
Il 15 novembre è stata una giornata speciale per le comunità di Caselle e Borgaro. Una giornata fatta di mani che si tendono, sorrisi dietro le pettorine gialle, scatole che si riempiono di generosità. È stata la giornata dedicata alla raccolta del Banco Alimentare, un momento che ogni anno richiama l’attenzione sul tema della povertà assoluta e sulla necessità di non lasciare indietro nessuno.
Nel corso degli ultimi anni, anche nei nostri territori, la povertà assoluta ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti. Non si tratta soltanto di mancanza di reddito, ma dell’impossibilità di far fronte ai bisogni più elementari: mettere in tavola pasti adeguati, garantire un’alimentazione ai bambini, acquistare prodotti che molti di noi considerano scontati.
Le Caritas parrocchiali e le associazioni locali lo vedono ogni giorno: persone anziane senza una rete familiare, famiglie monoreddito improvvisamente in difficoltà, giovani soli, lavoratori precari, nuclei segnati da malattia o perdita del lavoro.
In questo contesto, iniziative come la raccolta del Banco Alimentare non sono semplici raccolte, ma veri e propri gesti di comunità, capaci di trasformare un contributo materiale in un segno di vicinanza umana.
Le parrocchie di Caselle e Borgaro si sono mosse con grande energia per l’iniziativa del 15 novembre, organizzando la presenza dei volontari nei principali supermercati del territorio.
Già dalle prime ore del mattino, gruppi di adulti, giovani, alpini, catechisti, membri delle Caritas parrocchiali e volontari spontanei hanno iniziato a distribuirsi tra gli ingressi dei supermercati. Ognuno con un compito chiaro: accogliere i clienti, spiegare l’iniziativa, distribuire le buste e raccogliere gli alimenti donati.
È stato bello vedere la varietà dei volontari: bambini accompagnati dai genitori, anziani pieni di entusiasmo, ragazzi pronti a dare una mano, gruppi parrocchiali che si sono alternati durante tutta la giornata. Un impegno che racconta una comunità viva e attenta.
Nonostante il periodo non semplice per molti, la risposta dei cittadini è stata calorosa e generosa.
C’è chi ha riempito un sacchetto intero di prodotti, chi ha aggiunto alla propria spesa un pacco di pasta o una scatola di legumi, chi ha lasciato un omogeneizzato per i più piccoli o una bottiglia d’olio per chi non può permetterselo.
I prodotti donati il 15 novembre verranno ora catalogati, smistati e inviati ai magazzini del Banco Alimentare, che a sua volta li redistribuirà alle realtà caritative locali durante l’anno.
La Caritas di Caselle e quella di Borgaro, che ogni settimana incontrano decine di famiglie potranno, anche grazie a questo gesto, continuare a offrire un sostegno concreto.
Ogni scatola raccolta non è solo cibo, ma una forma di speranza: un segnale di attenzione verso chi vive un momento difficile, un modo per dire “non sei solo”.
La giornata del 15 novembre non è stata solo un appuntamento annuale, ma un’occasione per riscoprire il valore profondo della solidarietà.
Le parrocchie di Caselle e Borgaro hanno dimostrato ancora una volta quanto sia forte il senso di appartenenza e quanto sia possibile fare la differenza quando si lavora insieme.
In un tempo in cui spesso prevale l’individualismo, vedere tante persone mettersi a disposizione, senza chiedere nulla in cambio, è un messaggio potente: la carità non è un gesto straordinario riservato a pochi, ma una scelta quotidiana, semplice e alla portata di tutti.
Il 15 novembre ha mostrato un territorio unito, capace di trasformare un piccolo gesto, un pacco di pasta, un litro di latte, una scatola di tonno, in una grande opera collettiva.
E mentre i volontari riponevano le ultime scatole, una consapevolezza era chiara a tutti: la solidarietà non è fatta solo di numeri, ma di volti e di storie che si incontrano.
Ogni gesto, anche il più semplice, costruisce una comunità più umana.







