Care Amiche e cari Amici di Caselle, o meglio, anche quest’anno vorremmo dire
Care Sorelle e cari Fratelli,
con grande piacere, per il terzo anno consecutivo, la Comunità dei sacerdoti e dei diaconi ai quali sono affidate le parrocchie di Caselle e di Borgaro, vuole augurarvi un gioioso Natale e un sereno anno nuovo, nonostante tutto!
L’anno scorso, alla vigilia dell’apertura dell’Anno Santo, che si concluderà il prossimo 24 dicembre, vi invitavamo a raccogliere l’appello di Papa Francesco a essere “Pellegrini di speranza”, cioè a mettere in pratica il motto che lui aveva suggerito per vivere questo Giubileo. Ci auguriamo che sia stato così per tutti, credenti e non credenti: essere stati un segno di speranza per le persone intorno a noi e aver contribuito con gesti concreti a far crescere la fiducia nel futuro, anche se, in molte parti del mondo, ci sono ancora troppe zone di povertà e di guerra. Se non l’abbiamo ancora fatto… abbiamo ancora qualche giorno per darci da fare!
Per Natale e per il prossimo anno ci permettiamo di dare un suggerimento “importante”: leggere (o almeno cercarne una sintesi…) il primo documento scritto da papa Leone, la lettera Dilexi te (Ti ho amato, Ap 3,9), incentrata sull’amore verso i poveri, che è stata firmata, non casualmente, il 4 ottobre 2025, festa di San Francesco d’Assisi.
Si tratta di un testo in continuità con il pontificato di Papa Francesco, infatti così scrive Leone: “Avendo ricevuto come in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio – aggiungendo alcune riflessioni – e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri. Anch’io, infatti, ritengo necessario insistere su questo cammino di santificazione, perché nel «richiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi» (DT 3)”.
Il Natale ci invita alla gioia per la nascita di Gesù che viene a salvarci e questa gioia possiamo condividerla con chi è più in difficoltà di noi, anche perché i gesti di condivisione fanno bene sia a chi li riceve, sia a chi li fa. Infatti, così continua il Papa: “I più poveri non sono solo oggetto della nostra compassione, ma maestri del Vangelo. Non si tratta di ‘portar loro’ Dio, ma di incontrarlo presso di loro (DT 79)”.
Allora ci facciamo reciprocamente quest’augurio per le prossime Feste: che tutti noi possiamo incontrare Gesù facendo dei gesti concreti a favore dei più poveri.
Buon Natale, care Sorelle e cari Fratelli!
I vostri sacerdoti e i vostri diaconi







