In occasione del 150° della nascita (1875-2025), l’Amministrazione Comunale di San Maurizio Canavese, presente il sindaco Picat Re, e l’assessora alla cultura Sonia Giugliano, ha organizzato, presso la Scuola Primaria “Carlo Angela”, una narrazione teatrale a cura di Franco Brunetta dal titolo “Fascismo e Tempi Nuovi”. Sonia Giugliano ha ricordato le azioni umanitarie di Carlo Angela, sottolineando la sua figura di medico dalla grande umanità e da una non comune coscienza sociale. Angela fu giornalista e, attraverso la sua penna, lottò per la verità e la libertà in anni difficili. Finita la Resistenza fu nominato primo sindaco di San Maurizio Canavese e la sua dedizione gli valse il riconoscimento di “ Giusto fra le nazioni”. Il professor Luciano Boccalatte ha voluto ricordare come: ”Gli anniversari sono sempre delle occasioni, quando vengono utilizzati come momento di riflessione e io credo che la figura di Carlo Angela e la sua esperienza di medico, nel campo della psichiatria, il suo impegno umanitario e antifascista, lo rendano un eroe internazionale. Non molto distante da qui tra il 1943 e il 1945 salvò molte famiglie ebree. Franco Brunetta ha ripercorso tutte le fasi di “ Tempi Nuovi”, la rivista fondata da Olivetti e su cui scrisse Carlo Angela, una rivista che inizialmente vide di buon occhio l’avvento del fascismo, con la certezza che sarebbe durato poco. Attraverso quelle vicende risulta chiaro come sia difficile, cogliere i segni degli avvenimenti in cui siamo immersi.” La rivista torinese Tempi Nuovi costava 20 centesimi e scriveva di cultura e di politica. Il 25 febbraio del 1922 uscì il primo numero, in quattro pagine, firmate da Camillo Olivetti e da Donato Bacchi. I loro pezzi contribuirono subito a fare della rivista una variegata pubblicazione sui problemi politici e sociali. Al suo esordio sulla rivista Carlo Angela si chiedeva a chi giovasse una Camera esautorata dalla nuova legge elettorale. Dopo la stragrande vittoria elettorale del duce i giornali si allinearono e “Tempi Nuovi” si avviò a diventare il punto di riferimento della democrazia a Torino e nel Piemonte: una tribuna indispensabile. Carlo Angela diventò un collaboratore fisso della rivista e, con la sua prosa chiara e lineare, non disdegnò la salace ironia, come nel caso dei pubblici festeggiamenti per il primo anniversario della “marcia su Roma”: “Il milite ignoto se potesse sollevare il capo si meraviglierebbe di tanto strepitio e ricorderebbe che ai suoi tempi, veramente eroici, la divisa nazionale era il grigioverde non la camicia nera”.
La rivista, nel suo terzo anno di vita, diventò sempre più intransigente col duce. Carlo Angela scrive: “Questi sono propositi pretoriani, il duce è riuscito a fare un’affermazione violenta senza contenuto, audace e brutale nell’assenza di una formula politica e dell’impostazione di una dittatura che intende perpetuarsi appoggiata sulle baionette.” La sede di “Tempi Nuovi” venne incendiata e il 10 giugno del 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti venne aggredito, rapito e ucciso. Di quell’azione delittuosa la rivista e Carlo Angela alzarono i toni delle critiche contestando ogni titolo di legittimità al governo. Adesso noi sappiamo com’è andata quella storia, quel ventennio e ci soccorre nello sforzo di comprendere l’oggi, la complessità del momento.
Carlo Angela ebbe il coraggio di aprire gli occhi, capire e salvare delle vite, opponendo tutto sé stesso alla violenza di un regime che governò utilizzando la soppressione delle libertà.
Omaggio a Carlo Angela
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