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Comune di Caselle Torinese
venerdì, Gennaio 23, 2026

    Un viaggio nella storia delle ferrovie

    In visita al museo ferroviario di Savigliano

    Il trasporto ferroviario, ha modificato gli usi ed i costumi dei popoli, diventando rapidamente dopo la sua nascita nel 1825, il mezzo più rapido per spostarsi sulle lunghe e medie distanze, permettendo lo spostamento di persone, cose ed idee, diventando il monopolio assoluto e l’esclusiva commerciale fino alla seconda metà del secolo scorso, privilegi intaccati dall’avvento dei piccoli motori endotermici per il trasporto privato.
    Nel giorno precedente, con la conferenza del Professor Angelo Nascimbene, conosciutissimo scrittore e giornalista del settore, siamo partiti dalla prima ferrovia al mondo la Stockton & Darlington Railway  nel Regno Unito dal 1825 al 1863, di cui quest’anno si celebra l’anniversario dei 200 anni, che collegò le miniere di carbone e fu inaugurata ufficialmente il 27 settembre 1825, risultando la prima ferrovia del mondo aperta al trasporto pubblico dei passeggeri e delle merci che abbia usato per la trazione una locomotiva a vapore.
    Con 26 miglia (40 km) di lunghezza, era anche la più lunga linea ferroviaria del mondo del tempo, alla folle velocità di 24 Km/h, in alcuni punti del tracciato.
    L’avvincente percorso storico ha abbracciato la storia dell’Italia partendo dalla “Napoli-Portici” del 1839, attraverso le locomotive a vapore, le prime locomotive elettriche trifasi, le Littorine, l’Arlecchino, il Pendolino, il comfort e la sicurezza di viaggio, gli sviluppi dell’alta velocità, per approdare alla prima linea elettrica elettrificata in corrente continua ad alta tensione al Mondo: la Torino-Ceres, nata nel 1868, lunga 44 Km, attivata nel 1868 e alimentata in corrente continua a 4000V, nel 1920. Interessante l’architettura delle stazioni montane, in alta valle, in stile svizzero, per “strizzare” l’occhio agli sciatori del tempo. Questa ferrovia oltre a contribuire al flusso turistico, ha rappresentato un importante incremento economico e industriale del nostro territorio (Snia Viscosa, Cartiere Bosso, Martiny, Miniere di talco, Amiantifera). Piccola curiosità: Nel 1965 furono attivate le fermate di Caselle Molinotto e Caselle Nord, quest’ultima per i lavoratori Aeritalia. Nel 1984, venne sospeso il servizio per trasformare ed uniformare la linea elettrica alla linea FS, ovvero da 4KV a 3 KV. Altre modifiche sono dovute ai Mondiali ’90, ovvero raddoppio binari, la nascita della stazione di Rigola Stadio. Fu dismessa la stazione di Ponte Mosca, con la confluenza in stazione Dora FS. Nel 1993 l’alluvione abbatté il ponte di Pessinetto, nella seconda alluvione del 2000 ci furono altri problemi su tutta la linea con i ponti.
    Dal 2020 la ferrovia è stata ceduta ad RFI, che attualmente con Trenitalia, ne gestiscono la manutenzione e il servizio, collegando Asti, Fossano ed Alba. Attualmente il flusso dei viaggiatori ha avuto un importante incremento, soprattutto da e per l’Aeroporto, al centro città e il collegamento con la rete AV, trasformandosi in una sorta si metropolitana che collega Torino Nord, e Torino Sud, a tutto il resto della Penisola Italiana.
    Il percorso è continuato il giorno successivo, con un viaggio in treno alla volta del Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano, una eccellenza storica della nostra regione ed un patrimonio inestimabile che non deve essere disperso, bensì valorizzato. In questo luogo, vengono raccolti veicoli ferroviari destinati alla demolizione, e vengono integralmente e fedelmente ricostruiti dai volontari, che operano con passione e dedizione, impegnando tempo libero e risorse, e soprattutto con una ineccepibile attenzione al dettaglio nel restauro di queste macchine preziose.
    Sono raccolti, inoltre apparati di sicurezza e controllo della circolazione, strumenti di lavoro, cimeli e documenti di importante valore storico.
    Si è accolti dall’ufficio del capostazione, fedelmente ricostruito, con divise e cappelli di ordinanza, teche con locomotive in scala HO di gran valore, un plastico di oltre cento binari, dove viene ricostruita una reale circolazione treni, con precedenze, segnali e fermate in stazione, suoni.
    All’esterno il pregiato parco rotabili, dove sfoggiano molti rotabili perfettamente funzionanti, di pregio tra cui una carrozza “Corbellini” di seconda e terza classe, una carrozza “Postale e Bagagliaio”, una Littorina, delle “Druisine”, un locomotore “spalaneve”, ed una serie di locomotive a vapore, su cui spicca la fantastica ed affascinante Lucia, anno di costruzione 1911,

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    in onore di una facoltosa mecenate, a cui è dedicato il nome, che si è spesa con gli organi politici competenti per il restauro completo. Davanti all’imponenza di questa locomotiva, come non pensare ai film: Assassinio sull’Orient Express, Shangai Express, Dottor Zivago? Inoltre altre curiosità, nel parco rotabili, come il Pendolino Diesel, che ha seguito una sorte sfortunata a causa di problemi tecnici e finanziari, “biciclette ferroviarie“, ed altri curiosi mezzi utilizzati per la manutenzione dei binari.
    Da questo percorso si è rafforzata l’opinione che i treni hanno una storia importante ed imprescindibile di questo Paese, e ci raccontano le vicende di chi li ha costruiti, di chi li ha guidati e di chi ci ha viaggiato, trasmettendo in oltre un secolo idee, intrecciando le relazioni diplomatiche, e gli eventi storici e politici, che ci hanno portato ai giorni nostri.
    Un ringraziamento e un applauso al Prof. Nascimbene, alle guide Emanuele Nadile e Giuseppe Sinchetto, per il tempo dedicato a noi, e soprattutto alle generazioni future, che vedranno una parte importante della storia del “Secolo Breve”, non solamente sui libri, ma “sul campo”.
    Mauro Sturaro

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