“E stata una gran bella serata”, commentava Silvana Menicali al termine della serata che ha tenuto Davide Aimonetto in Sala Cervi, lo scorso 4 dicembre.
“Gelindo e la tradizione del presepe piemontese” il tema che ha abilmente trattato il giornalista mappanese, ripercorrendo un viaggio nel passato, fra storia e ricordi.
Gelindo è un personaggio della natività declinata nella nostra lingua madre, il cui nome ricorda freddo, neve e gelo e che un tempo entrava nelle case piemontesi come ospite d’onore la sera di Natale. Camminava davanti alla capanna, con un agnellino sulle spalle ed i suoi pensieri lo portavano sempre lontano.
Aimonetto, riallacciandosi alla storie e alle tradizioni è partito dal racconto del primo presepe di San Francesco del 1223 e ha navigato fino ai giorni nostri per introdurre poi il personaggio di Gelindo. Gelindo: un agricoltore e pastore umile, sempre raffigurato con il suo prezioso bagaglio da donare: un agnellino. Ai giorni nostri questo personaggio sta piano piano scomparendo, anche se se ne trovano ancora tracce nell’Alessandrino e nella Langa albese. Quasi due ore di monologo del professor Aimonetto sono trascorse lisce ed accattivanti.
Grazie alla Forgia e al suo presidente Luciano Solavaggione che ha organizzato la bella serata, con il patrocinio del Comune di Caselle.
“Bravissimo Davide sempre interessanti i suoi racconti, mai monotoni e sempre coinvolgenti”, diceva ancora la vicepresidente della Forgia, Silvana Menicali, che vediamo nella foto insieme al presidente Solavaggione e a Davide Aimonetto.
La Forgia, una serata dedicata a Gelindo
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