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venerdì, Gennaio 23, 2026

    UPICS: il metodo ECEL, la via empatica che unisce scienza e compassione nell’accompagnamento alla fine della vita

    Restituire dignità, presenza e consapevolezza al momento più universale dell’esistenza: la morte. È questo l’obiettivo del metodo Ecel – Empathic Care of the End of Life (Accompagnamento empatico della fine della vita), ideato nel 2004 dalla tanatologa e formatrice Daniela Muggia, e oggi al centro dell’attività formativa dell’Università Popolare In Corde Scientia Aps (Upics).

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    Frutto di oltre vent’anni di ricerca e pratica clinica, il metodo Ecel rappresenta una sintesi unica tra conoscenze scientifiche, tanatologiche e contemplative, capace di coniugare l’approccio empatico alla persona con una visione non confessionale della spiritualità.
    A differenza di altri percorsi formativi, Ecel unisce in modo organico teoria e pratica, fondendo il rigore accademico con l’esperienza diretta maturata da Muggia nell’accompagnamento dei morenti e nel sostegno al lutto. È questo equilibrio tra scienza e compassione, di tradizione tibetana, che ha reso il metodo un punto di riferimento nazionale e internazionale per la formazione in ambito sanitario e relazionale.

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    Giunto alla sua sesta edizione, il corso Ecel 2025/2026, con inizio l’8 e 9 novembre 2025, è rivolto a operatori sanitari e cittadini interessati ai temi dell’accompagnamento empatico alla morte e al lutto.
    Il programma prevede 187 ore di formazione articolate in 16 moduli, con incontri online, due fine settimana in presenza e due ritiri residenziali esperienziali. Il corso è attualmente in fase di accreditamento Ecm presso la Regione Piemonte, a conferma della sua validità scientifica e formativa. È possibile partecipare sia all’intero corso sia a singoli moduli.
    Il percorso richiede frequenza obbligatoria, integrata da 180 ore di pratiche meditative e 50 ore di tirocinio, e si conclude con un esame finale per il conseguimento dell’attestato di Operatore Professionale Ecel, rilasciato da Upics nell’ambito della formazione non formale e continua.

    Il corso, aggiornato ogni anno da un’équipe multidisciplinare di medici, psicologi e counselor, approfondisce i meccanismi dell’empatia e della compassione anche alla luce delle neuroscienze, offrendo strumenti concreti per migliorare la qualità delle relazioni d’aiuto, prevenire la sindrome da burnout e sostenere il processo del lutto.

    «Il metodo Ecel rappresenta l’eredità viva del lavoro e della visione di Daniela Muggia – afferma Delia Ravetti, presidente Upics Aps e docente Ecel – Il nostro compito oggi è far crescere quel seme, portando avanti il progetto che lei ha costruito con rigore e dedizione. Ecel unisce la conoscenza scientifica alla dimensione empatica dell’essere umano, un approccio laico, profondo e universale, che restituisce dignità e consapevolezza al momento del morire. Ciò che distingue il metodo è la sua visione, intorno alla persona che soffre si costruisce un “mandala”, che coinvolge curanti, familiari e caregiver. L’accompagnamento empatico non riguarda solo chi muore, ma anche chi resta, è un campo relazionale in cui tutti vengono toccati e trasformati. La compassione non è pietà, ma la capacità di sentire la sofferenza altrui e agire per alleviarla. Come diceva Stephen Levine, “la compassione è quando l’amore incontra la sofferenza dell’altro”. È una forza che cura chi la riceve e chi la dona.
    In un tempo in cui la morte viene rimossa, parlarne cambia radicalmente la qualità della vita. Daniela Muggia ricordava spesso che la consapevolezza della fragilità ci aiuta a vivere più pienamente.
    Il nostro sogno è portare il metodo Ecel in tutti i luoghi della fragilità – ospedali, Rsa, case di cura, hospice – affinché la cultura dell’accompagnamento empatico possa diffondersi ovunque ci sia sofferenza».

    In continuità con la prospettiva e l’eredità di Daniela Muggia (1954 – 2025) – Premio Terzani 2008 per l’Umanizzazione della Medicina, autrice e docente – Upics promuove la diffusione di una formazione empatica in sanità, in dialogo costante con le più avanzate ricerche internazionali sull’accompagnamento al morire.
    A lei sarà dedicato il convegno “Accompagnamento empatico ai morenti. Formazione e pratica clinica”, che si terrà a Torino il 27 novembre 2025 presso l’Aula Magna “Achille Mario Dogliotti” dell’Ospedale Molinette.

    L’evento, promosso da Upics Aps, dall’Associazione Tonglen Odv e dalla Rete Euromediterranea per l’Umanizzazione della Medicina (Humana Medicina), con il patrocinio dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, sarà moderato dal giornalista Daniel Tarozzi e dalla studiosa Rossana Becarelli (medico, antropologa e filosofa della scienza, presidente della Rete Mediterranea per l’Umanizzazione della Medicina).
    Il convegno, in attesa di accreditamento Ecm, vuole favorire il dialogo tra professionisti e cittadini sul tema dell’accompagnamento empatico e della dignità del morente.
    Nel corso della giornata interverranno numerosi professionisti e ricercatori che hanno collaborato con Daniela Muggia, insieme a rappresentanti del mondo accademico.
    Il pomeriggio sarà dedicato a testimonianze e contributi interdisciplinari, con la partecipazione, tra gli altri, di Claudia Rainville e Anne Givaudan, autrici con cui Daniela Muggia ha condiviso attività editoriali e percorsi di vita.

    L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link:
    https://forms.gle/KFmFTeW14RzQJ5vy6

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    Mauro Giordano
    Mauro Giordano
    Sono nato a Torino il 23 settembre 1947, dove ho studiato e lavorato in tre aziende del settore servizi fino a tutto il 2005, quando, raggiunta l’età pensionabile ho potuto lasciare tutti i miei incarichi. Risiedo a Caselle dal 1970, anno in cui mi sposai trasferendomi da Torino nella nostra città. Fin dal 1970 ebbi l’onore di conoscere ed apprezzare il fondatore del mensile Cose Nostre, il dottor Silvio Passera, il quale fin dal primo numero mi propose di scrivere notizie relative alla Croce Verde, ente di cui facevo parte come milite a Torino e poi come milite della Sezione di Borgaro, poi divenuta Sezione di Borgaro-Caselle essendo stato il fondatore del sodalizio nel 1975. Una più corposa collaborazione con il giornale è avvenuta negli ultimi tempi e sotto la direzione di Elis Calegari, anche per effetto del maggiore tempo disponibile. Attualmente collaboro - con piacere e simpatia -anche alla stesura di notizie generali, ma sempre con matrice sociale. I miei hobby sono sempre stati permeati da una grande curiosità di tutto ciò che mi circonda: persone, fatti, lavoro, natura, buon umore e solidarietà. Ho avuto modo di conoscere tutta l’Italia, ed è questo il motivo che ora desidero dedicare tempo a “Cose Nostre”.

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