Per i sanmauriziesi, era la casa dell’usuraio. Una villetta, in via Ceresole 17, di proprietà di un prestasoldi, attivo nella cittadina canavesana negli anni 80. Imputato per tali attività in diversi procedimenti giudiziari, subì per tale reato diverse condanne negli anni 90, compreso il sequestro preventivo dei beni nel 1994. L’usuraio poi morì nel 2001.
La casa confiscata di via Ceresole, composta da una villetta monofamiliare su due piani, più tre box auto nel cortile, finì fra i beni gestiti dall’ANBSC, l’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati alla Criminalità. Questa, nel 2010, la destinò al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino, per essere utilizzata come alloggi. Tale destinazione non andò però a buon fine. Si fece allora avanti il Comune di San Maurizio, avviando con ANBSC una complessa procedura per il trasferimento della proprietà dell’immobile, conclusa positivamente nel 2021, quando sindaco era Paolo Biavati. Nell’estate dello stesso anno l’Amministrazione procedette a un primo intervento per rimuovere erbacce e macerie, per poter utilizzare cortile e box per ospitare gli automezzi dell’Avulss utilizzati per il trasporto di anziani e disabili alle visite mediche, precedentemente parcheggiati nel cortile della Scuola Media Remmert. Nel frattempo, si era deciso per l’utilizzo dei locali interni come sede delle sezioni sanmauriziesi di ADMO, AIDO e AVIS, liberando gli spazi al piano superiore dell’edificio comunale di via XX Settembre, ora impegnati da tali associazioni, come ampliamento della sede della Polizia Municipale.
Per la necessaria ristrutturazione il Comune ha potuto accedere a un contributo statale di 90.000 euro, a fondi regionali per 100.000 euro, mettendo di suo i restanti 100.000 euro.
Terminati i lavori di ristrutturazione, lo scorso sabato 22 novembre si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’immobile, ribattezzato “la Casa della Libertà”. Presenti al taglio del nastro l’Amministrazione comunale al completo, l’eurodeputato Giovanni Crosetto, il viceprefetto di Torino Marita Bevilacqua, i rappresentanti delle forze dell’ordine, il consigliere della Città Metropolitana Davide D’Agostino, i rappresentanti dei Comuni di Cirié, San Francesco al Campo, Robassomero, San Carlo Canavese, Caselle, Grosso Canavese, Leinì, Varisella, i referenti dell’associazione Libera e delle associazioni Avis, Aido, Admo, Avulss.
«Quella di oggi è molto più che una semplice inaugurazione – ha detto il sindaco Michelangelo Picat Re nel suo discorso – è un messaggio chiaro, concreto, che parla di legalità, di coraggio e di futuro. Questo edificio porta con sé una storia difficile, segnata da valori distorti, contrari alla legge e ai veri valori su cui si fonda la nostra convivenza civile. Oggi quella storia viene simbolicamente e concretamente capovolta. Da luogo che sottraeva qualcosa alla comunità, la Casa della Libertà diventa luogo che restituisce, che accoglie, che serve”.











