La quotidianità schiaccia! In questo contesto di piombo sembra che lo yoga dei rotocalchi e delle inserzioni online prometta sollievo e una benefica via di fuga dai ritmi serrati che i nostri tempi paiono imporci. In effetti lo yoga è una pratica che può mitigare questi aspetti, ma può molto di più oltre al rilassamento mentale che provatamente elargisce. Ma proprio tutti possono praticare yoga?
Spesso le immagini della pubblicità e dell’immaginario collettivo ritraggono giovani elastici che si cimentano in posizioni impegnative, gli asana. Sembra che per praticarlo sia necessario un apprendistato che richieda fisici forti, elastici, capaci di ingarbugliate contorsioni. Però, se torniamo alla sua accezione originaria, lo yoga è una via di ricerca del Sé che usa il corpo e il sentire che gli è proprio. Quale corpo? Quello che si ha. Così recita l’iconica frase di Patrizia Saccà: “Ognuno pratica lo yoga con il corpo che abita.” Infatti, Patrizia, insegnante di yoga, ha ideato, con la collaborazione di qualificati professionisti della salute, lo Yoga a Raggi Liberi. La metafora dei raggi solari è essenziale. La luce del sole raggiunge tutto e tutti, proprio tutti. Anche coloro che hanno un corpo rotto, come suole dire Patrizia. Tant’è che lo yoga che propone è stato pensato per chi è in sedia a rotelle o ha abilità fisiche più o meno ampie. Finalmente la pratica si è aperta a persone con tetraplegia, paraplegia, amputazioni o a soggetti affetti da patologie neurologiche di diversa natura, o ancora agli anziani che fisiologicamente hanno un corpo più debole, semplicemente e naturalmente non più prestante rispetto agli anni verdi della vita. La svolta è stata possibile grazie alla determinazione dell’autrice. Infatti, Patrizia, ex atleta paralimpica, sostenuta da una forza interiore e da una visione profonda, di fronte alla resistenza e alla non prontezza delle scuole di yoga del tempo ad accettare allievi con disabilità, si fece seme di una nuova pianta, rilanciando il concetto dell’antica radice yogica che punta alla ricerca personale che ogni essere umano può compiere.
E sulla scorta del motto: “Dove non arriva il corpo arriva la mente e dove non arriva la mente arriva lo spirito”, dal suo seme nacque la pianta dello Yoga a Raggi Liberi.
Oggi tale disciplina ha una scuola, nata in seno allo CSEN (Centro Sportivo ed Educativo Nazionale) e riconosciuta dal CONI, che forma annualmente nuovi insegnanti e diffonde la possibilità di questa millenaria tradizione a tutti coloro che vogliano avvicinarsi. Quindi, nella cornice dell’insegnamento yogico, ognuno può inserirsi con le proprie possibilità fisiche e mentali, con l’impegno di dare tutto il possibile per ricevere molto di più di quanto non si fosse pensato, stando alle testimonianze riferite da tanti portatori di disabilità che allo Yoga a Raggi Liberi si sono avvicinati. Inoltre, per chi volesse saperne di più sull’argomento, Patrizia è autrice di due testi: Yoga a Raggi Liberi. Surya Namaskar (il saluto al sole) e Il Saluto alla Luna. In entrambi troviamo la declinazione delle due pratiche secondo le lenti dello Yoga a Raggi Liberi. Qui si trovano adattamenti e considerazioni tecniche degli asana dello yoga tradizionale. L’albero, sempre più rigoglioso, di questa affascinante disciplina ha messo delle foglioline nuove, ma le sue radici sono antichissime. Punta a raggiungere nuovi cieli, ma con un solido ancoraggio nella Madre Terra.
I raggi del sole che arrivano a tutti
Lo yoga a “raggi liberi”, una pratica di consapevolezza per chiunque
- Advertisment -
METEO
Comune di Caselle Torinese
poche nuvole
6
°
C
7
°
5.1
°
89 %
1.5kmh
20 %
Dom
10
°
Lun
11
°
Mar
8
°
Mer
11
°
Gio
6
°
ULTIMI ARTICOLI
Conoscere la lingua piemontese
Cari Amici lettori, dedicheremo quest’anno ad approfondire la conoscenza della lingua piemontese.
Parleremo di proverbi e modi di dire; parole da non dimenticare; italianismi da...







