Ancora nel mese di novembre, domenica 30, la data scelta quest’anno per la festa della nostra Pro Loco. Come ormai da più che ventennale tradizione, in tale ricorrenza viene consegnato il premio al Casellese dell’Anno.
La cerimonia si è svolta in Sala Cervi, con la presenza in sala, nelle poltroncine in prima fila, di molti dei premiati degli anni precedenti.
In apertura la presidente Pro Loco Silvana Menicali ha ricordato il significato del premio, assegnato ad un casellese, o gruppo di casellesi, che si sia distinto in uno o più campi (cultura, sport, arte, musica, lavoro, volontariato, ecc.) o che abbia portato in alto, in Italia e nel mondo, il nome di Caselle Torinese. La Presidente della Pro Loco ha ricordato quindi come era composta la giuria, composta da 33 persone riunitesi quest’anno il 6 novembre per votare a scrutinio segreto; ha infine descritto il premio, consistente in un’artistica medaglia appositamente coniata, raffigurante le quattro case, simbolo di Caselle, e in una pergamena con nome del vincitore e motivazione del premio.
Il Casellese dell’Anno 2025 Filiberto Paganini è stato quindi invitato a salire sul palco, accompagnato dalle note di “Viva la vida” dei Coldplay e dalle immagini di Filiberto ripreso nelle sale d’aspetto dell’aeroporto di Malta mentre suona il pianoforte intrattenendo i compagni di viaggio, immagini riprese dalla rete dove hanno avuto una diffusione virale.
La parola è passata al direttore di Cose Nostre Elis Calegari, che ha presentato il premiato partendo proprio dall’incipit della frase riportata sulla pergamena: ”Giovinezza e cuore al servizio del volontariato: un inno alla vita e per la vita”. Il direttore di Cose Nostre ha così poi proseguito: “C’è un modo migliore per interpretare la propria esistenza che non sia quella di donarsi agli altri? Immergersi nel mondo del volontariato significa sorridere alla vita, quel dono immenso che ci è stato dato e che a volte dimentichiamo di avere”.
Il sindaco Beppe Marsaglia, nel suo intervento dopo la consegna della medaglia, ha espresso soddisfazione per la folta presenza in sala di militi della Croce Verde. Non è un caso che siano ben quattro fra le file dei Casellesi dell’Anno quelli provenienti da tale mondo: Verderone, De Matteis, Barba e ora Filiberto Paganini. “Il figlio che ciascuno di noi vorrebbe avere” – ha poi proseguito il sindaco, interpretando il pensiero di molti. “Un premio per il futuro, assegnato a una persona che si è dimostrata capace di unire e fare gruppo” l’altra caratteristica per cui Filibertino è stato scelto e che servirà a Caselle per riuscire a ricostruire con giovani leve quel mondo associativo nato negli anni 60 con figure come Passera, Verderone, Musci, Manina, Carlo Barba, Luigi Chiabotto.
“Di solito sono una persona che non si emoziona, ma oggi mi state mettendo a dura prova con un premio che io comunque dedico a tutti i volontari” questo il primo commento del premiato, che passa poi a raccontare, come esempio di comunità attiva tuttora presente a Caselle, di un recente intervento di soccorso per un camion finito nel fosso, un intervento definito da manuale e che è stato condotto in autonomia, senza scomodare il 112.
Chiude la sequenza degli interventi la vicesindaca Giuliana Aghemo, che utilizza la saggezza popolare dei proverbi citando, in particolare per Filibertino “Buon sangue non mente” e “Chi trova un amico, trova un tesoro”.
Tocca infine al primo Casellese dell’Anno, Giovanni Verderone, in questo caso appropriatamente affiancato da Filiberto Martinetto, chiudere la cerimonia accogliendo Filiberto Paganini nel gruppo dei premiati col prestigioso riconoscimento.














