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venerdì, Gennaio 23, 2026

    La cera d’api, una versatilità senza pari


    Mentre molti insetti costruiscono i loro nidi utilizzando materiali raccolti nell’ambiente (come fibre vegetali, fango, intonaci), le laboriose api producono da sole il loro materiale da costruzione: la cera. Con essa costruiscono le strutture interne all’alveare: i favi, formati da celle esagonali che serviranno sia allo sviluppo delle api dall’uovo all’adulto, sia a immagazzinare il polline e il miele. Come per molti altri lavori dell’alveare, la produzione della cera e la costruzione di favi è affidata ad api di una specifica fascia d’età, e cioè dal decimo giorno di vita fino a circa il diciottesimo: questa capacità coincide infatti con lo sviluppo di particolari ghiandole dette ceripare, che si trovano nell’addome. Dopo il diciottesimo giorno di vita esse cominciano ad atrofizzarsi e l’ape si predispone a svolgere altre attività all’interno dell’alveare.
    La cera viene prodotta a partire da una trasformazione degli zuccheri contenuti nel miele. Si ritiene che le api impieghino circa dieci grammi di miele per produrre un grammo di cera: una parte degli zuccheri serve come materiale da costruzione, l’altra come combustibile per fornire l’energia necessaria alla sintesi.
    Inizialmente si presenta come piccole scaglie biancastre, che diventano gialle o rossastre per la presenza di pigmenti del polline e della propoli.
    La cera ottenuta dalla sola fusione con acqua calda e senza aggiunta di altre sostanze assume il nome di “cera vergine”. Mantiene un leggero e gradevole odore aromatico, è facilmente modellabile alla temperatura indotta dal semplice calore della mano.
    La cera può essere ulteriormente purificata mediante riscaldamento in acqua e utilizzata per costruire candele, lubrificare cassetti e finestre, o lucidare il legno. Come le cere derivate dal petrolio, può essere ammorbidita diluendola con olio vegetale per renderla più malleabile a temperatura ambiente.
    È utilizzata in cosmesi come creme, balsami, lozioni e stick per le sue proprietà emollienti, idratanti e protettive che aiutano a trattenere l’umidità e a proteggere la pelle.
    Nell’industria trova impiego nella produzione di candele, nella verniciatura di prodotti in legno e in altre applicazioni grazie alla sua resistenza.
    La cera d’api è usata in commercio per creare eleganti candele, cosmetici e prodotti farmaceutici (tra cui la cera ossea), per lucidare materiali (soprattutto scarpe), come componente delle cere modellanti e in vari altri prodotti come per la preparazione di encaustico (miscela di cere) per la lucidatura dei mobili.
    La cera d’api è anche il materiale (o per lo meno una significativa parte del materiale) prescritto per la creazione delle candele pasquali ed è raccomandato per altre candele usate nella liturgia della Chiesa Cattolica.
    La cera d’api può essere usata per fare delle saponette, con l’aggiunta di olio d’oliva, viene inoltre utilizzata come rivestimento di alcuni  formaggi, per proteggerli durante la stagionatura. Mentre alcuni formaggiai l’hanno sostituita con la plastica, molti la usano ancora per evitare che il formaggio raccolga sapori sgradevoli dalla plastica.
    Le caratteristiche di combustione delle candele di cera d’api differiscono da quelle della paraffina. Una candela di cera d’api ha un colore più “caldo”, più giallo di quello della paraffina, e il colore della fiamma può variare a seconda della stagione in cui la cera è stata raccolta.
    La cera d’api è impiegata, sciolta in essenza di trementina, insieme ad altre cere come per esempio la cera carnauba, nella lucidatura dei mobili.

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    Giuliana Vormola
    Giuliana Vormola
    Nata a Ciriè il 20/11/1955 Giornalista pubblicista inizia a scrivere su Cose Nostre e altri giornali locali da inizio anni 90 su temi legati all'ambiente. L'interesse e la passione per la botanica sono il motivo conduttore principale dei suoi scritti e delle sue attività. Con l'Associazione Vivere il Verde inizia la manutenzione del giardino del vecchio Baulino a Caselle, durata 20 anni, coinvolgendo la scuola primaria locale. L'attività editoriale collegata ha permesso la partecipazione al circuito Gran Tour del comune di Torino e la collaborazione con Gardenia. "Emozioni saperi sapori..... " è un progetto che sta prendendo forma sul web e sui social: partendo dalle "verdi" emozioni si arriva in cucina con i saperi della tradizione per esprimere i sapori che ne derivano.

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