta euro o un caffĆØ a cinque euro. Nel frattempo, aspetto. Che qualcuno, come Kurt Russel āJena Plisskenā nel film āFuga da Los Angelesā del 1996, prema un pulsante e Internet insieme a tutte le comunicazioni crollino e scompaiano per sempre. E addio documentari fai da te.
Bear
Troppi turisti!
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