La recente morte delle gemelle Alice ed Ellen Kessler ci ha colpito enormemente, sia per la grande popolarità delle due sorelle, che per la loro scelta di togliersi la vita insieme, attraverso il “suicidio assistito”, con la volontà di preparare la dipartita all’unisono.
Le Kessler, nell’immaginario collettivo, pur vicine ai 90 anni di età, rappresentavano ancora (e rappresentano tuttora, visto che la morte ha regalato loro una sorta di “eternità”) il simbolo della bellezza algida, capace di sedurre il pubblico attraverso charme e simpatia, elementi che difficilmente viaggiano a braccetto.
Leggendo la loro biografia ci siamo resi conto che il Piemonte ha avuto molto a che fare con la vita, sentimentale e professionale, delle due sorelle. A dire il vero, per quanto riguarda l’aspetto più intimo, il Piemonte è legato alla figura di Ellen che, a partire dal 1964, ebbe una relazione amorosa con un piemontese “doc” come Umberto Orsini, popolare attore che venne scelto, solo per fare due emblematici esempi, da Federico Fellini per recitare ne “La dolce vita” e da Luchino Visconti per “La caduta degli dei”. Orsini è nato a Novara nel 1934, ha lavorato in circa settanta film per il grande schermo e in venti serie per la TV.
L’attore novarese e la Kessler dopo la separazione sono rimasti buoni amici.
Ma il Piemonte ha a che fare con le Kessler anche per motivi professionali: infatti in Italia le due gemelle trovarono la fama grazie alla trasmissione televisiva “Studio Uno”, che iniziò nel 1961 per chiudere cinque anni dopo.
I due ideatori del programma, che aveva come sigla iniziale il celeberrimo “Da-da-un-pa”, cantato e ballato proprio dalle artiste tedesche, erano Antonello Falqui e Guido Sacerdote. Quest’ultimo era nato ad Alba nell’ottobre del 1920 (morì nel 1988). Fu uno dei più importanti registi, autori televisivi e produttori delle proposte trasmesse dal piccolo schermo.
Il padre di Guido Sacerdote era farmacista e, in età giovanile, l’autore aiutava in negozio, che era situato in Corso Langhe.
La sua passione però era il teatro e il futuro dirigente televisivo si esibiva al Circolo Sociale di Alba.
Durante il ventennio facsista la famiglia Sacerdote, in quanto ebrea, subì le dure disposizioni delle leggi razziali e Guido, con i genitori, fu costretto a rifugiarsi a casa della famiglia Agnese, che allora abitava in via Maestra, sempre ad Alba.
Sacerdote si spostò poi a Mango, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Finito il conflitto Sacerdote tornò nella sua Alba per occuparsi dell’animazione del Circolo Sociale.
Da quel momento iniziò per lui una carriera artistica che lo portò alla sede Rai di Milano come capo ufficio scritture di una TV ancora da nascere.
Poi si spostò a Roma creando un sodalizio con Antonello Falqui, come autore di trasmissioni che sono entrate nel mito della TV italiana: oltre alla già citata “Studio Uno”, troviamo “Giardino d’Inverno”, “Sabato Sera” e la celeberrima “Canzonissima”.
Sacredote si può dire, senza incertezze, che lanciò le gemelle Kessler, ma anche una giovanissima Mina.
Le sorelle tedesche erano nate nella provincia di Lipsia il 20 agosto 1936: la loro infanzia fu caratterizzata dalla Seconda Guerra Mondiale; nella loro città prima arrivarono gli Americani, poi i Russi, con la conseguente annessione della Germania Est (di cui Lipsia faceva parte) al controllo dell’Unione Sovietica.
Nel 1952, con il padre, riuscirono a lasciare Lipsia per andare nella parte Ovest del paese, a Dusseldorf: “Questa nuova meta a noi pareva il paese dei balocchi -confidarono diversi anni fa in un’intervista- eravamo abituate al grigiume della Germania Est e ci siamo ritrovate in vie e piazze ricche di locali, frutta gustosa e colorata e divertimento”. Ed è qui che iniziarono, seppur ancora timidamente, la loro carriera artistica: a 17 anni andarono a Parigi; l’esperienza fanciullesca nella scuola di danza dell’Opera di Lipsia, aveva dato loro i fondamentali per praticare con successo quest’arte. Entrarono nelle Bluebell Girls, il loro trampolino di lancio. Il 16 gennaio 1961 arrivano in Italia, impararono subito la nostra lingua e si feceroo ammirare nella trasmissione “Giardino d’Inverno”, al fianco del Quartetto Cetra e di Henry Salvador; il primo brano che incisero fu “Pollo e champagne”, seguito poi da “Concertino”. Poi venne Studio Uno, e da qual momento la loro carriera e la loro popolarità rimase per anni su livelli altissimi.
Le Gemelle Kessler e il loro legame col Piemonte
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