I non più giovanissimi tra noi si ricorderanno di sicuro del commissario Maigret facendo fatica a non abbinarci immediatamente la simpatica faccia, burbera e bonaria al tempo stesso, dell’attore Gino Cervi che ne vestì i panni per quasi un decennio, dal 1964 al 72.
Ebbene, grazie a un’iniziativa di Matteo Perin, titolare della libreria Ca’Libro di Ciriè, abbiamo avuto modo di immergersi per un paio d’ore nell’affascinante personaggio di Maigret, con un’ampia apertura al suo creatore, Georges Simenon.
L’occasione è stata data dalla presentazione dell’ultimo libro di Tiziano Fratus, noto ai più, per i suoi numerosi libri, poesie e foto che hanno raccontato e fatto conoscere gli alberi secolari e monumentali che abbiamo soprattutto in Italia.
L’ultimo libro di Fratus si intitola: “L’Affaire Simenon – Tutto quello che dovreste sapere sul padre di Maigret e sulla sua opera sterminata”.
Guidato nella sua esposizione da Elis Calegari che lo ha intervistato, Fratus ha rivelato come la pur cospicua serie dei gialli di Maigret, abbia rappresentato solo una piccola parte di quanto è uscito dalla penna di Simenon. Anzi, i migliori estimatori di Simenon ritengono che questi altri romanzi (definiti dall’autore stesso come “romanzi duri”) siano qualitativamente migliori di quelli della serie poliziesca del commissario.
La capacità straordinaria di Simenon di descrivere luoghi e persone è una caratteristica che si ritrova però trasversalmente su tutto ciò che ha scritto, così come il “fil rouge” rappresentato dal male che l’essere umano è capace di fare. Male che viene descritto acriticamente, senza giudizio o morale, caratteristica comune con lo stile del grande maestro russo Anton Checohv.
Gli aneddoti rivelati da Fratus sulla vita di Simenon ci hanno aperto uno spiraglio su di un uomo certamente complesso e poliedrico. Lavoratore metodico e prolifico, amante della bella vita, per non parlare delle sue numerose avventure femminili, Simenon, belga di nascita, ebbe un periodo francese e uno americano con brevi periodi anche in Canada e in Svizzera.
Per dare un’idea di quanto la sua vita fosse movimentata basti dire che cambiò in tutto ben 33 residenze. Riusciva a scrivere fino a ottanta pagine al giorno che, a differenza della maggioranza degli altri scrittori, richiedevano pochissimi ritocchi prima di poter essere date in stampa.
Riassumere qui in poche righe l’opera complessiva di Simenon è impossibile. Ci è riuscito in buona misura Fratus nel suo libro che deve essere visto come un invito ad affacciarsi sul mondo vastissimo di questo autore ancora relativamente poco conosciuto e dal talento ancora in larga parte da scoprire.
Si chiude plaudendo a questo tipo di iniziative finalizzate a stimolare e invogliare alla lettura. Traendo un po’ liberamente da una grande autrice come la Yourcenar: “Leggere equivale ad ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.”.
Winter is coming e saranno i libri e non di certo i social media o le serie TV a salvarci.
A Ciriè, una serata con il commissario Maigret
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