Quando il direttore Elis Calegari ci ha invitati caldamente a inviare il nostro articolo per il mese di dicembre, mi sono resa conto che sì, siamo di nuovo alla vigilia di Natale, che senza essere pessimisti è diventata un momento di fuga per chi vuole sottrarsi, un momento di ansia per chi non ha proprio più soldi per il superfluo, un momento di gita ai mercatini più reclamizzati e un momento di riflessione nelle chiese che si riempiono solo per un attimo alla Messa di Mezzanotte. Stanca di starnazzanti dibattiti televisivi e di notiziari di guerra, ho deciso che avrei alleggerito tutto questo peso affidandomi a una parolina magica: tautogramma. Se potete rileggere un articolo di Cose Nostre del marzo 2021 che trovate anche on line, scoprirete che il tautogramma ci aveva aiutati nel periodo di clausura da Covid! Avevo dovuto citare per chi non aveva idea di cosa fosse, il grande Umberto Eco che aveva dato lustro al tautogramma riscrivendo, con gli allievi di un suo corso, la storia di Pinocchio in versione tautogramma:“Pinocchio privo pomodori, panciavuota, pela pere. Poco pasciuto, pilucca picciuolo….”
Appena ho invitato le amiche del gruppo letterario a cimentarsi di nuovo con questa forma di scrittura che prevede solo parole che iniziano con la stessa lettera (dal greco antico touto gramma= stessa lettera) ma limitandosi al tema del Natale, è stato un… “diluvio dedicato, dolcemente destabilizzante” di tautogrammi, un esercizio mentale salvifico! Di colpo riemergevano ricordi d’infanzia, sentori di cose buone, semplicità e purezza di sentimenti, allegria come da bambini che sanno di averne combinata una! Nessun suggerimento da AI ( come potrebbe ricordare profumi, luci, emozioni?). Piano piano si è fatto strada il Natale, quello che si è nascosto ben bene, in un angolo protetto dentro di noi.
Ecco qui alcuni tra i tautogrammi più belli:
Antivigilia: atmosfera avvolgente, antidepressiva attende anche anime ansiose, augurando alle amiche attente agli altri, attimi allegri, amore, affettuosi abbracci.(Annalisa Rabagliati)
Seguite scie stellari, sovrani sostarono sul soglio, secondo Sante Scritture. (Nazarena Braidotti)
Sacher sublimi, succulenti strudel, sfiziosi struffoli spandono speziati sentori.
Si scambiano sorrisi, sguardi sereni sotto stelle scintillanti. Santo, Santo Signore, simbolo sempiterna speranza!( Silvia Riccio)
Candele con cerchi concentrici con cera colata, canti circondano cieli, cori conducono cura, conducono calore, comunità condivisa…(Liliana Fragomeni)
Baci, biscotti, bei bambini bisbigliano buoni.
Bussano: Babbo barbuto, baldanzoso baratta bevute/balocchi.
Benvenuto! Benauguratamente brindiamo beati! (Cristina Ughetto)
Gloria! Giunge Gesù grande Giusto, genuflessi gioiamo! (Giada Gaiotto )
Grande gioia… guardando giornale. Giornalisti giurano, guerre giungono, giornata gloriosa! Governi generosamente garantiscono: “Gestiremo giustizia!
Gennaio, guai gettare granate, guai guidare giocattoli guastafeste”.
Genti, gridiamo grazie, guardiamoci giovialmente, generiamo generazioni gentili, giudiziose. (Luisa Jourdan)
Fiaccole frizzanti, faville filanti, fuochi fragorosi, fioriture favolose, farfalle fluttuanti, fate fantastiche, favole folli, fanciulle flessuose, famiglie felici, finalmente facciamo festa! (Oriana Garnero)
Nel nitore notturno naviga nel nevischio Nicola, nostro nobile nocchiero, nascondendo nastri, nastrini, ninnoli natalizi! Natale nasce nostalgico nella neve…
Ninnananna ninnao, neonato Nazareno! ( Silvia Riccio)
Novello Natale, nostalgico nevicare, nella nivea notte notiamo nuovi nembi nevischianti. Narreremo novelle nella notte nascente (Elisabetta Galligani)
Eccolo, Egli eterno è entrato enigmatico. Ebreo eccelso eccita educatori eletti.
Edotti emergiamo! Egli è esempio estremo (Grazia D’Auria)
Capodanno. Colmi calici, Cieli corruschi. Comete colorate. Cerchi di cordialità condivisa, Cuori confidanti con cabale certe. (Olga Ferrari)
Vivemmo vivaci veglie, volammo veloci verso venerando vecchio volante, verseggiando “Veni”, viluppando vischio, voti, vezzeggianti voglie. (Nazarena Braidotti)
Ho bussato alla… penna di Sergio Donna che porta alta la bandiera della lingua piemontese ed ecco il suo tautogramma:
Nen na nìvola: neuit neta, nunsianta na neuva novela novissa.
‘Nt na nicia, Nosgnor. Noi, nulità. (Sergio Donna)
(traduzione: Non / una / nuvola: / notte / netta / annunciante / una / nuova / novella / incontaminata. / In / una / nicchia, / il Signore; / noi / nullità.)
E ho bussato alla porta di due amici scrittori:
Festività finali: fiduciosi, felici, faremo folli feste familiari, farciremo fagiani, frequenteremo funzioni fastose, financo fuochi fiammeggianti. (Massimo Tallone)
Dario Voltolini, esausto, verso mezzanotte, mi invia un laconico: Avanti allora ad augurare! Auguri!
Comporre un tautogramma sembra all’inizio un’impresa difficile, ma è un esercizio per la mente molto significativo: si tiene presente un pensiero da esprimere e si comincia a cercare una parola fulcro. La sua lettera iniziale deve mettere in moto una ricerca di parole e sinonimi che vanno a pescare nella memoria o nel vocabolario, o nell’inconscio, fino a una conclusione logica. Viene potenziata la creatività, stimolata la ricerca lessicale. Spesso, costruendo, nascono altre possibili deviazioni create per associazione di idee e questo potrebbe servire quasi come autoanalisi psicologica! Limitiamoci anche a tre, quattro parole. Sarà un bella soddisfazione, un gioco da proporre a grandi e piccoli.
Dopo esserci rasserenati, tautogrammando un po’, forse si è più disposti a vedere nel Natale l’occasione per salutare il prossimo con un sorriso: il regalo migliore.
Piccoli passi, potenti possibili piacevoli perturbazioni.
Naz







