
È apparso positivo che il Governo annunciasse di voler varare la riforma della Giustizia per risolvere i gravi problemi che da molti anni affliggono il nostro Sistema Giustizia, come la estenuante durata dei processi, soprattutto nel civile, la mancanza di risorse e di personale e tanto altro.
E in effetti il 13 giugno 2024 Il Presidente del Consiglio dei ministri, On. Giorgia Meloni ed il Ministro della giustizia On. Carlo Nordio, hanno presentato una proposta di legge di revisione della Costituzione (disegno di legge costituzionale n.1353): “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Il provvedimento è stato approvato definitivamente dal Senato, in “quarta lettura” come prevede l’art. 138 della Costituzione, nella seduta del 30 ottobre scorso.
È la riforma della Giustizia che tanto aspettavamo per ridare certezza al diritto? NO. I processi saranno più veloci? NO. È vero, come sostiene la On. Meloni che i casi Garlasco non potranno più accadere? NO. La legge non tocca e non risolve nessuno dei problemi che conosciamo, non stanzia neanche maggiori risorse finanziarie al Sistema Giustizia.
Si limita a creare una separazione netta tra i magistrati dei Tribunali e quelli delle Procure, che avranno anche un diverso organo di autogoverno: due CSM invece di uno.
Attenzione: la legge sarà sottoposta a referendum confermativo, come previsto dal già citato art. 138 della Costituzione e la propaganda, manipolando la verità, cerca di convincerci che si tratta di una seria riforma della Giustizia; un misero trucco per convincerci a votare SI.
Il quesito referendario sarà: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente – Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare – approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”. Convintamente voterò NO.
Il Capogruppo Consiliare
Endrio dott. Milano







